C’è un profumo che chi non ha mai camminato lungo la costa ionica calabrese, tra novembre e marzo, difficilmente riesce a immaginare. Arriva all’improvviso, è netto, quasi ruvido. È il bergamotto, e da queste parti non è solo un agrume. Proprio per raccontarlo e farlo conoscere nasce il progetto le Vie del Bergamotto, un itinerario a ritmo lento tutto da scoprire.
Indice
Le Vie del Bergamotto: il progetto
La Via del Bergamotto nasce da un’intuizione ambiziosa: trasformare l’eccellenza produttiva in esperienza turistica strutturata, capace di generare valore per l’intera comunità.
Non un semplice itinerario, ma una rete che prova a tenere insieme agricoltura, turismo e cultura. È questa l’idea alla base del nuovo progetto dedicato al bergamotto, pensato come uno strumento vivo, capace di mettere in relazione produttori, trasformatori, operatori dell’accoglienza e istituzioni del territorio.
L’obiettivo è superare l’idea del semplice prodotto da comprare e trasformarlo in una chiave di lettura del territorio. Un racconto che parte dalla coltivazione e arriva ai borghi, ai paesaggi, alla storia di un’area metropolitana ancora in parte da scoprire.
L’itinerario
Cinque giorni, una Calabria che si racconta passo dopo passo. Il percorso attraversa l’area metropolitana tra borghi, coltivazioni, botteghe artigiane e siti archeologici, seguendo il filo, discreto ma costante, del bergamotto. Non come tema imposto, ma come presenza naturale, quasi inevitabile.
Si parte da Reggio Calabria. Cultura, paesaggio, identità. I Bronzi di Riace al museo archeologico, il lungomare affacciato sullo Stretto, le luci dell’alba e del tramonto che cambiano i colori della città. In questa zona il bergamotto entra nei piatti e nei bicchieri: gelati, cocktail, ricette tradizionali rilette con mano leggera dagli chef.
Il secondo giorno porta nell’area grecanica, dove il tempo rallenta. Pentedattilo, aggrappato alla roccia, e Bova, cuore della cultura greco-calabra, fanno da sfondo a una coltivazione ancora familiare, fatta di piccoli appezzamenti e gesti tramandati. Si cammina tra gli alberi, si ascoltano i produttori, si assaggiano succhi e confetture che parlano di terra e pazienza.

La terza tappa segue la costa ionica. A Brancaleone, storico centro della lavorazione, si entra nel mondo dell’olio essenziale: tecniche antiche e processi moderni convivono nella produzione di un’essenza conosciuta ben oltre i confini regionali. Poi l’entroterra, con Bruzzano Vecchio e la villa romana di Casignana, dove i mosaici riportano alla luce la storia della Magna Grecia.
Il quarto giorno è dedicato alla Locride dove il bergamotto cambia forma e funzione, diventando ingrediente per la cosmesi naturale. Il viaggio si intreccia con le grandi tracce del passato: il museo archeologico di Locri, Gerace e la sua cattedrale che domina la vallata, silenziosa e imponente.
Chiusura tra Costa Viola e Stretto. È il momento più creativo. A Varapodio le bucce diventano materia per manufatti artigianali, a San Giorgio Morgeto si sperimenta la profumeria.E poi Scilla, con Chianalea che si riflette nel mare. Tra degustazioni e masterclass di mixology, il viaggio si conclude così: non con un punto fermo, ma con un ultimo assaggio.
La Via del Bergamotto è percorribile tutto l’anno, ma da novembre a marzo offre l’emozione supplementare di assistere alla raccolta e alle lavorazioni stagionali.