A essere pignoli, quando si parla di Balcani ci si dovrebbe riferire a quella catena montuosa che divide Bulgaria e Serbia. Da tempo, però, la parola riguarda estensivamente la penisola che dalla Croazia scende giù fino alla Grecia e che ha per margine orientale la Bulgaria e la Turchia europea. È, quindi, una grande area che supera i 500mila chilometri quadrati, abitata da circa 55 milioni di abitanti e caratterizzata da un territorio ricco di storia, ma anche natura selvaggia, poco antropizzata, particolarmente legata al connubio tra rilievi montani e corsi d’acqua.
Dalla Bosnia all’Albania, passando per Montenegro, Croazia e Serbia, si sprecano i luoghi d’acqua dolce che punteggiano la regione, in particolare grandi gole e canyon rocciosi e spettacolari, scavati nel corso dei millenni da fiumi e torrenti. Molti di questi luoghi restano ancora sconosciuti al turismo di massa, e diventano una destinazione ideale per trekking ed escursioni di fine estate lontano dalla folla.
Indice
Canyon di Sutjeska, Bosnia
Il Parco Nazionale di Sutjeska è il più antico della Bosnia ed Erzegovina. Istituito a metà degli Anni Sessanta, conserva oggi la foresta di Perućica, una delle ultime foreste vergini d’Europa, con una miriade di alberi secolari, vecchi anche più di 300 anni. Ospita anche il monte Maglic, la vetta più alta del paese con i suoi 2386 metri. Nel parco, il fiume omonimo ha scavato nei secoli una gola vertiginosa: pareti rocciose si innalzano addirittura oltre mille metri sopra il corso d’acqua.

Il parco si raggiunge in circa due ore d’auto da Sarajevo e offre diverse possibilità di trekking, ma il percorso da non perdere per gli amanti delle gole e dell’acqua dolce è la camminata verso il punto panoramico di Ugljesin, da cui lo sguardo abbraccia l’intero canyon del fiume Sutjeska, incorniciato dalle montagne dello Zelengora, la spettacolare, selvaggia e poco frequentata catena montuosa al confine con il Montenegro.
Per chi cerca qualcosa di più adrenalinico, il vicino torrente Hrčavka si presta al canyoning tra pozze turchesi e piccole cascate. Il parco custodisce anche un pezzo di storia recente: qui si combatté nel 1943 una delle battaglie più cruente della Seconda guerra mondiale in territorio jugoslavo, ricordata da un monumento imponente a Tjentište, da dove parte anche un bel percorso escursionistico.
Gola dell’Osum, Albania
Dicono che sia il Grand Canyon d’Albania: la Gola dell’Osum si sviluppa per oltre 26 chilometri nei pressi della cittadina di Çorovodë, nel sud del paese. Qui pareti calcaree, che in alcuni tratti sfiorano gli 80 metri di altezza, racchiudono un fiume dalle acque limpidissime, punteggiato di grotte, marmitte e passaggi sotterranei.
È uno dei canyon più accessibili e insieme più spettacolari dei Balcani: se infatti durante la primavera spettacolari cascate d’acqua scendono dalla sommità delle pareti rocciose, in estate la minore portata rende la Gola un vero e proprio canyon da esplorare. Dai belvedere lungo il bordo si può ammirare l’intero sviluppo della gola, mentre chi preferisce un contatto più diretto può scendere fino al fiume per camminare lungo le rive o risalire una parte del suo letto, oppure anche affrontare un’escursione in gommone su rapide tanto belle quanto clementi, alla portata di chiunque, anche senza particolari esperienze di rafting.

