Mens sana in corpore sano in ambiente puro, la natura incontaminata ci salverà

Cosa ci può insegnare la pandemia

Cosa possiamo imparare dall’emergenza Coronavirus? E qual è la lesson learned che possiamo esportare nei Paesi ancora in lockdown?

Io vedo con favore quei Paesi che sono riusciti, nello stesso tempo, a combattere il virus e a limitare nel tempo e nelle modalità la quarantena, perché questa è la negazione più categorica di quel principio millenario del mens sana in corpore sano o, in termini ormonali, dell’endorfina. È risaputo che è questa la droga naturale che genera la felicità, e la produciamo prevalentemente con l’attività fisica. Questa, combinata con l’esposizione alla luce solare, che ugualmente stimola il rilascio di endorfine endogene e serotonina, un antidepressivo naturale, costituisce il cocktail della felicità. E la quarantena di fatto limita entrambe le attività.

In altre parole dobbiamo recuperare tutte le nostre attività, consapevoli che dovremo imparare a convivere con il virus fin quando non ci sarà una cura. Che non vuol dire rassegnarsi al contagio ma attrezzarsi con poche ma buone regole per limitarlo, senza rinunciare alla vita.

Come coniugare il tutto in ottica turistica? Per il turismo mi piacerebbe reinventare il famoso detto: mens sana in corpore sano in ambiente puro. Perché sì è l’ecoturismo che ci salverà, è proprio immergendosi nella natura infinita che c’è spazio veramente per tutti, a patto ovviamente di rispettarla, proteggerla e conservarla.

È nella natura incontaminata che ritroviamo tutta la nostra energia. Avete presente il pianto disperato di un neonato? Sembra spesso non avere un perché, eppure se lo portiamo all’aperto – tutti coloro che hanno avuto figli lo sanno – grazie ad una tanto inconscia e primordiale quanto potente relazione con la natura, ritrovano pace.

L’outdoor ci permetterà di goderci le nostre vacanze nel rispetto naturale del distanziamento sociale, brutta parola che chi lo pratica rispetta inconsciamente da sempre. Potremmo essere distanti senza essere lontani, potremmo essere distanti senza accorgercene.

Spiaggia della Marazza, Alto Monferrato

Spiaggia della Marazza, Alto Monferrato

È l’assembramento, ad esempio, delle nostre spiagge organizzate che ci fa pensare con ansia alla pandemia. Ma siamo sicuri che sia legata solo alla pandemia? Non siamo forse spaventati dalla convivenza obbligata in spazi troppo limitati?

In altre parole questa ci sembra la scelta che ognuno di noi deve fare tra essere un individuo ed un consumatore. Il consumatore paga per trovare il suo metro quadro di infelicità, e da quest’anno con un’ansia sanitaria in più, perché dovrà trovare il modo di rispettare il distanziamento sociale. L’individuo sceglierà liberamente il suo posto nella natura incontaminata.

Con weBeach l’outdoor diventa wild swimming e l’individuo potrà scegliere liberamente la sua spiaggia. weBeach intende condividere con una comunità consapevole (we) la frequentazione e la protezione delle wild eco Beach, ossia le selvagge ed incontaminate spiagge fluviali, dove rispettare il distanziamento sociale sarà del tutto naturale! Le guide weBeach forniscono delle schede ad icone per singola spiaggia che, tra le altre info (tipo di battigia, durata e difficoltà del sentiero, etc) danno una misura indicativa sul grado di affollamento di ogni sito.

Spiaggia della Seconda Ansa - Val Trebbia

Spiaggia della Seconda Ansa – Val Trebbia

In un mondo sempre più orientato all’elitarismo, possiamo cercare la nostra esclusività attraverso un saggio uso della natura. Se prima frequentare la natura ci spaventava, questa pandemia ci insegnerà forse a goderne, imparando ad apprezzare quel minimo di organizzazione che presuppone. È la sindrome del sentiero: ci capita spesso di portare gli amici al fiume, e c’è sempre una prima, iniziale, atavica diffidenza al sentiero da percorrere, come una sensazione di costrizione. Sensazione che, matematicamente, arrivati a destinazione, svanisce completamente, travolta dalla bellezza dei posti, e dal sopraggiungere di un relax totale. E la chiave per chi vede la comodità come un lettino in una spiaggia attrezzata è questa: il relax è comodità. Organizzata certamente, ma è la vera comodità.

Spiaggia della Prima Ansa in Val Trebbia

Spiaggia della Prima Ansa in Val Trebbia

In effetti per chi, come noi, sa già cosa troverà in fondo e durante il cammino, il sentiero è già una grande libertà.

Il-Sentiero

 

Dove possiamo praticare il wild swimming in totale libertà? Sono tanti i siti che madre natura ci ha regalato ma una delle zone, oggetto sempre di maggiore interesse per la sua bellezza, ma ancora dotata di angoli nascosti ed incontaminati, è la Val Trebbia, tra le province di Piacenza e Genova.

Così come il giovane Hemingway, corrispondente di guerra al seguito delle truppe americane, annotava nel suo diario, durante una ricognizione in Val Trebbia, ancor oggi, questa è una delle valli meno costruite, più incontaminate e belle di tutto l’appennino.

In particolare l’area dell’alta valle, dalle sorgenti fino a Bobbio (PC), presenta un ambiente dalle caratteristiche prettamente montane: gli insediamenti umani sono ridotti e concentrati in nuclei compatti e la totale assenza di aree industriali fa della Trebbia uno dei pochi fiumi con un tasso di inquinamento sostanzialmente nullo.

I duri strati di calcare presenti nel fondovalle hanno costretto le limpide acque del fiume a scavarsi profondi e sinuosi passaggi tra le verdissime alture dell’appennino piacentino, disegnando spettacolari e consecutive curve vorticose, e piscine naturali dove concedersi indimenticabili nuotate.

Ad intervalli regolari la Trebbia concede larghe distese di sabbia fine affacciate su limpidissime acque, di un colore tra il celeste caraibico ed il verde smeraldo, dipingendo in tal modo, come solo la natura sa fare, favolose spiagge, completamente immerse nella natura, ambientate in spazi apertissimi, selvaggi ed incontaminati: imponenti rupi a picco sull’acqua cristallina ricoperte di prosperi, esuberanti boschi.

Spiaggia-della-Val-Trebbia

Spiaggia della Val Trebbia

Le favolose spiagge della Val trebbia si accompagnano a cultura, architettura, borghi medioevali, sport fluviali e una tipica, succulenta cucina piacentina, con influenze liguri e fine retrogusto piemontese.

Bobbio, che può considerarsi la capitale culturale della Val Trebbia, è stata eletta Borgo dei Borghi 2019 per il suo centro storico che ha mantenuto intatte le caratteristiche del borgo medievale. Simbolo della cittadina è il Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo), un ponte in pietra di origine romana, che attraversa la Trebbia con 11 arcate irregolari.

weBeach ha documentato con passione le 60 più belle spiagge della Val Trebbia nella guida pratica weBeach – Trebbia e Aveto.

Il Ponte Gobbo a Bobbio

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