Tempio di Valadier, il rifugio che sorge all’ingresso di una grotta delle Marche

Sorge all'ingresso di un'alta grotta di montagna vicino a Genga, nelle Marche: è la foto del giorno di National Geographic

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Tempio di Valadier a Genga @Giacomo Marchegiani/National Geographic

È la foto del giorno del National Geographic quella di un meraviglioso tempio che sorge delle Marche: si tratta del Tempio di Valadier, che sorge proprio all’ingresso di un’alta grotta di montagna vicino a Genga e alle Grotte di Frasassi.
La sua forma neoclassica, di pianta ottagonale, si staglia con un effetto estremamente suggestivo contro i bordi della parete della grotta, quasi volesse cercare rifugio nella buia cavità naturale.
E in realtà già a partire dal X secolo e per centinaia di anni la popolazione ha trovato rifugio tra le pareti di questa grotta, per nascondersi dai saccheggi che imperversavano qui e nel resto della nostra penisola.

Fu nel 1828 che Papa Leone XII, originario proprio di Genga, fece costruire proprio qui il tempio, sulla base di un progetto dell’architetto Giuseppe Valadier, come rifugio per i cristiani che vogliono chiedere perdono. Questo gli valse il soprannome di “rifugio dei peccatori”.

La chiesa, ricoperta da un tetto in piombo, fu costruita come si è detto secondo una pianta a forma ottagonale. All’interno fu posta una Madonna con Bambino scolpita dalla bottega di Canova, sostituita da una copia: l’originale è custodita al Museo di Genga.
Accanto al tempio sorge Santa Maria infra Saxa, un antichissimo eremo scavato tra le rocce che nacque come monastero di clausura di monache benedettine. La sua origine è documentata dal 1029.

Tempio di Valadier, il rifugio che sorge all’ingresso di una gro...