L’isola che stava morendo ora rinasce: il nuovo volto della paradisiaca Tanera Mòr

Aveva quasi smesso di esistere: oggi, però, Tanera Mòr è un'isola scozzese rinata, tra case restaurate, nuovi boschi e una comunità tornata a popolarla

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Elena Usai

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La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

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Al largo della costa nord-occidentale della Scozia, davanti alla penisola di Coigach, si trova Tanera Mòr, la più grande delle Summer Isles. Fino a pochi anni fa appariva come un luogo abbandonato: edifici storici in rovina, pochissimi abitanti, ampi tratti di terreno riconquistati dalla natura.

Nel 2017, però, il miliardario britannico Ian Wace, manager di hedge fund, l’ha acquistata per circa 1,7 milioni di sterline. Avrebbe potuto trasformarla in un rifugio privato esclusivo, invece ha scelto di investire circa 100 milioni di sterline (117 milioni di euro) in un progetto di rigenerazione che, nove anni dopo, ha completamente cambiato il volto dell’isola.

Case, boschi e fattorie: la rinascita dell’isola

Il primo intervento ha riguardato il patrimonio edilizio. Oltre 50 edifici, tra vecchie abitazioni e strutture storiche, sono stati restaurati cercando di preservarne l’identità architettonica originaria, invece di sostituirli con costruzioni moderne. Sono state realizzate anche circa 4,5 miglia di strade e nuovi sentieri, per ricollegare le diverse aree dell’isola. Non lontano da Tanera, del resto, anche Mullagrach, un’altra delle Summer Isles, è recentemente tornata sotto i riflettori: segno di quanto questo arcipelago selvaggio continui ad affascinare chi sogna un rifugio scozzese tutto da scoprire.

Il paesaggio è stato al centro di un secondo grande intervento: più di 100mila alberi sono stati piantati per ricostruire boschi e habitat naturali, mentre otto nuovi stagni con piante acquatiche autoctone hanno creato circa 1,5 milioni di litri di habitat d’acqua dolce. Sono stati recuperati anche circa 28 acri di antichi terreni agricoli, con frutteti e pascoli che stanno gradualmente tornando alla loro funzione originaria. Non solo edifici, dunque, ma un tentativo più ampio di rendere il territorio produttivo e resiliente, restituendogli biodiversità e varietà paesaggistica.

Mestieri antichi e una comunità che rinasce

La parte forse più ambiziosa del progetto riguarda le persone e i saperi. Due storici pescherecci per la pesca delle aringhe, il Clan Gordon e lo St Vincent, sono stati recuperati grazie a circa 16mila ore di lavoro artigianale nei cantieri locali. Un vecchio telaio è tornato a produrre il tweed dell’isola, richiamando una tradizione tessile che appartiene a tutte le Isole Ebridi e alle Highlands scozzesi in generale. Sono nati inoltre laboratori dedicati alla vela, alla panificazione, all’arte e alla gestione del territorio.

Anche gli spazi comuni raccontano questa filosofia. Una vecchia cava è diventata un centro con uffici, alloggi e laboratori, e sull’isola sono comparsi un pub, una cappella, uno studio d’arte, un cinema e una sauna. Tanera ha assunto inoltre un ruolo sociale nuovo, ospitando periodi di pausa per chi svolge lavori particolarmente gravosi nei servizi pubblici come personale sanitario, forze dell’ordine, militari: oltre 1.300 persone finora, spesso coinvolte direttamente nelle attività di piantumazione e manutenzione dei sentieri.

Il progetto è cresciuto ben oltre i confini dell’isola: nel 2024, quasi 8mila acri di territorio sulla terraferma sono stati donati alla comunità locale di Coigach e lo storico Summer Isles Hotel è in fase di ristrutturazione, con riapertura prevista nel 2027. Un’occasione in più per chi, magari partendo dalla vicina Isola di Skye, vorrà spingersi fino a queste coste ancora poco battute dal turismo. Dal 2020, inoltre, Tanera è stata affidata a un trust benefico, a garanzia che la rigenerazione non dipenda dalla volontà di un singolo proprietario.