Dopo la reunion con i concerti del 2025 i fratelli Gallagher tornano a far cantare le canzoni più famose a tutti i fan con alcune date importanti proprio in Italia: Roma, con certezza, e maybeeee anche Milano. Il gruppo rock britannico più amato di sempre è pronto a far cantare le canzoni più famose e gli appassionati non possono fare altro che attendere l’apertura dell’acquisto dei biglietti ripercorrendo i loro luoghi del cuore, i concerti più famosi e ovviamente riascoltando in loop le canzoni più celebri.
Ecco tutti i luoghi del cuore degli Oasis. Per raccontare davvero gli Oasis non basta mettere in fila dischi, concerti e litigi memorabili. Bisogna andare nei luoghi che hanno costruito il loro immaginario: strade di Manchester, negozi di dischi, piccoli club e stadi giganteschi. Posti in cui Liam e Noel Gallagher sono stati prima due ragazzi ossessionati dalla musica e poi le rockstar capaci di trasformare Wonderwall, Don’t Look Back in Anger e Champagne Supernova in inni generazionali.
Indice
Burnage: dove tutto è cominciato
Prima delle folle oceaniche c’era Burnage, quartiere nella zona sud di Manchester dove Liam e Noel Gallagher trascorsero buona parte dell’infanzia. Case a schiera, cielo spesso grigio e una normalissima vita di periferia: difficile immaginare uno scenario più lontano dal delirio che avrebbe circondato gli Oasis pochi anni dopo.
Eppure, il DNA della band è anche qui. L’orgoglio working class, l’accento mancuniano mai addomesticato e quell’atteggiamento da “noi contro il mondo” sembrano arrivare direttamente da queste strade. Prima di essere Supersonic, i Gallagher erano semplicemente due fratelli di Burnage con parecchie cose da dimostrare.
Sifters Records: il negozio diventato parte delle canzoni
Per un fan degli Oasis, Sifters non è un normale negozio di dischi. È quasi terreno sacro. Noel lo frequentava da ragazzo per comprare album e allargare la propria educazione musicale, tanto che il negozio sarebbe poi entrato direttamente nell’universo della band attraverso Shakermaker. Ancora oggi rappresenta perfettamente la Manchester da cui nacquero gli Oasis: niente pose da rockstar, solo scaffali pieni di vinili, musica da scoprire e la sensazione che il prossimo disco possa cambiarti la vita. Probabilmente Noel, a sedici anni, non immaginava che un giorno qualcuno sarebbe entrato lì proprio perché aveva ascoltato una sua canzone.
Wembley e Cardiff, gli stadi della reunion
Il 2025 ha segnato la reunion ufficiale tra i due fratelli che hanno inaugurato il tour a Cardiff in Galles dove il Principality Stadium ha ospitato circa 74.000 fan… un numero da record. Il concerto attesissimo, dopo 16 anni dalla separazione arrivata a Parigi nel 2009 ha fatto il giro del mondo. Lo stadio di Wembley, a Londra, è stato invece uno degli eventi trionfali della reunion con più date. 3 a luglio, 2 ad agosto e un grande finale con due repliche a settembre.

The Boardwalk: il primo palco degli Oasis
Prima di Knebworth, prima di Maine Road e prima che ogni concerto iniziasse con migliaia di persone pronte a cantare ogni parola, ci fu il Boardwalk. Nel club di Little Peter Street gli Oasis tennero uno dei loro primissimi concerti nell’agosto del 1991. Il locale non esiste più nella sua forma originale, ma nella geografia sentimentale della band rimane fondamentale. È uno di quei posti che fanno capire quanto sia stata vertiginosa la scalata degli Oasis: da una sala della scena indie di Manchester a diventare, nel giro di pochi anni, una delle band più grandi del pianeta. Altro che Definitely Maybe: col senno di poi sembrava quasi inevitabile.
