Vita da “spotter”: chi sono quelli che osservano gli aerei all’aeroporto

Oltre a darsi appuntamento a bordo pista, sono nati siti Internet e blog dove gli "spotter" condividono informazioni, foto, video e consigli

Cosa spinge una persone a restare in piedi delle ore, ferma, a guardare gli aerei che atterrano o decollano dietro la recinzione della piste di un aeroporto? Sicuramente la grande passione per gli aerei.

Oltre a darsi appuntamento a bordo pista, sono nati siti Internet e blog dove gli “spotter” condividono informazioni, foto, video e consigli.

Su Oriospotter.it, il sito di riferimento degli “spotter” dello scalo bergamasco, nonché il terzo aeroporto della Lombardia, con migliaia di follower, per esempio, a proposito di ‘spotting points’ (il migliori punti da dove avere un’ottima visuale) consigliano alcuni punti strategici: “Punto 1 – Posto all’altezza del raccordo Fox – pista 10, è sicuramente un punto molto interessante dove fare fotografie nelle fasce orarie pomeridiane, soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio. Questa posizione non è molto usata dagli spotter locali (anche se dal punto di vista fotografico è molto buona) in quanto per il 90% delle volte la pista in uso per l’atterraggio risulta essere la 28, e non la 10 (che viene solitamente utilizzata in caso di vento contrario e/o fascia notturna per il rumore). Consigliamo a chi volesse sostare in zona di parcheggiare l’auto vicino al cimitero del comune di Orio al Serio e dotarsi di scaletta treppiedi. I vari punti siti in testata 10, si trovano sulla strada di uscita dall’aeroporto”.

Non manca nulla. Chiunque può quindi appostarsi nel punto consigliato e osservare le manovre degli aerei. C’è pure la mappa multimediale della zona aeroportuale con indicati gli spot migliori.

L’airport spotting non è un’usanza solo italiana. Lo fanno in tutto il mondo. In rete – ma anche su carta – si trovano migliaia di guide dedicate agli aeroporti di tutto il mondo per gli appassionati di decolli e atterraggi aerei.

Ci sono persino gruppi di “spotter” appassionati solo ed esclusivamente di un certo modello di velivolo, come l’Airbus 350 o l’A380 o anche il caro e vecchio Boeing 747 che ancora gira nei nostri cieli.

Gli “spotter” non possono stare lontani da una pista nemmeno quando devono scegliere un hotel. Ecco allora che sui siti specializzati e sui blog dedicati si trova l’elenco (costantemente aggiornato) dei migliori alberghi e delle migliori camere con vista. Per esempio, all’aeroporto di Parigi Charles de Gaulle l’hotel migliore pare essere l’Ibis Styles. Quando si prenota una stanza bisogna chiederne una con vista sulla pista, come la numero 731, consigliatissima dagli intenditori.

C’è chi, come l’inglese Matt Falcus, che ha trasformato la propria passione per gli aerei e il proprio hobby in un lavoro e oggi scrive guide per “spotter”, articoli per riviste e ha preso il brevetto da pilota oltre a gestire il sito Airportspotting.com e i relativi social.

Oltre agli “spotter” professionisti c’è tutta una schiera di appassionati, famigliole e pensionati che, nei weekend, si appostano dietro le reti di protezione degli scali per osservare gli aerei che vanno e che vengono. Un passatempo, insomma. In Italia questa pratica non è ancora riconosciuta, mentre all’estero sono molto più organizzati.

All’aeroporto di Zurigo, per esempio, c’è un parco di fronte alla pista dove si può sostare, mentre a Francoforte è stata creata una terrazza aperta al pubblico con tanto di bar: l’ingresso costa 2 euro. A Parigi addirittura bisogna iscriversi tramite la prefettura per potersi appostare, altrimenti si pagano mille euro di multa.

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