Cosa si nasconde dietro la tomba di Tutankhamon? Nuovi indizi riaprono il mistero di Nefertiti

Nuove indagini hanno individuato anomalie e possibili strutture nascoste vicino alla tomba di Tutankhamon, facendo nuova luce sul mistero di Nefertiti

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

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A oltre un secolo dalla scoperta della tomba di Tutankhamon, la Valle dei Re potrebbe non aver ancora svelato tutti i suoi segreti. Dietro le pareti della celebre sepoltura del faraone bambino potrebbero infatti nascondersi corridoi e camere mai esplorati, forse appartenenti persino a un complesso funerario molto più grande.

L’ipotesi è particolarmente affascinante perché riporta al centro dell’attenzione uno dei grandi misteri dell’antico Egitto: dove si trova la tomba di Nefertiti? Nuove indagini geofisiche hanno individuato anomalie nel terreno intorno alla KV62, la tomba di Tutankhamon, compatibili con la possibile presenza di strutture artificiali. Non è ancora una scoperta definitiva, ma gli indizi sono abbastanza rilevanti da riaprire una questione che divide gli studiosi da oltre dieci anni.

Nuove camere nascoste nella tomba di Tutankhamon

In Egitto, non si smette mai di andare alla ricerca del passato del Paese. La teoria nasce nel 2015, quando l’egittologo britannico Nicholas Reeves osservò alcune linee e fessure sulla parete settentrionale della camera funeraria e particolari modifiche nelle pitture. Secondo lo studioso, dietro quella che appare come una normale parete potrebbe celarsi un passaggio sigillato verso altri ambienti. La KV62, inoltre, presenta dimensioni insolitamente ridotte per una sepoltura reale: da qui l’ipotesi che fosse soltanto una porzione di una tomba più grande, riadattata in fretta dopo la morte prematura di Tutankhamon.

Tomba di Tutankhamon
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La KV62, Tomba di Tutankhamon

Negli anni le scansioni hanno fornito risultati contrastanti, ma le nuove ricerche hanno aggiunto elementi al puzzle. Gli studiosi hanno combinato georadar, microgravimetria e precedenti analisi della resistività elettrica. In particolare, le misurazioni suggeriscono la possibile presenza di un corridoio largo circa due metri, riempito di detriti, che si allontanerebbe dalla camera funeraria verso nord.

Oltre 1.200 misurazioni di microgravità hanno inoltre rilevato zone a bassa densità con forme e angoli che potrebbero essere compatibili con strutture realizzate dall’uomo. Tra queste spicca la cosiddetta “anomalia 7”, al cui interno è stata individuata un’area approssimativamente quadrata e più densa. Una possibile camera contenente oggetti? È una delle interpretazioni avanzate, ma il segnale si trova ai limiti delle capacità dello strumento e serviranno ulteriori verifiche.

Perché è importante per trovare la tomba di Nefertiti

Alla luce di ciò, se l’esistenza degli ambienti nascosti fosse confermata, questo cambierebbe la nostra conoscenza della tomba più famosa dell’antico Egitto. Secondo la teoria di Reeves, Tutankhamon potrebbe essere stato sepolto all’interno di una parte riadattata di un complesso funerario preesistente, mentre gli ambienti più profondi sarebbero rimasti sigillati. Proprio lì potrebbe anche trovarsi la sepoltura di Nefertiti.

Per ora, però, nessun dato permette di affermare che quelle anomalie siano davvero camere e, soprattutto, che abbiano qualcosa a che fare con la celebre regina. Una precedente indagine radar pubblicata nel 2019, per esempio, non aveva trovato prove di camere immediatamente adiacenti alla tomba.

La risposta potrebbe arrivare con un’esplorazione diretta: se il Supreme Council of Antiquities egiziano concederà l’autorizzazione, i ricercatori potrebbero praticare piccoli fori e introdurre dispositivi dotati di telecamere per osservare gli eventuali spazi senza ricorrere a scavi invasivi.