Ben 111 scalini nella roccia e un abisso: Fortezza di Ovech, la roccaforte di pietra che domina la Bulgaria

Sulla sommità di una possente formazione rocciosa a forma di nave che domina la valle di Provadia, le rovine dell'antica roccaforte medievale bulgara raccontano secoli di assedi, mercanti bizantini e re guerrieri

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Serena Proietti Colonna

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PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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A est di Provadia, in Bulgaria, davanti agli occhi compare un grande altopiano di pietra, quasi una piattaforma naturale sollevata sopra la valle. È Kaleto, il nome con cui viene indicato il rilievo che ospita la Fortezza di Ovech, una delle testimonianze storiche più singolari della regione di Varna.

Il promontorio si mostra aspro, isolato e protetto da pareti rocciose alte tra 11 e 25 metri. Una posizione che, volente o nolente, offriva già una difesa formidabile (senza bisogno di affidarsi soltanto a mura e torri). Poi c’è un lungo ponte che collega il complesso fortificato al vicino altopiano di Tabiite, mentre sopra restano le tracce di una comunità che per secoli ebbe funzioni militari, amministrative, religiose ed economiche. Chi arriva fin qui, dunque, entra in un paesaggio storico costruito sfruttando una conformazione naturale davvero insolita.

Ovech ha inoltre una caratteristica curiosa legata al nome: le diverse popolazioni che abitarono il sito lo chiamarono in modi differenti. I Bizantini lo indicavano con il nome Provat, i Bulgari con Ovech e gli Ottomani con Tash Hisar, espressione turca traducibile come “fortezza di pietra“.

Breve storia della Fortezza di Ovech

Le ricerche archeologiche collocano l’utilizzo di questa affascinante fortezza della Bulgaria a partire dalla metà del III secolo. La prima fase arriva fino ai primi decenni del VII secolo, seguita da un’interruzione e da una nuova frequentazione tra il X e l’XI secolo. L’insediamento rimase attivo fino alla fine del XVII secolo, attraversando quindi una successione di epoche particolarmente ampia.

Sul pianoro si alternarono Traci, Romani, Bizantini, Bulgari e Ottomani. Il periodo più importante coincise con il Secondo Impero bulgaro, ovvero quando Ovech divenne un centro militare, religioso, amministrativo ed economico di primo piano, favorito dalla posizione strategica rispetto a Varna e alle rotte dirette verso il Mar Nero.

La fortezza conserva anche la memoria di vicende legate alla storia medievale locale: qui sono passati gli anni del regno dello zar Ivajlo, tra il 1277 e il 1280, la crociata guidata nel 1366 da Amedeo VI di Savoia e la spedizione del re polacco-ungherese Ladislao III Jagellone nel 1444. Quest’ultima fase appartiene al periodo delle campagne contro l’Impero ottomano.

Il sito è legato anche alla rivolta dei figli dello zar Costantino e Frujin e alla lunga fase di espansione ottomana nei Balcani. Le pietre della fortezza raccontano quindi una storia fatta di assedi, eserciti, potere politico e controllo del territorio.

Cosa vedere e cosa fare alla Fortezza di Ovech

La visita richiede almeno 40 minuti, anche se vale la pena concedersi più tempo per osservare con attenzione il pianoro e il panorama. L’area è visitabile durante tutto l’anno e sul posto sono disponibili materiali informativi, souvenir e una guida assegnata dal Museo di Storia di Provadia.

Il ponte verso Tabiite

La grande struttura lignea rappresenta il simbolo più riconoscibile della fortezza e collega l’accesso settentrionale di Ovech all’altopiano di Tabiite. Il tutto attraversando un tratto di terreno particolarmente scenografico.

Ponte Fortezza di Ovech, Bulgaria
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Il ponte della Fortezza di Ovech dall’alto

Passarci sopra significa avere la fortezza davanti e la valle sotto lo sguardo. In presenza di vento la sensazione diventa ancora più intensa, soprattutto lungo il tratto centrale del passaggio.

La scalinata occidentale

Dal lato di Provadia si raggiunge la fortezza attraverso una scala a spirale composta da 111 gradini. La salita segue la conformazione della roccia e restituisce immediatamente la natura difensiva del complesso.

È uno degli accessi più caratteristici, perché permette di percepire fisicamente la difficoltà che un esercito avrebbe incontrato nel tentativo di raggiungere il pianoro.

Le scale orientali

Sul versante orientale è ancora visibile un accesso con gradini scolpiti direttamente nella pietra. La struttura ha conservato la forma originaria e offre un secondo modo per raggiungere il sito.

La roccia modellata dall’uomo appare particolarmente suggestiva accanto alle pareti naturali dell’altopiano.

Le chiese medievali

Sul pianoro sono state individuate le fondamenta di tre chiese medievali. Una aveva funzione metropolitana, elemento che conferma l’importanza religiosa raggiunta da Ovech durante il Secondo Impero bulgaro.

Restano inoltre abitazioni, strutture commerciali e tracce delle strade. Nell’area dell’antica piazza centrale sono emerse le vestigia di un vero quartiere formato durante il periodo di maggiore splendore della fortezza.

Il pozzo di 79 metri

Tra le attrazioni più insolite c’è, senza dubbio, un pozzo profondo 79 metri, ricordato come “pozzo parlante“. La presenza di una struttura del genere aveva un’importanza pratica enorme per una roccaforte collocata su un altopiano.

Il complesso comprendeva inoltre 13 cisterne destinate alla raccolta dell’acqua piovana e alla conservazione delle granaglie. Questi elementi restituiscono un’immagine concreta della vita quotidiana all’interno della fortezza, fatta di approvvigionamenti, scorte e organizzazione dello spazio.

Il carcere dei cavalieri e il sentiero del diavolo

Infine, il carcere dei cavalieri, la torre associata al cosiddetto sentiero del diavolo e le Friars’ holes, cavità ricordate tra le particolarità del sito.

Accanto alle strutture archeologiche, il panorama resta uno dei motivi più forti per raggiungere Kaleto: Provadia appare in basso, circondata dal paesaggio della regione, mentre il profilo degli altopiani rende evidente la ragione strategica della scelta.

Dove si trova e come arrivare

Provadia si trova circa 53 km a ovest di Varna e circa 410 km a est di Sofia. La distanza da Varna rende Ovech una tappa facilmente inseribile in un itinerario attraverso la parte nord-orientale della Bulgaria. In automobile da Varna si segue l’autostrada A2 Hemus verso ovest, quindi l’uscita per Provadia e la strada 208 fino al centro abitato. Il tragitto richiede circa 40-50 minuti. Dall’aeroporto di Varna il tempo di percorrenza è analogo.

Provadia è raggiungibile anche in treno e autobus: dalla stazione ferroviaria o degli autobus della cittadina occorrono circa 20-30 minuti a piedi per arrivare presso i principali punti di accesso, oppure pochi minuti in taxi.

Una volta in città, la segnaletica per la fortezza è ben visibile. L’accesso occidentale conduce alla scalinata di 111 gradini, mentre il versante orientale conserva la salita scolpita nella pietra. Per chi preferisce arrivare in automobile, il parcheggio settentrionale rappresenta l’opzione più pratica e conduce verso l’ingresso principale e il grande ponte.

Prima di lasciare Ovech vale la pena guardare ancora una volta verso Provadia. Da lassù la città appare piccola, quasi compressa tra il rilievo e la valle. È proprio questa prospettiva a chiarire la forza della scelta compiuta secoli fa: la fortezza aveva la roccia come prima barriera, l’altitudine quale punto di osservazione e il territorio circostante sotto controllo visivo.