Sant’Angelo di Roccalvecce, il borgo con le favole sui muri

Da "Alice nel Paese delle Meraviglie" a "La Bella e la Bestia" ecco il borgo viterbese dove le favole prendono vita

Nani, elfi, il Bianconiglio e Alice nel Paese delle Meraviglie e persino Pinocchio: sono tantissimi i personaggi delle favole che popolano il borgo di Sant’Angelo di Roccalvecce, un luogo magico della provincia di Viterbo e che si trova proprio nel cuore dello Stivale.

L’idea di unire arte e architettura viene da un abitante del posto, Gianluca Chiovelli, che nel 2016 ha escogitato un brillante progetto di rilancio del borgo fondendo la fantasia con la realtà, per trasformare questo luogo a lungo dimenticato in un mondo colorato e ricco di vita, regalando così alla gente locale e ai viaggiatori un’esperienza unica, in un posto dove la fantasia supera ogni confine.

In questo piccolo splendore della Teverina, a due passi da Viterbo, infatti, grazie al prezioso intervento degli street artist, le favole prendono vita e basta attraversare le piazze, le vie e le stradine più nascoste per trovarsi di fronte ai più noti personaggi che hanno popolato l’immaginario della nostra infanzia.

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Fonte: Serena Proietti Colonna

Entrando in paese, allora, si viene subito accolti dai personaggi delle fiabe – o meglio da Alice, il Bianconiglio, lo Stregatto e la Regina di Cuori – e girando l’angolo dalla piazza principale di Sant’Angelo, camminando per le strette viuzze, si possono scorgere, uno dopo l’altro, i quattro musicanti di Brema, i personaggi del libro della giungla, Peter Pan, il piccolo principe, le fate di Avalon, la piccola fiammiferaia e il brutto anatroccolo senza dimenticare Hansel e Gretel, Alì Babà con i quaranta ladroni, la bella addormentata nel bosco e Biancaneve con i suoi nani.

Murales, ma anche installazioni d’arte, che continuano ad aggiornarsi. In questi ultimi mesi, infatti, gli artisti hanno aggiunto nuovi personaggi e opere d’arte come quelli della novella “L’alba di un nuovo giorno”, un augurio di speranza per il mondo colpito nel 2020 dalla pandemia da Coronavirus.

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Fonte: Francesco Vecchio

Una piccola curiosità per i viaggiatori: l’opera di Alice del Paese delle Meraviglie in piazza Sant’Angelo nasconde un piccolo segreto. L’orologio del Bianconiglio, infatti, non segna un’orario a caso ma le 11,27 come omaggio al giorno dell’inaugurazione che si è tenuta il 27 novembre del 2017.

Invece, l’opera dedicata alla storia de “La Bella e la Bestia” vuole ricordare un’antica leggenda del viterbese secondo cui la bestia sarebbe originaria di queste zone. Si tratterebbe, infatti, di un nobile spagnolo affetto da ipertricosi che sposò una bellissima damigella della regina Caterina e, dopo una serie di eventi, si stabilì a Capodimonte sul Lago di Bolsena.

Una storia che dimostra che basta poco per tornar piccini e come fantasia e arte possano dare valore e bellezza a posti spesso dimenticati.

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