Di borghi strani il mondo ne è pieno ma Bozouls, nel cuore dell’Aveyron, è forse quello che più di tutti trasmette una sensazione di spaesamento: è arroccato sul bordo di un abisso profondo 100 metri a forma di ferro di cavallo e da lassù, sul precipizio di questa voragine naturale, pare voler sfidare la gravità.
Siamo nel sud della Francia, parte dell’Occitania, un’area caratterizzata da altipiani calcarei noti con il termine di causses che, nel corso dei millenni, sono stati scavati dal torrente Dourdou fino a disegnare un canyon che gli abitanti chiamano ancora “lo traouc”, ovvero buco in lingua locale.
Basta solamente un attimo per rendersi conto che case, torri, chiesa e strade seguono fedelmente la forma del terreno, adattandosi a una topografia particolare. Qui è la geografia a decidere l’architettura, così come è la storia a rispondere al paesaggio, ma soprattutto è l’uomo a scegliere di restare pur davanti a una natura dominante.
Indice
Cosa vedere a Bozouls
Questo affascinante borgo di Francia trasuda un’energia primordiale, probabilmente anche legata al fatto che in zona aleggiano diverse leggende. Per esempio, si narra che sia stato il diavolo “in persona” a creare quel gigantesco foro e che lo abbia fatto in una sola notte. Certo, è difficile crederci, ma le strade acciottolate e le case di roccia che si fondono con le scogliere esposte danno vita a un’armonia tra umano e natura che pare davvero essere il frutto di un’energia divina.
Il canyon di Bozouls
Il viaggio in questo paesino di circa 3.000 anime non può che iniziare dalla sua attrazione più imponente: il canyon. Proprio qui si sviluppa la terrazza di Place de la Mairie da dove lo sguardo scende verso il basso seguendo le pareti calcaree punteggiate da vegetazione spontanea (come alberi aggrappati alla roccia e cespugli che traggono forza dall’umidità del fondovalle).
Sul letto scorre il Dourdou, che con la sua placidità dà vita persino a piccole cascate e zone picnic. Da lassù, però, la prospettiva è estremamente vasta: le persone che percorrono i sentieri in fondo alla gola appaiono piccole quanto formiche.
Le case sullo sperone roccioso
Una parte dell’abitato antico sorge direttamente sullo sperone che entra nel canyon. Le facciate in pietra locale riprendono le stesse sfumature della roccia sottostante e questo mette in scena una continuità visiva sorprendente.
La Chiesa di Sainte-Fauste
Eretta nel XII secolo in stile romanico, è una struttura in arenaria rossa che si erge su un promontorio roccioso al centro del canyon. Anche da qui la vista panoramica sull’abisso è emozionante, ma la verità è che entrare al suo interno regala una sensazione rara, una combinazione di raccoglimento e vertigine, spiritualità e paesaggio.

Le torri medievali
Un tempo a Bozouls c’era anche un castello, di cui oggi restano solo alcune torri che fungono da testimonianza del suo passato difensivo. Si trovano proprio lungo le pareti dell’abisso, tanto da risultare integrate ottimamente nella scogliera. Osservando le feritoie strette e i basamenti solidi, è facile immaginare il rumore degli zoccoli dei cavalli e l’attività febbrile dei soldati che scrutavano l’orizzonte alla ricerca di minacce.
Terra Memoria
Terra Memoria è invece un museo interattivo e moderno dedicato alla geologia e alla storia della Terra. Anche lui, come è possibile intuire, si affaccia su questa voragine naturale larga ben 400 metri. Le esposizioni includono modelli di continenti in evoluzione, fossili, scheletri di creature preistoriche e installazioni tattili che spiegano i processi tettonici ed erosivi.
Progettato per affascinare sia adulti che bambini, con elementi giocosi come simulazioni e pannelli illustrati, collega lo stesso canyon alla storia globale del pianeta.
La cascata del Gourg d’Enfer
Scendendo e seguendo il corso del fiume si incontra una cascata suggestiva, visibile da vari belvedere (attenzione, dipende anche dalle piogge). L’acqua cade tra le pareti emettendo un suono profondo, necessariamente amplificato dalla conformazione rocciosa. In primavera la portata aumenta, regalando uno spettacolo potente, mentre in estate il flusso più gentile consente di osservare dettagli geologici e vegetazione ripariale.
Cosa fare a Bozouls
Per vivere Bozouls al 100%, vale la pena lasciare alle proprie spalle le strade asfaltate per toccare con mano l’umidità della pietra e sentire il profumo del sottobosco:
- Discesa in uno dei vari sentieri del canyon: percorsi che conducono dal borgo alto fino al letto del fiume. Si scende lungo gradini di pietra antica e mulattiere che serpeggiano tra alberi di noce e felci rigogliose. Una volta raggiunta la sponda del Dourdou, si incontrano vecchi mulini ormai in disuso e ponticelli di legno per attraversare il ruscello più volte.
- Avvistamento dei fossili nelle pareti calcaree: le rocce che compongono la gola sono un libro aperto sulla preistoria. Avvicinandosi alle pareti durante le pause lungo il tragitto, è possibile individuare piccole conchiglie e resti marini pietrificati che ci ricordano che, milioni di anni fa, questo altopiano si trovava sotto il livello del mare (attenzione, devono essere lasciati dove sono).
- Degustazione dei sapori dell’Aveyron: speriamo che non soffriate di vertigini, perché sedersi ai tavolini di una locanda affacciata sull’abisso regala il piacere di assaporare i prodotti tipici del territorio come il formaggio Roquefort, con un sapore deciso e le venature blu, e un vino che avvolge il palato.
- Seguire il tracciato della vecchia linea ferroviaria: è stato trasformato in percorso dolce che apre lo sguardo verso la campagna della zona. Tunnel e viadotti accompagnano un itinerario ricco di sorprese paesaggistiche.
- Elevarsi in mongolfiera per osservare il tutto dall’alto: sì, c’è anche questa possibilità, ma solo in rare occasioni. E quando il sole illumina le pareti calcaree, il villaggio appare davvero minuscolo rispetto alla vastità della natura.
Come arrivare
Bozouls si trova a circa 25 chilometri da Rodez, principale centro urbano dell’area. L’auto rappresenta la soluzione più pratica, grazie a strade ben tenute che attraversano il Causse Comtal. Arrivare a Rodez non è difficile, in quanto dispone di stazione ferroviaria collegata alle grandi città francesi e di un piccolo aeroporto regionale.
Per chi viaggia in auto, sono presenti ampi parcheggi gratuiti all’ingresso dell’abitato, situati in posizioni strategiche che evitano di congestionare le strette vie storiche vicine al precipizio. Una volta lì, le strade acciottolate guidano naturalmente verso il cuore del villaggio che resta impresso per la sua capacità di unire fragilità e forza, storia e geologia, vita quotidiana e paesaggio estremo.