Mirabella Eclano, una storia nuova sulla strada del passato più famosa d’Italia

L'unica finalista campana a Capitale della Cultura 2028 punta sulla Regina Viarum: cosa vedere tra le rovine di Aeclanum, riti di paglia e chiese splendide

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Elena Usai

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La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

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C’è una linea retta che attraversa la storia, una traccia che parla il linguaggio dell’immutabilità. È la Regina Viarum, una strada che per secoli è stata calpestata da viaggiatori di ogni epoca, mercanti, eserciti e sognatori, e che oggi il mondo intero riconosce come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Nel cuore dell’Irpinia, questo percorso non rappresenta solo un reperto da ammirare, ma un organismo vivo dove le idee viaggiano spedite.

Questo legame antico si trasforma, infatti, in una sfida per il futuro grazie a Mirabella Eclano, l’unica voce della Campania a competere tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. Il dossier presentato, dal titolo evocativo “L’Appia dei Popoli-Incubatrice di Art Thinking”, trasforma l’antica infrastruttura romana in un ponte dove si scambiano voci, pensieri e progetti di cambiamento. L’obiettivo è una cultura che non si limita a celebrare il passato, ma che diventa uno strumento per ricucire il territorio, unendo generazioni diverse in quella che viene definita una “feliCittà”.

Ecco cosa vedere e cosa fare a Mirabella Eclano, un angolo di Irpinia dove la storia ha deciso di farsi futuro.

Cosa vedere a Mirabella Eclano

Il punto di partenza ideale per scoprire il borgo è il Parco Archeologico di Aeclanum: qui, la Via Appia si palesa in tutto il suo splendore tra i resti di una città romana che fu snodo nevralgico per i commerci con l’Oriente. Camminando, si incontrano il macellum (l’antico mercato), le terme, le domus e i resti di una basilica paleocristiana.

Spostandosi verso il centro storico, la narrazione si concentra sull’ingegno e la devozione. Nella Chiesa di Santa Maria Maggiore è presente uno splendido soffitto ligneo che raffigura l’Assunzione della Vergine, dipinto nel 1749 da Giuseppe Tomajoli. Ma è nel complesso monumentale di San Francesco, risalente al 1222, che si tocca con mano l’identità più profonda del luogo.

Al suo interno si trova il Museo Civico del Carro di Paglia e il Museo dei Misteri di Cartapesta: il primo espone i pannelli di paglia intrecciata che compongono il celebre obelisco eclanese, mentre il secondo propone gruppi scultorei in cartapesta dell’Ottocento che ritraggono scene della Passione con un realismo quasi teatrale.

Per una prospettiva diversa, vale la pena raggiungere la Chiesa dell’Annunziata, oggi auditorium, o spingersi fino al sito eneolitico di Madonna delle Grazie, dove le tombe a forno raccontano di una presenza umana che risale a ben prima della colonizzazione romana.

Cosa fare a Mirabella Eclano

Per scoprire Mirabella Eclano in modo particolare, ci sono due esperienze da non perdere. La prima è il Settembre Eclanese, un mese di tradizione e spettacolo quando la città si ferma per la Grande Tirata del Carro. In questa occasione, vedrete un obelisco di paglia alto 25 metri oscillare pericolosamente mentre viene trainato da sei coppie di buoi e da centinaia di persone!

Per chi preferisce un’esperienza dal ritmo più lento, Mirabella offre la visita alle cantine d’eccellenza della zona: d’altronde siamo in Irpinia, patria del Taurasi DOCG.

Dove si trova e come arrivare

Per raggiungere Mirabella Eclano, il mezzo più agevole è l’automobile: percorrendo l’autostrada A16 Napoli-Canosa, l’uscita consigliata è quella di Grottaminarda, da cui il centro dista poco meno di dieci minuti lungo la SS90 delle Puglie. Per chi preferisce i mezzi pubblici, la rete di autobus AIR Campania garantisce collegamenti regolari dalle autostazioni di Napoli, Avellino e Benevento, con fermate strategiche sia nel borgo storico che nella frazione Passo, a ridosso dell’area archeologica.