Il Parco Sirente Velino ridisegna l’esperienza di visita collegando 22 borghi e 300 km di ciclovie

300 chilometri di ciclovie e 460 di sentieri: una rete incredibile tra 22 borghi d'Abruzzo viene progettata all'interno del Parco Sirente Velino

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Angelica Losi

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Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

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L’Abruzzo è una meta meravigliosa che ha tanto da regalare a chi vuole scoprirla davvero; a meno di 100 chilometri da Roma imperdibile il Parco Naturale regionale Sirente Velino che sta costruendo qualcosa che in pochi altri posti d’Italia sono riusciti a fare: un modello di turismo lento radicato nel territorio e certificato a livello europeo.

Il Parco Sirente Velino da visitare

140.000 ettari di natura protetta, 22 borghi e un reticolo di sentieri che supera i 460 chilometri di cui 300 di ciclovie ricavate dal recupero di strade bianche e tracciati montani già esistenti. Nel 2024 il Parco dell’Abruzzo ha ottenuto il riconoscimento di Parco Europeo dei Borghi del Respiro, primo ente in Europa a fregiarsi di questo titolo. Si aggiunge all’adesione alla Carta Europea del Turismo Sostenibile, uno strumento volontario che impegna le aree protette in un piano quinquennale condiviso con gli operatori locali. Il risultato, qui, è una rete di oltre 23 realtà turistiche certificate che lavorano in sinergia con l’ente.

Il percorso nel Parco Sirente Velino in Abruzzo
Ufficio Stampa
Nel Parco Sirente Velino ben 300 km di ciclovie

Il Parco si divide in 3 anime principali e ciascuna merita una visita.

Area Marsicana

L’Area Marsicana, sul versante sud-occidentale, porta con sé il peso della storia: le rovine romane di Alba Fucens e il Castello Piccolomini di Celano sono riferimenti che vanno ben oltre i confini provinciali. È un’archeologia che non ha bisogno di scenografie: la pietra parla da sola, in mezzo a un paesaggio che non ha perso la sua misura.

Altopiano delle Rocche

Salendo, ci si trova sull’Altopiano delle Rocche dove vive il camoscio appenninico, che si incontra il Lago del Sirente e che le faggete di alta quota creano quel microclima particolare su cui si sta costruendo anche un’offerta di turismo medicale. L’aria di questi boschi non è solo un’immagine poetica: ha proprietà riconosciute, e in Europa il segmento del medical tourism legato alle foreste sta crescendo in modo significativo.

Valle Subequana

La Valle Subequana, invece, è forse la più sorprendente. Colpita dal sisma del 2009, ha usato la ricostruzione come occasione per ripensare l’accoglienza. Le Grotte di Stiffe, i borghi risorti, un tessuto di comunità che non ha abbandonato i luoghi ma li ha reinventati. È una resilienza concreta, non retorica.

Tutto il territorio è attraversato da fauna che altrove avete smesso di sperare di incontrare: orso bruno marsicano, lupo appenninico, cervo, aquila reale. Non come attrazione turistica gestita, ma come presenza reale in un ecosistema che funziona.

I sentieri e il turismo lento

3 cammini storici vi aspettano, ognuno con una propria storia da raccontare. Il Cammino di San Francesco, il Cammino di San Tommaso e il Grande Cammino di Celestino, quest’ultimo articolato in quattro tappe per circa novanta chilometri, con tratti pensati anche per chi ha mobilità ridotta.

Per chi si muove in bicicletta, i 300 chilometri di ciclovie integrate nel paesaggio permettono di attraversare il territorio senza mai perdere il contatto con l’ambiente circostante.

Il presidente del Parco Francesco D’Amore ha dichiarato di non voler inseguire modelli altrui: “Il Parco Sirente Velino non ha bisogno di imitare nessuno. Custodisce una biodiversità certificata a livello europeo e un patrimonio culturale millenario. Il nostro impegno è far sì che tutto questo diventi un vantaggio competitivo reale.”

I 22 borghi collegati

Il progetto coinvolge i borghi Abruzzesi di Acciano, Aielli, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Celano, Cerchio, Collarmele, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, magliano de’ Marsi, Massa d’Albe, Molina Aterno, Ocre, Ovindoli, Pescina, Rocca di Cmabio , Rocca di Mezzo, San Demetrio Né Vestini, Secinaro e Tione degli Abruzzi, tutti fanno parte della provincia dell’Aquila.