Carrara è stata nominata prima Capitale toscana dell’Arte Contemporanea

Dalle cave al contemporaneo: Carrara ottiene il titolo di prima Capitale toscana dell’arte contemporanea e rilancia il suo ruolo internazionale nel mondo dell’arte

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Angelica Losi

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Carrara prova ancora una volta a ribadire il suo legame con l’arte. Non solo con quella del passato, legata al marmo e alla tradizione scultorea che ha reso la città famosa nel mondo, ma anche con quella di oggi. La Regione Toscana ha infatti deciso di assegnarle un nuovo riconoscimento: Carrara diventa la prima Capitale toscana dell’arte contemporanea.

Ad annunciarlo sono stati il presidente della regione Eugenio Giani e l’assessora alla cultura Cristina Manetti durante una cerimonia istituzionale a Firenze.

La città del marmo si prende la scena

Carrara non ha vinto il titolo nazionale, ma dalla sconfitta è uscita con qualcosa in più. Carrara era riuscita ad arrivare tra le cinque finaliste nella corsa al titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, risultato mai raggiunto prima da una città toscana. Quando il Ministero della Cultura ha scelto un’altra sede, Firenze ha deciso di non lasciare cadere nel vuoto quel percorso.

L’idea non è solo simbolica. L’obiettivo? Costruire attorno al titolo un vero e proprio calendario di iniziative, eventi e collaborazioni per rafforzare il concetto di arte contemporanea legato al territorio. Dopotutto, Carrara ha una storia particolare risultando un punto di riferimento per molti scultori provenienti da tutto il mondo. Dalle cave di marmo alle botteghe fino all’Accademia di Belle Arti: l’ecosistema artistico è unico.

Il nuovo titolo ha anche un’altra funzione: rafforzare la rete regionale dell’arte contemporanea. L’idea è sostenere la filiera culturale, riqualificare spazi dedicati all’arte e creare opportunità di sviluppo per le città toscane che investono nella cultura.

Le Cave di marmo di Carrara
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Le celebri cave di marmo di Carrara

Le iniziative di Carrara capitale toscana dell’Arte Contemporanea

Per l’amministrazione comunale il riconoscimento rappresenta soprattutto uno stimolo. La sindaca Serena Arrighi ha parlato apertamente di un passaggio importante nel processo di crescita culturale della città. La candidatura nazionale, pur non avendo portato al titolo, ha costretto Carrara a ripensarsi, a mettere insieme idee e progetti in una visione più ampia di rigenerazione urbana.

Una delle opere più suggestive ipotizzate è quella di poter realizzare dei grandi bassorilievi nelle cave di marmo per trasformare il paesaggio in una vera e propria opera contemporanea; per poterci riuscire l’amministrazione sta valutando una possibile collaborazione con Maurizio Cattelan, Fabio Viale o Jeff Koons.

Parallelamente continua il lavoro sugli eventi culturali. Mostre e iniziative al Mudac e al Carmi, il festival White Carrara e altre manifestazioni che negli ultimi anni hanno cercato di portare l’arte anche negli spazi urbani. L’idea è che alcune opere possano restare stabilmente in città, diventando parte dell’arredo urbano.

C’è poi il capitolo legato alla rete delle Città Creative Unesco, nella quale Carrara svolge già un ruolo attivo. In questo ambito è stata avviata una mappatura degli atelier del marmo presenti sul territorio, con l’obiettivo di valorizzare anche dal punto di vista turistico le botteghe e i laboratori artigiani.

Importante anche il rapporto con il Museo Pecci di Prato e con la rete dei musei toscani dedicati al contemporaneo che ha già pronti incontri e collaborazioni. Nel percorso che ha portato alla candidatura nazionale, Carrara aveva raccolto anche il sostegno di numerose personalità del mondo della cultura e dello sport.

Scorcio di una cava di marmo di Carrara
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Suggestiva cava di marmo di Carrara