La meraviglia italiana che è stata spostata dalla sua posizione originaria: il Castello Ursino

Nata sul mare per difendere Catania, la fortezza di Federico II ha attraversato eruzioni, terremoti, regni e prigionie, fino a diventare il Museo Civico della città

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

4 min di lettura

Sì sì, avete letto benissimo: quella del Castello Ursino di Catania è una storia di spostamenti, quasi impossibile da leggere senza osservare il paesaggio intorno. La fortezza fu costruita nel XIII secolo per volontà di Federico II di Svevia con una precisa funzione strategica sulla costa. Oggi, invece, il mare è lontano e il grande edificio appare saldamente inserito nel tessuto urbano, per la precisione in piazza Federico di Svevia.

Ma come è possibile? La ragione di questo cambiamento si trova nella storia geologica della città: nel 1669 una colata proveniente dall’Etna raggiunse il castello, dividendosi in due bracci e circondandolo senza distruggerlo. La lava ricoprì parte delle fortificazioni e modificò la linea costiera, togliendo alla fortezza quella posizione sul mare che aveva contribuito alla sua importanza militare.

Oggi, però, guardando le mura esterne si osserva la combinazione perfetta tra l’ingegneria umana e la potenza primordiale della natura siciliana.

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