Nel cuore dell’isola di Honshu, in Giappone, all’interno di una valle attraversata dal fiume Shōgawa e circondata da catene montuose che per secoli hanno reso quest’area difficile da raggiungere, resiste alla neve alle e alle intemperie una curiosa zona chiamata Shirakawa-go. Prima di parlare della sua particolare bellezza, però, occorre comprendere il contesto: qui la geografia ha sempre dettato le regole della sopravvivenza.
Inverni lunghi, precipitazioni abbondanti e metri di neve accumulati per mesi hanno imposto agli abitanti soluzioni radicali e collettive. Da questa necessità è nata una forma di architettura unica e un modello sociale basato sull’aiuto reciproco. Il territorio, infatti, è caratterizzato da edifici denominati gassho-zukuri, ovvero una forma costruttiva evocante l’immagine dei palmi delle mani uniti in preghiera, ma che risponde a una necessità pratica brutale: le nevicate in questa regione risultano tra le più abbondanti del pianeta.
Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 1995, appare oggi come un luogo fuori scala rispetto al Giappone delle metropoli, dei treni ad alta velocità e delle luci artificiali. Eppure resta un territorio abitato, regolato da norme comunitarie severe e da una filosofia chiamata yui, termine che indica cooperazione, responsabilità condivisa e legame profondo con il territorio.
Indice
Cosa fare e vedere a Shirakawa-go
Visitare Shirakawa-go vuol dire trovarsi al cospetto di attrazioni che narrano una storia concreta fatta di lavoro agricolo, artigianato e adattamento ambientale. Vi consigliamo di dedicargli tempo e sguardo attento, soprattutto tra le strade che si snodano tra risaie allagate e giardini curati.
La residenza della famiglia Wada
Questa struttura rappresenta la casa più grande e antica dell’intero distretto, tuttora abitata dai discendenti della stirpe originale. Appena varcata la soglia, si percepisce l’imponenza delle travi annerite dalla fuliggine dei bracieri centrali, i quali ardono costantemente allo scopo di preservare il legno dall’umidità e dagli insetti. Salendo le scale ripide verso i piani superiori, si accede allo spazio sottotetto che in passato era dedicato alla sericoltura.
Il Tempio Myozenji e il suo museo
Unico nel suo genere, Tempio Myozenji e museo annesso sono un complesso religioso che si presenta con un campanile d’ingresso sormontato da un manto in paglia, elemento rarissimo nell’architettura sacra del Giappone. La sala principale custodisce dipinti antichi e altari dorati contrastanti con la semplicità rustica dell’esterno, mentre l’adiacente museo permette di osservare da vicino gli utensili quotidiani usati dai monaci e dai contadini.
Il belvedere Shiroyama
Raggiungere il punto panoramico, chiamato belvedere Shiroyama, regala la visione d’insieme necessaria per comprendere l’organizzazione urbanistica del distretto di Shirakawa-go. Da questa altezza, le case appaiono disposte secondo un orientamento preciso, parallelo al corso del fiume e alla direzione dei venti dominanti. Tale allineamento favorisce l’essiccazione delle coperture dopo le piogge e regola la temperatura interna durante l’estate.
Il museo all’aperto Gassho-zukuri Minkaen
Situato sulla sponda opposta del fiume rispetto al centro principale, c’è un parco che raccoglie abitazioni rimosse da villaggi vicini destinati all’abbandono o alla sommersione per la costruzione di dighe. Oltrepassando il ponte pedonale, si accede a un percorso didattico mostrante stalle, magazzini e persino un piccolo santuario (e tutti rigorosamente costruiti secondo la tecnica tradizionale).
All’interno delle strutture vengono spesso organizzate dimostrazioni di artigianato locale, permettendo di osservare la lavorazione dei tessuti o la preparazione di cibi tipici della regione.
Le risaie e i canali d’acqua
L’intero nucleo abitativo è solcato da un sistema idrico sofisticato alimentante i campi di riso situati tra una dimora e l’altra. L’acqua, cristallina e gelida ospita carpe koi colorate nuotanti pigramente sotto gli occhi dei passanti. Questi specchi d’acqua riflettono le sagome triangolari degli edifici dando vita a giochi di luce suggestivi, specialmente durante il crepuscolo.
Ogimachi, Ainokura e Suganuma
Ogimachi, Ainokura e Suganuma sono tre insediamenti distinti situati lungo valli attigue che sono stati raggruppati dall’Unesco in un’unica designazione chiamata “Historic Villages of Shirakawa-go and Gokayama“. Ogimachi rappresenta il centro principale di Shirakawa-go e anche il nucleo più esteso e conosciuto dell’area.

Qui si concentrano la maggior parte delle case gassho-zukuri ancora in uso, affiancate da risaie, canali d’acqua e orti familiari. Le abitazioni sono costruite senza chiodi, attraverso incastri in legno che permettono flessibilità strutturale in una zona sismica. Gli interni mostrano ambienti ampi, focolari centrali chiamati irori e piani superiori utilizzati in passato per l’allevamento dei bachi da seta.
Ainokura e Suganuma, invece, sono due villaggi più piccoli e meno frequentati. Il primo conserva un numero limitato di abitazioni e mantiene un’atmosfera più raccolta, mentre il secondo si divide tra un’area abitata e un complesso museale chiamato Gokayama Gassho no Sato.
Dormire in una casa gassho-zukuri
Alcune case tradizionali sono state trasformate in minshuku, quindi in strutture a gestione familiare. Il soggiorno prevede stanze con tatami, futon, bagni condivisi e pasti preparati secondo la cucina regionale. Si tratta di un’esperienza che richiede adattamento, poiché mancano comfort alberghieri moderni (ma restituisce un contatto diretto con la vita locale).
Come arrivare a Shirakawa-go
Al momento attuale, Shirakawa-go risulta accessibile esclusivamente via autobus. I collegamenti principali partono da Kanazawa e Takayama. Da Kanazawa il viaggio dura circa 90 minuti e attraversa imponenti zone montuose insieme ad ampie vallate. Da Takayama, invece, il percorso richiede circa 50 minuti.
Le compagnie più utilizzate sono Nohi Bus e Kaetsuno Bus, con corse giornaliere regolari. I biglietti possono essere acquistati online oppure presso le stazioni di partenza. Chi arriva da Nagoya o Gifu deve utilizzare la linea ferroviaria JR Takayama fino a Takayama, proseguendo poi in autobus. I viaggiatori più indipendenti possono optare per il noleggio di un’auto, godendo della libertà di fermarsi lungo le strade panoramiche (a patto di possedere esperienza nella guida su fondi stradali potenzialmente ghiacciati).
Durante l’inverno, tra le altre cose, le condizioni climatiche possono influenzare gli orari, rendendo necessaria una pianificazione accurata. Shirakawa-go resta un luogo che divide. Alcuni lo considerano costruito per attrarre visitatori, altri lo vedono come un esempio riuscito di conservazione. La verità sta nel mezzo: questo posto ha scelto di aprirsi al pubblico senza snaturarsi, mantenendo perciò regole rigide, proprietà familiari e una forte identità comunitaria.