Stratford Avenue: la copertina di Definitely Maybe
Il numero 8 di Stratford Avenue, a Didsbury, è immediatamente riconoscibile per chi abbia osservato almeno cento volte la copertina di Definitely Maybe. Era la casa del chitarrista Paul “Bonehead” Arthurs e quel salotto diventò uno degli interni più celebri della storia del rock britannico. Liam sdraiato sul pavimento, Noel con la chitarra, fotografie, oggetti e riferimenti culturali sparsi nella stanza: l’immagine sintetizzava perfettamente gli Oasis del 1994. Ambiziosi, sfacciati e già convinti di essere la band migliore del mondo. Nello stesso luogo vennero girate anche alcune immagini legate a Shakermaker. Per un fan, passare da Stratford Avenue significa praticamente entrare dentro un album.
Oldham Street e il Northern Quarter, la Manchester della musica
Il Northern Quarter è uno dei quartieri che meglio raccontano la Manchester alternativa amata dalla band. Gli Oasis frequentavano locali e negozi della zona, dal leggendario Dry Bar fino a Piccadilly Records e Afflecks. Era un ambiente fatto di musicisti, fanzine, dischi, vestiti, incontri casuali e nuove band. In altre parole, il terreno perfetto per chi voleva trasformare una chitarra in una via di fuga. Camminare oggi lungo Oldham Street con Live Forever nelle cuffie resta uno dei modi migliori per capire da quale ecosistema culturale siano usciti i Gallagher.
Maine Road
Nell’aprile 1996 gli Oasis arrivarono a Maine Road, allora stadio del Manchester City. Per Liam e Noel, tifosissimi del club, non era semplicemente un altro grande concerto: era una dichiarazione di vittoria. La band era nel pieno dell’era di (What’s the Story) Morning Glory? e Manchester si ritrovò davanti cinque ragazzi partiti dai suoi quartieri e tornati da dominatori del britpop. Poche immagini rappresentano meglio l’ascesa degli Oasis: Liam davanti alla folla, Noel alla chitarra e un’intera città pronta a cantare.
Knebworth: quando sembravano invincibili
Se Maine Road fu il ritorno trionfale a casa, Knebworth fu la conquista definitiva del regno. Nell’agosto 1996 circa 250.000 persone assistettero ai due concerti, mentre milioni avevano cercato di ottenere un biglietto. È probabilmente il momento in cui l’espressione “la band più grande del mondo” smise di sembrare una delle provocazioni dei Gallagher. Davanti a quella massa di pubblico, canzoni come Wonderwall, Champagne Supernova e Don’t Look Back in Anger appartenevano ormai a tutti. Gli Oasis erano partiti dalle strade di Manchester ed erano arrivati fin lì senza perdere l’arroganza, le chitarre e la convinzione assoluta di essere destinati a qualcosa di enorme. Forse è proprio questo il filo che unisce tutti i loro luoghi del cuore: da Burnage a Knebworth cambia la dimensione, ma non cambia l’attitudine. Come avrebbe detto un fan davanti al palco: mad fer it.
Heaton Park
Nella mappa emotiva degli Oasis merita un posto anche Heaton Park, enorme area verde di Manchester che nel giugno 2009 ospitò uno dei concerti più movimentati dell’ultima fase della band. Davanti a decine di migliaia di persone, la serata fu segnata da problemi tecnici e interruzioni che avrebbero potuto far saltare tutto. Invece Liam, Noel e compagni tornarono sul palco e portarono avanti il concerto. Ed è difficile pensare a qualcosa di più Oasis: caos, tensione, pubblico enorme e, alla fine, canzoni abbastanza grandi da tenere insieme ogni cosa. Ascoltare Slide Away o Live Forever immaginando quella distesa di fan sotto il cielo del Regno Unito significa entrare in una fase diversa della loro storia, meno innocente di Knebworth e più vicina al punto di rottura che sarebbe arrivato poco dopo. Anche per questo Heaton Park resta un luogo speciale: non racconta soltanto il successo, ma anche tutta l’imprevedibilità dei Gallagher.
