Maremma: tre itinerari da fare in autunno inverno

Foliage, borghi e acque termali, ecco cosa cercare per scoprire la Maremma

La Maremma è un’area della Toscana che raccoglie davvero tanti itinerari e possibilità di divertirsi a seconda della stagione e del tipo di vacanza che stiamo cercando. L’autunno è la stagione che preferisco per andare in Maremma, quando tutte le strade si tingono di colori infoucati, i camini si accendono e nell’aria si sente il profumo delle castagne nell’aria.

Itinerario del Tufo:

In Maremma c’è una zona molto particolare che potremmo identificare nel Parco Archeologico del Tufo, dove si trovano dei veri e propri canyon di tufo, un panorama meraviglioso che in antichità ha ospitato delle necropoli etrusche e in epoca medioevale ha permesso la costruzione di borghi arroccati i più famosi dei quali sono Pitigliano, Sorano e Sovana.

Pitigliano è sicuramente il più famoso è completamente a sbalzo sul tufo, consiglio di fermarsi in un belvedere lungo la strada per poter scattare una foto d’insieme. Questo borgo ha una storia davvero unica perché storicamente per secoli è stato abitato da una grande comunità di ebrei, giunti verso la metà del 1500 quando lo Stato della Chiesa li espulse dalle sue terre. Si integrarono molto con la comunità locale, infatti molti dolci o piatti tradizionali kosher divennero tipici di Pitigliano. Durante la Shoah, molti ebrei di Pitigliano scapparono nelle campagne supportati dalla soliderietà dei corregionali, ma molti furono deportati nei capi e non fecero mai ritorno. Vi suggerisco di visitare la Sinagoga con la zona adibita al bagno purificatore e i forni per il pane azzimo, potete assaggiare molti piatti ebraici tipici nei negozi del ghetto. Vi suggerisco di visitare anche il Duomo, dedicata ai Santi Paolo e Pietro, l’Acquedotto Mediceo una grande opera d’ingegneria rinascimentale, il primo acquedotto della Maremma, completamente rivestito in tufo, con la sua famosa Fontana delle Sette Cannelle. Altre cose interessanti da vedere sono la Rocca Aldobrandesaca, il Pozzo di Palazzo Orsini, con i suoi bellissimi bassorilievi che raccontano la storia della casata.

Sorano è il più antico dei borghi del tufo, ed infatti ancora oggi si possono vedere molte case costruite all’interno della roccia, molto interessanti sono anche le sue cantine di tufo dove per secoli è stato lavorato e conservato il vino di questa zona. La Fortezza Orsini è il palazzo più importante del paese nonché forse la fortezza più bella eretta dalla famiglia Orsini. Anche Sorano ha il quartiere ebraico con annessa sinagoga, sono sicuramente da visitare il Masso Leopoldino e la Torre dell’Orologio, che rappresentano quello che erano, insieme alle mura, il sistema difensivo medioevale del paese.

Sovana, rientra nei borghi più belli d’Italia, è costruita sul tufo e vicina e molte antiche necropoli etrusche ospitate da gole di questa pietra; pietra che è stata utilizzata nei secoli per molti palazzi e strutture architettoniche in primis il Palazzo del Pretorio e la Loggetta del Capitano. Per gli amanti dell’arte sacra vi suggerisco una visita alla Cattedrale di San Pietro e Paolo, uno dei più importanti monumenti in stile romanico della Toscana. Oltre che ammirare il borgo in questa zona suggerisco delle passeggiate per le Vie Cave, delle gole di tufo molto strette che permettevano di raggiungere in minor tempo possibile i vari comuni. Ci sono incisione e resti dall’epoca etrusca a quella moderna, sono molto interessanti, oltre ad essere un luogo naturalistico davvero unico nel suo genere.

Itinerario delle acque:

La Toscana ha molte sorgenti termali, a volte nascoste nella natura e alter in bellissimi hotel. Non c’è nulla di meglio di rilassarsi in una piscina di acqua bollente quando fuori fa freddo. Le terme più famose sono sicuramente le Terme di Saturnia con le sue famosissime cascate del mulino, le famose piscinette calcariche di acqua a 38C che degradano fino al letto del fiume regalando un bagno caldo con una vista spettacolare. In questo caso io preferisco quelle all’aperto rispetto a quelle nell’hotel, perché in nessuno dei due casi si entra in acqua da una zona chiusa riscaldata, quindi meglio la natura. Vi suggerisco di mettervi un cappellino di lana mentre siete in acqua per proteggere la testa dall’umidità. Le altre terme naturali che vi suggerisco di vedere in autunno, anche se non avete intenzione di bagnarvi, sono quelle di Bagni San Filippo, immerse nel bosco, in autunno con un bellissimo foliage. Qui troverete quella che si chiama la Balena Bianca ossia una montagna tondeggiante di calcare, al di sotto della quale scorre l’acqua calda.