La piccola cittadina di Çorovodë, con la sua atmosfera di paese di provincia, rappresenta la base ideale da cui muovere verso la Gola dell’Osum e nelle vicinanze, come la vicina Berat, città patrimonio UNESCO nota per le sue case ottomane affacciate sul fiume.
Canyon di Mrtvica, Montenegro
Circa 40 chilometri a nord di Podgorica e a 30 da Kolasin sorge uno degli angoli più selvaggi e spettacolari, eppure meno frequentati, del Montenegro: è il canyon di Mrtvica.
Il fiume che gli dà il nome, affluente della Morača, scorre per circa otto chilometri tra rapide, sorgenti e piccole cascate, in un ambiente di vegetazione fitta e acque cristalline.
Il trekking che attraversa il canyon è un percorso lungo di circa sette chilometri, da percorrere senza fretta per godere della bellezza del fiume, con le sue acque smeraldine e turbinanti, e del contesto naturale circostante. Si oltrepassa il Danilov Most, il ponte di Re Danilo, costruito nell’Ottocento in onore della madre del sovrano montenegrino, e si raggiunge poi la Kapija Želja, la Porta dei Desideri, un arco roccioso naturale legato a leggende popolari.

Oltre la Porta, una serie di cascate spettacolari conclude in bellezza la parte più semplicemente visitabile del canyon, che poi si restringe sempre di più, fino a diventare inaccessibile.
Canyon di Holta, Albania
Meno noto rispetto all’Osum, il canyon di Holta si trova nell’Albania centrale, tra le colline di Gramsh, cittadina che secondo la tradizione sarebbe origine della famiglia di Antonio Gramsci.
Il fiume Holta ha scavato in questo tratto una gola stretta e profonda, lunga circa tre chilometri, dove le pareti si innalzano fino a un centinaio di metri sopra l’acqua. È un luogo ammaliante, affascinante ma al tempo stesso che conferisce un certo timore reverenziale, come quello che si deve avere a volte nei confronti dei luoghi naturali.
Ciò che rende speciale questo canyon è la combinazione tra acque fredde di origine alpina e alcune sorgenti termali che sgorgano lungo il percorso. Percorsi di trekking solcano la cima delle pareti rocciose che fanno da contorno alla gola, ma c’è anche la possibilità di praticare canyoning con una visita guidata che permette di esplorare il canyon camminando nel letto del fiume, tra pozze turchesi, formazioni rocciose e sorgenti termali.
Canyon del Krupa, Croazia
Il Canyon del Krupa è una spettacolare gola carsica che si trova nel nord della Dalmazia, in Croazia. È stata scavata nel corso dei millenni dal fiume Krupa, per l’appunto: un corso d’acqua verde smeraldo, principale affluente del fiume Zrmanja.
Lungo appena una ventina di chilometri, ha comunque generato nel tempo diciannove cascate, alcune delle quali ricordano, in scala ridotta, l’atmosfera del ben più celebre parco dei Laghi di Plitvice.

Attorno alla gola si trovano una serie di percorsi escursionistici che permettono sia di ottenere una splendida vista panoramica su questo canyon particolarmente suggestivo, con lo sguardo che permette di abbracciare il corso del fiume e ammirare dall’alto le belle cascate, sia di raggiungere la riva, dove si può incontrare una piccola e divertente via ferrata, con chiodi utili a superare una strettoia del letto del fiume, ma anche lo scenografico ponte medievale di Kudin e le cosiddette Deveterci, una sequenza di piccole cascate paragonata a una collana di perle d’acqua.
Il fiume Krupa confluisce come detto nella Zrmanja, altro corso d’acqua di grande fascino, dando vita a una confluenza spettacolare tra due canyon.
Canyon della Temštica, Serbia
La Stara Planina, ovvero la montagna vecchia, è la più lunga catena montuosa della Serbia, situata nella regione sudorientale del paese, vicino alla Bulgaria. Qui scorre il fiume Temštica, capace di farsi strada nella roccia rossastra di questo territorio e scavare un canyon, diventato noto come Little Colorado.
Il fiume nasce dalla confluenza di tre diverse sorgenti che scendono dalle vette della Stara Planina, nei pressi del villaggio di Topli Do, un piccolo, silenzioso paese della Serbia rurale.

Questa zona custodisce inoltre alcune delle cascate più alte della Serbia, come la Pilj, che precipita per oltre 65 metri in una cornice ancora sorprendentemente selvaggia, a quattro chilometri da Topli Do.
È un angolo di Balcani ancora estraneo ai grandi flussi turistici, ideale per chi cerca un trekking di fine estate in totale tranquillità, magari abbinandolo alla visita della vicina Pirot, città nota per la produzione artigianale dei kilim, i tappeti tessuti a mano protetti dall’UNESCO.