Luci nelle profondità della Terra: esplorando le Grotte di Waitomo, illuminate da migliaia di insetti

Un regno sotterraneo scolpito dall'acqua in milioni di anni, in cui osservare migliaia di creature luminose che trasformano il buio in un cielo stellato

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Chi viaggia nel cuore profondo dell’Isola del Nord della Nuova Zelanda, nota un paesaggio fatto di pascoli ondulati, fattorie isolate e pecore sparse a perdita d’occhio. Poi, d’un tratto, la strada si piega verso un piccolo villaggio e il panorama cambia registro. Sotto quel manto verde, infatti, si estende un reticolo carsico scavato dall’acqua nell’arco di milioni di anni. Sono oltre 300 le cavità mappate (per il momento) e tra queste resistono alla scorrere del tempo le Grotte di Waitomo.

Il visitatore che vi accede rimane incredulo: sembrano scaturite dalla penna di un romanziere fantasy. Ma non per le formazioni rocciose (comunque eccezionali), ma per la presenza di un abitante minuscolo quanto straordinario. Il suo nome è Arachnocampa luminosa, larva di un piccolo insetto volante (simile a una zanzara) che emette una luce bio-luminescente blu-verde per attirare le prede.

Milioni di questi piccolissimi punti luce tappezzano le pareti, dando l’illusione di una volta celeste sotterranea. La cultura Māori custodisce gelosamente questi posti, chiamandoli con un nome che unisce le parole Wai (acqua) e Tomo (foro o buco). I discendenti dei capi tribù locali, che per primi esplorarono questi antichi passaggi nell’Ottocento, gestiscono ancora oggi (insieme allo Stato) i tour, garantendo un legame spirituale e storico indissolubile con il territorio.

Come funziona la visita alle Grotte di Waitomo e cosa vedere

I turisti iniziano quest’avvincente avventura al centro visitatori, una struttura moderna con tetto a forma di trappola per anguille maori, vincitrice di premi architettonici per il design che integra il paesaggio circostante. Gruppi piccoli procedono in sequenze ordinate per rispettare i ritmi che preservano l’ambiente fragile.

Le esplorazioni variano per durata e intensità, focalizzandosi su elementi specifici delle cavità. Passo dopo passo, le guide condividono aneddoti su formazioni rocciose, ecologia delle lucciole e significato culturale, arricchendo l’esperienza con dettagli tattili e auditivi. Sono necessarie scarpe chiuse con buona aderenza e una giacca calda, poiché la temperatura interna resta fresca tutto l’anno e l’umidità rende alcune superfici scivolose.

La visita classica dura circa 45 minuti e si scende lungo corridoi attrezzati con corrimano solidi fino alla sala chiamata Cattedrale, una cavità alta circa 18 metri e nota per l’acustica sorprendente. Si attraversano poi ambienti ricchi di stalattiti e stalagmiti, colonne nate dall’incontro di due crescite millimetriche protratte per secoli.

L’ultimo tratto avviene in barca navigando su un fiume sotterraneo che conduce verso l’uscita naturale. In quel pezzo la guida chiede silenzio assoluto. Le luci artificiali si spengono, ma sopra la testa si accende la galassia delle larve. A disposizione dei visitatori ci sono diverse escursioni tra cui scegliere che portano al cospetto di più punti d’interesse.

Waitomo Glowworm Cave

È l’itinerario simbolo, quello che include la navigazione nella grotta luminosa. Si tratta di un percorso relativamente semplice, adatto a chi possiede mobilità discreta. L’attenzione si concentra sull’insieme tra geologia e biologia. È curioso osservare la guida che muove il mezzo tirando delle funi fissate alle pareti, evitando l’uso di motori o remi per garantire la massima tranquillità.

Ruakuri Cave

La grotta più lunga e complessa del comprensorio prende il nome di Ruakuri ed è accessibile tramite un’avveniristica rampa a spirale che scende nelle profondità del suolo. Il nome significa “tana dei cani”, poiché i cacciatori Māori scoprirono l’ingresso grazie a un branco di cani selvatici che viveva all’imboccatura.

Questa sezione è l’unica accessibile anche a chi utilizza sedie a rotelle, per via della presenza di passerelle perfettamente livellate. Il percorso è intriso di spiritualità, essendo stato anticamente utilizzato come luogo di sepoltura sacro dalla tribù locale (in molti tratti, tra le altre cose, si viene accompagnati dal suono delle cascate sotterranee).

Aranui Cave

Niente larve luminose presso il percorso per l’Aranui Cave, ma al loro posto sculture naturali eccezionali, come stalattiti sottilissime, formazioni dalle sfumature rosate dovute a tracce minerali e camere ornate da concrezioni intricate.

Lo spazio risulta intimo e meno affollato, ideale per chi desidera studiare da vicino la geologia pura e la complessità architettonica che la natura sa creare senza l’aiuto dell’uomo.

Black Water Rafting

Addirittura chi desidera l’adrenalina pura può trovare in queste grotte della Nuova Zelanda l’attività perfetta. Con mute e caschi, per ben 3 ore si può partecipare al Black Water Rafting, lasciandosi trasportare lungo il fiume sotterraneo. Nel tour classico sono inclusi salti da piccole cascate e tratti in corrente più rapida. (attenzione, c’è un peso minimo richiesto che è di 45 chilogrammi).

Non è necessaria esperienza speleologica, ma bisogna avere una forma fisica discreta. L’acqua è fredda, l’ambiente selvaggio e il buio è totale tra una sezione e l’altra. Ma anche qui, sopra la testa, ancora una volta ci sono le luci blu a punteggiare la volta.

Dove si trovano le Grotte di Waitomo e come arrivare

Questo santuario sotterraneo sorge nel distretto di Waitomo, situato nella parte sud-occidentale della regione del Waikato. La città di riferimento più vicina è Te Kuiti, nota per essere la capitale mondiale della tosatura delle pecore, un dettaglio che aggiunge un tocco di colore rurale al tragitto molto curioso.

Ci troviamo quindi a circa 200 chilometri da Auckland e poco meno di 150 da Rotorua. In auto il percorso da Auckland richiede intorno alle 2 ore e mezza seguendo la State Highway 3. Il trasporto pubblico regolare è quasi assente, per questo la soluzione migliore resta il veicolo privato o un tour organizzato in partenza dalle località principali.

Usciti dalla grotta, la luce del giorno colpisce quasi con violenza. Le colline appaiono identiche a prima, eppure qualcosa cambia: sapere che sotto quei prati si estende un universo di fiumi segreti e creature luminose altera la percezione del paesaggio. Waitomo, oltre a essere un’attrazione turistica, è un promemoria potente del fatto che più in basso della superficie che calpestiamo ogni giorno può nascondersi un firmamento intero.

Un ultimo piccolo consiglio: prenotate il biglietto di ingresso con abbastanza anticipo, perché queste cavità rientrano tra i siti più visitati del Paese.