Bagno Vignoni merita una giornata, è un minuscolo borgo con una grandissima vasca termale al centro del paesino. In passato veniva usata per i bagni, ma ad oggi è solo decorativa, le terme si possono fare solamente nelle strutture alberghiere delle vicinanze. Le mie preferite sono Posta Marcucci e l’Adler Termae. Posta Marcucci la prima posta della zona, trasformata in foresteria nei secoli, poi la figlia della famiglia Marcucci un giorno volle fare del lavori in giardino e scavando trovarono una fonte termale, da allora l’hotel è diventato un centro termale. L’Adler Termae è uno dei centri wellness più bello che io abbia mai visto, i percorsi con le acque sono meravigliosi così come le saune con vista e i diversi trattamenti con aromaterapia che si fanno nei vari ambienti. È un’esperienza magnifica sicuramente resa unica dalla natura meravigliosa che avvolge ogni cosa. Le Terme di Sassetta, un alto bellissimo tesoro della maremma immerso in un castagneto dove il centro termale riprende l’architettura romana ed etrusca per portarti alle orgine anche come ambientazione. L’acqua sgorga a 51C ed è ricca di oligoelementi, ha un effetto non solo sull’appartato respiratorio, ma anche su quello muscoloscheletrico; anche queste terme sono solo ad accesso privato. Le Terme di Petriolo, si trovano nella Valle dell’Ombrone, lungo il corso del fiume Farma; furono già utilizzate come stazione termale in epoca etrusca  e romana, mentre il primo stabilimento termale sorse nel 1400. Ad oggi esistono sia dei centri privati, sia una parte aperta al pubblico che sorge proprio sulle sponde del fiume Farma, ad accesso gratuito; l’acqua sgorga a 43C, quindi è possibile anche alternare bagni caldi a freddi nei punti più distanti del fiume per favorire la circolazione.

Itinerario sul monte Amiata:

questo itinerario è quello più montano che possiate fare in maremma, abbraccia la vetta del Monte Amiata e il Monte Labbro un luogo davvero mistico ed energetico. In autunno è una zona perfetta per camminare, vi consiglio la Riserva Naturale del Monte Labbro con bellissime passeggiate tra castagneti e faggete che in autunno regalano il meglio di sé. Qui come anche nel Parco Faunistico del Monte Amiata è possibile avvistare moltissimi animali, come la puzzola, il gatto selvatico, il tasso. I percorsi si possono fare in totale autonomia, ma è anche possibile affidarsi alle guide del parco, specialmente per l’avvistamento della fauna. Uno dei miei trekking preferiti è quello che raggiunge l’eremo di Davide Lanzaretti, un personaggio davvero molto carismatico che visse qui nel 1800, che creò una sua chiesa e comunità molto forte e per questo motivo fu poi in seguito ucciso durante una manifestazione ad Arcidosso, dove c’è un museo a lui dedicato che vi consiglio di vedere. Per apprezzare al massimo l’energia di questo luogo vi suggerisco di prenotare una visita al Centro Buddista di Merigar ,  è un centro Dzogchen tibetano, fondato dal maestro tibetano Chögyal Namkhai Norbu che per molti anni visse in questo luogo. Ad oggi è gestito da una comunità laica che vi spiega le loro attività, solitamente conduce una meditazione di gruppo e vi illustra le attività che si fanno in questo luogo speciale durante tutto l’anno. Vi consiglio una visita al paesino di Santa Fiora, dove potete visitare un’autentica peschiera del XVI secolo, perfettamente conservata, ora adibita a laghetto cittadino. Bellissima è anche la Chiesa della Madonna delle Nevi, dove il restaruo ha lasciato il pavimento di cristallo per mostrare la sorgete che si trova alle sue fondamenta. Concludete il vostro giro con una visita al paesino di Arcidosso, il suo bel castello e il museo di cui vi avevo parlato in precedenza.

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Maremma: tre itinerari da fare in autunno inverno