A pochi chilometri da Praga, la campagna della Boemia nasconde una fenditura monumentale nella roccia, un’enorme cavità dalle pareti chiare, sul cui fondo brillano acque di un blu quasi esagerato. Sembra un angolo di canyon americano trasportato nel paesaggio dell’Europa centrale, ma la storia di Velká Amerika è molto meno selvaggia di quanto suggerisca il panorama.
Il soprannome “Grand Canyon ceco” nasce proprio dalla sua imponenza. Velká Amerika, che in lingua locale significa “Grande America”, è la maggiore delle grandi cave di calcare della zona di Mořina. Il bacino misura circa 800 metri in lunghezza, 200 in larghezza e raggiunge una profondità di quasi 100 metri. Numeri che, osservati dall’alto, acquistano un peso enorme.
Da una parte, dunque, c’è il fascino di un paesaggio restituito dalla natura, dall’altra la memoria di un’intensa attività estrattiva e di un periodo storico doloroso. Le cave della zona furono infatti associate anche ai campi di lavoro per prigionieri politici durante il regime comunista. Oggi la vegetazione ha riconquistato parte dei pendii, ma il passato industriale affiora ancora nella conformazione del terreno e nella rete di gallerie che attraversa il sottosuolo.
Indice
Origine, formazione e leggende di Velká Amerika
La storia di Velká Amerika comincia con il calcare, una roccia sedimentaria formatasi in tempi geologici antichissimi e particolarmente diffusa nel Carso boemo. La regione attorno a Mořina è ricca di formazioni carsiche, con cavità, gole e sistemi sotterranei modellati dall’acqua e dalla struttura della roccia. A partire dall’inizio del XX secolo, l’area venne sfruttata per l’estrazione del calcare, attività che modificò profondamente il paesaggio.
Velká Amerika divenne la cava più grande del complesso, affiancata da altre voragini note con nomi altrettanto curiosi, tra cui Malá Amerika, la “Piccola America”, e Mexiko, il “Messico”. I diversi bacini sono collegati da gallerie sotterranee e il sistema comprende passaggi disposti su 6 livelli orizzontali, scavati per consentire il lavoro dei minatori e il trasporto del materiale. In alcuni tratti sono ancora visibili i binari utilizzati in passato. L’acqua ha poi invaso parte delle cavità, formando laghi dal colore limpido e intenso. Sul fondo di Velká Amerika si trovano 2 specchi d’acqua collegati tra loro, mentre anche Malá Amerika è caratterizzata dalla presenza di un lago.
L’estrazione cessò negli anni ’60 e in seguito l’acqua si raccolse nella grande depressione, mentre alberi e vegetazione tornarono a occupare i fianchi della cava. Quella che un tempo era una ferita industriale nel paesaggio, oggi appare come una scenografia naturale di grande forza.
Il passato più cupo riguarda l’utilizzo delle cave come luoghi di lavoro forzato per prigionieri politici tra la fine degli anni ’40 e gli anni ’50. La memoria di quel periodo contribuisce alla particolare atmosfera di Velká Amerika. Le pareti calcaree, le gallerie e la profondità del bacino possono evocare un luogo di isolamento e fatica, molto distante dall’immagine romantica suggerita dal lago.
Attorno alla cava sono nate anche diverse leggende. La più famosa è legata a Hans Hagen, figura misteriosa che la tradizione popolare descrive come un soldato tedesco in uniforme delle SS. Secondo i racconti, il suo fantasma apparirebbe improvvisamente dalle gallerie per poi svanire senza lasciare traccia. A lui vengono attribuite, nelle storie locali, morti e sparizioni mai chiarite.
Anche la quercia nota con il nome di Dub Sedmi bratří, la Quercia dei 7 fratelli, lungo il percorso escursionistico della zona, possiede una propria storia leggendaria: l’albero avrebbe dato il nome a una vicenda secondo cui 7 fratelli dediti ai furti si ritrovavano ai suoi piedi per dividere equamente il bottino.
La visita a Velká Amerika, tra panorami, sentieri e cinema
L’accesso diretto al fondo della cava è vietato. Velká Amerika appartiene alla società Lomy Mořina s.r.o. e il divieto è legato soprattutto alla sicurezza: le pareti sono ripide, il terreno presenta rischi e la presenza di acqua profonda rende particolarmente pericolosa la discesa. Non esiste quindi un biglietto d’ingresso tradizionale, né un orario di apertura da consultare. Il modo corretto di visitare il sito consiste nell’osservarlo dall’alto, lungo i punti panoramici e i sentieri autorizzati.

Il belvedere principale si trova nei pressi del parcheggio e permette di ammirare la vastità della cava senza avvicinarsi ai tratti più rischiosi. Da questa prospettiva si distinguono le pareti verticali, il lago e la vegetazione che ricopre alcuni pendii. Dal 2008, lungo il margine settentrionale della cava, passa un sentiero escursionistico segnato in giallo, con alcune piattaforme panoramiche.
Il percorso consente di osservare questo angolo di Repubblica Ceca da punti diversi e prosegue verso la cava Mexiko e poi in direzione del castello di Karlštejn. La camminata complessiva attorno al perimetro richiede circa 1 ora, mentre l’itinerario verso Karlštejn permette di trasformare la visita in una gita più ampia attraverso boschi e campagne della Boemia.
Una delle possibilità più interessanti riguarda il sottosuolo, ma le gallerie di Velká Amerika possono essere visitate soltanto attraverso iniziative autorizzate. Un’altra occasione è rappresentata dalla manifestazione annuale Giornata europea delle aree protette, durante la quale possono essere proposti un percorso didattico, un’escursione e l’attraversamento di una galleria tra Dub Sedmi bratří e Malá Amerika.
Il fascino di Velká Amerika, poi, ha conquistato anche il cinema. Il paesaggio è apparso in produzioni ceche e internazionali, tra cui il western Limonádový Joe aneb Konská opera, conosciuto in italiano come Limonata Joe, e l’adattamento della fiaba di Andersen La sirenetta, con Libuše Šafránková. In tempi più recenti, la cava è stata utilizzata come ambientazione per produzioni internazionali quali The Wheel of Time, Carnival Row, Hanna, Britannia, Army of Thieves e Jan Žižka. Tra i titoli più noti figura anche Nosferatu, con Bill Skarsgård, Willem Dafoe e Lily-Rose Depp.
Dove si trova e come arrivare
Velká Amerika si trova nei pressi del villaggio di Mořina, nella Boemia centrale, a circa 8 chilometri da Karlštejn e a quasi 30 da Praga. La distanza dal centro della capitale in automobile è di circa 45 minuti, anche se il traffico può modificare sensibilmente i tempi.
In auto, il riferimento utile per il navigatore è Lom Velká Amerika, Mořina, 267 17 Mořina. Da Praga si può raggiungere la zona attraverso la viabilità locale passando per Chýnice e Mořina, oppure utilizzando percorsi alternativi attraverso Radlická e l’autostrada D5/E50, in base al punto di partenza.
Chi preferisce i mezzi pubblici può prendere l’autobus 311 dal terminal di Zličín, a Praga, fino alla fermata Mořina. Il viaggio dura circa 50 minuti e attraversa campi e piccoli centri abitati. Un’alternativa suggestiva consiste nel raggiungere Karlštejn in treno dalla stazione principale di Praga, Praha hlavní nádraží, e proseguire a piedi verso Velká Amerika.