Viaggio nell’Alto Cilento, alla scoperta dei borghi e dei luoghi più belli

C'è un luogo in Italia che è un po' terra e un po' mare, fatto di campi agricoli e di borghi, ma anche di spiagge, palazzi storici e siti archeologici

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Ilaria Santi

Giornalista & reporter di viaggio

Giornalista, viaggia fin da quando era bambina e parla correntemente inglese e francese. Curiosa, autonoma e intraprendente, odia la routine e fare la valigia.

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C’è un luogo in Italia che è un po’ terra e un po’ mare. Un luogo fatto di campi agricoli di vigneti e uliveti che arrivano fino al mare e di borghi, ma anche di spiagge, palazzi storici e siti archeologici. Un’Italia in miniatura, insomma, che gli stranieri non hanno ancora scoperto. Una zona nota, ma non troppo. Che ha ancora tanto da svelare. Stiamo parlando dell’Alto Cilento, un territorio che raccoglie 12 Comuni, uno completamente diverso dall’altro. Agropoli, Albanella, Capaccio Paestum, Cicerale, Giungano, Laureana Cilento, Lustra, Ogliastro Cilento, Perdifumo, Prignano Cilento, Rutino, Torchiara, sono un incanto e sono tutti da scoprire.

Fanno parte di un territorio unico per le valenze che lo contraddistinguono, sintesi irripetibile di patrimonio storico-culturale, paesaggistico ed enogastronomico italiano, con ben tre presìdi riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio mondiale dell’umanità: il Parco Archeologico di Paestum-Velia, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e la Dieta mediterranea, Bene immateriale dell’umanità.

Il racconto dell’antica terra dell’Alto Cilento passa attraverso le testimonianze della storia che convivono con una natura generosa e con le comunità locali semplici ed autentiche.

Cosa vedere nell’Alto Cilento

Gli imponenti templi di Paestum e l’affascinante Castello Angioino-Aragonese di Agropoli a picco sul mare aprono le porte per proseguire verso i borghi più interni, immersi in una natura incontaminata, con i loro centri storici di impianto medievale, dal Palazzo Baronale De Conciliis di Torchiara al Castello Vichiano di Vatolla-Perdifumo, dimora di Giambattista Vico. E ancora, il grandioso Castello di Rocca Cilento che si erge sui Comuni dell’Unione regalando allo sguardo un indimenticabile panorama.

Chiese e conventi, palazzi gentilizi, manufatti monumentali che documentano la storia millenaria di accoglienza e di radici di questa terra ancora poco esplorata. Il Mediterraneo fa da trait-d’union tra tutti questi Comuni, depositario e conduttore dei valori che ancora oggi è possibile ritrovare nelle tradizioni, nei dialetti e nella cucina della gente. Come la Dieta mediterranea, Bene immateriale dell’Umanità, di cui il Cilento è terra emblematica di uno stile di vita che rende speciale vivere nei borghi, di terra e di mare.

Agropoli: porta d’accesso del Cilento

Con il suo castello e il borgo marinaro, Agropoli è la perla dell’Alto Cilento. Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la bellissima cittadina di Agropoli evoca bellezza. Il nome significa “città alta” e, non a caso, è proprio così che si mostra questo affascinante borgo del Cilento, con il suo centro antico posto su una zona montuosa, che a sua volta sembra tuffarsi nel limpido mare del Golfo di Salerno. Agropoli è una meta molto amata per il turismo balneare, ma in realtà è così bella e ricca di storia che vale la pena visitarla durante tutto l’anno. Anzi, forse in bassa stagione è ancora meglio, perché è più facile comprendere la sua anima colorata e capirne l’autenticità. Tra le attrazioni da non perdere c’è senza ombra di dubbio il Castello di Agropoli che svetta nei cieli dal punto più alto della città. Dalla pianta triangolare e con tre torri circolari, tra le sue mura protegge diversi edifici e una piazza che oggi si trasforma nella sede di interessanti esibizioni teatrali.

Paestum e Capaccio

Nota per i templi greci e per l’area archeologica, gioielli dell’antichità che raccontano la storia millenaria della Magna Grecia nel cuore del Cilento, Paestum è una delle più monumentali porte d’ingresso del Sud d’Italia, dove storia e paesaggio si fondono in un equilibrio che incanta da secoli. Ci troviamo davanti a un luogo che custodisce tre grandi civiltà: quella greca, che la fondò con il nome di Poseidonia, quella lucana, che la conquistò, e, infine, quella romana. Passeggiare tra le sue rovine significa ammirare i secoli come fossero stanze di uno stesso palazzo, cogliendo la potenza sacra e terrena di un mondo perduto. Tre sono i templi che ancora oggi sfidano il tempo con la loro imponenza: il più antico è il tempio di Hera, una costruzione che risale al 560 a.C., uno dei primi esempi di architettura dorica in pietra; il tempio di Atena, unico tra i tre a svelare con certezza il nome della divinità a cui era consacrato. Ma è il tempio di Nettuno a lasciare davvero senza fiato: immenso, maestoso, ancora intatto, venne eretto verso la metà del V secolo a.C. ed è considerato uno degli esempi meglio conservati di tempio dorico in assoluto.

Particolare del Tempio di Hera a Paestum
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Il magnifico Tempio di Hera a Paestum

I borghi dell’entroterra

Laureana Cilento, Lustra, Perdifumo, Rutino, Torchiara, Cicerale sono solo alcuni dei borghi che fanno parte di questo meraviglioso territorio, ciascuno con una propria storia e una propria autenticità. Quest’ultimo, per esempio, è noto come “il borgo dei ceci” in quanto ospita un rinomato presidio Slow Food, il Cece di Cicerale. Torchiara è un incantevole borgo medievale nel Parco Nazionale del Cilento, ed è famoso per la vista panoramica sul golfo di Agropoli e per le dimore storiche di pietra. Laureana Cilento, Lustra, Perdifumo e Rutino sono tutti piccoli borghi che contano all’incirca un migliaio di abitanti – chi più, chi meno – sviluppati sulle colline del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ma a pochi chilometri dalla costa, dove non manca mai una torre medievale, un palazzo storico o un prodotto tipico.

Perdifumo
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Il borgo di Perdifumo