I borghi delle streghe in Italia: luoghi magici del passato e del presente

Sono sparsi per tutta la penisola, ma soprattutto in valli incantate e su montagne isolate: ecco i centri dove le streghe sono passate (o ci sono tuttora!)

Se ami le atmosfere sinistre e cerchi un luogo “stregato” per le tue vacanze, sparsi per l’Italia ci sono diversi borghi che fanno proprio al caso tuo.

In zone semidimenticate del nostro Paese, infatti, i piccoli centri caratterizzati da una chiacchierata presenza di streghe (in passato, o anche nel presente!) non mancano.

Uno dei più celebri è senz’altro Triora. Accastellato sulle Alpi Marittime (precisamente nella valle Argentina), questo piccolo centro di 355 anime in provincia di Imperia è noto per due motivi: il suo tipico pane di grano saraceno e il processo alle streghe che ospitò nella seconda metà del XVI secolo. Il borgo ancora adesso conserva un alone di mistero grazie al suo dedalo di vicoletti caratterizzati da una moltitudine di archi, case di ardesia e luoghi tetri da evitare al tramonto: le decorazioni composte da scope, gatti neri, buoi, teste di pietra e personaggi misteriosi sono infatti disseminate ovunque.

Supera invece i mille abitanti Rifreddo, centro della provincia di Cuneo dominato dalla vista del Monviso. Così chiamato in virtù di un documento risalente addirittura al 1075 in cui veniva definito Rivus Frigidus (“Fiume freddo”), questo villaggio montano delle Alpi Cozie che sorge sulle pendici del monte Bracco ospitò un processo alle streghe nel 1495 e il Comune ancora oggi ne custodisce i verbali. Le notti di “Terrore nel Borgo (un percorso teatrale tra le buie stradine di Rifreddo) sono diventate uno dei principali eventi della programmazione turistica cuneese.

Sfiora i mille abitanti anche il centro abitato di Calcata, che dista meno di 50 km da Roma (è in provincia di Viterbo). Arroccato su una montagna di tufo, questo borgo che domina la valle del fiume Treja è piuttosto inaccessibile: da Calcata nuova si può raggiungere solo a piedi, un dettaglio che può aver contribuito a costruire la sua fama. Le case qui sono di colore bruno, lo stesso della roccia tufacea in cui affondano le loro fondamenta (di fatto sembrano un’estensione naturale del colle) e la particolare posizione fa “suonare” il vento, che somiglia appunto al canto di qualche strana fattucchiera.

Attenzione poi ad alcuni tetri castelli sparsi nel nostro territorio nazionale. Quello di San Giorgio Canavese (Torino), che ha anche ospitato ‘Elisa di Rivombrosa’, si narra sia infestato dallo spirito di una ragazza il cui nome non può nemmeno essere pronunciato, quello di Malpaga (Bergamo) da un nobile ucciso nel ‘500 perché innamorato segretamente della castellana. Gettato nel pozzo, da allora si aggirerebbe in maniera discreta e silenziosa per il maniero. A Salsomaggiore Terme (Parma) c’è invece il castello di Scipione, interamente visitabile e che comprende segrete, prigioni quattrocentesche e zone misteriose sin dal nome (Sala delle Armi, Salottino del Diavolo, Sale dell’Ala Nord).

Chiudiamo il nostro tour con la storia di Cimego, un comune che addirittura… non esiste più. Dal 1° gennaio 2016, infatti, questo villaggio della trentina Valle del Chiese, è confluito con altre frazioni nel nuovo comune di Borgo Chiese. Qui (in particolare nel borgo di Quartinago che conta 25 abitanti) nel periodo natalizio da sempre si organizzano feste che somigliano a sabba: a ballare intorno a fuochi dove si prepara la polenta di farina di Storo, infatti, ci sono streghe di ogni età.

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