L’incredibile spaccatura di basalto nero custode della magia vulcanica siciliana: le Gole dell’Alcantara

Il fiume Alcantara entra nella roccia vulcanica e crea una gola strettissima, con pareti di basalto alte fino a 50 metri e forme sorprendenti

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Oggi vi portiamo nella Sicilia orientale, in quella zona della regione in cui l’Etna è sempre (o quasi) sullo sfondo, perché qui, dove i rilievi dei Nebrodi e dei Peloritani impreziosiscono il paesaggio, è custodito un gioiello naturalistico che il mondo intero ci invidia. Ci troviamo, infatti, al cospetto di un imponente canyon naturale, un solco profondo inciso nel cuore della provincia di Messina. Il suo nome è Gole dell’Alcantara, anche se (e va detto) il tratto più spettacolare appartiene alle Gole di Larderia tra Castiglione di Sicilia e Motta Camastra.

Il canyon principale si sviluppa per circa 400 metri, con una larghezza ridotta in alcuni punti a pochi metri e pareti che arrivano fino a 50 metri. Il basalto ha tonalità scure e spesso lucide per l’umidità, e già questo lascia senza fiato. Poi l’occhio inizia a seguire le geometrie della roccia e nota pareti che sembrano costruite con enormi elementi accostati con precisione. Tuttavia, sono il risultato di un processo naturale durato migliaia di anni.

L’Alcantara nasce tra i monti Peloritani e i Nebrodi e percorre circa 50 chilometri prima di raggiungere il Mar Ionio. Il suo bacino idrografico copre circa 573 km² e comprende ambienti molto diversi, dalle zone montane fino alla fascia costiera. Lungo il corso del fiume cambiano vegetazione, ampiezza dell’alveo, coltivazioni e morfologia del territorio. La gola, invece, appartiene a una dimensione più selvaggia, con il rumore dell’acqua che diventa protagonista e il sole che filtra a tratti.

Origine e formazione delle Gole dell’Alcantara

La storia geologica delle Gole dell’Alcantara parte da molto lontano. La formazione dell’alveo fluviale risale a circa 300.000 anni fa, mentre l’aspetto attuale deriva soprattutto da colate laviche molto più recenti, avvenute negli ultimi 8.000 anni. In epoca preistorica il corso del fiume attraversava sedimenti più teneri, tra cui materiali argillosi. Successivamente arrivarono le colate basaltiche e il magma fluido occupò parti dell’antico letto fluviale, entrando in contatto con l’acqua.

Fu proprio quest’ultima a contribuire in maniera decisiva al raffreddamento della lava. La massa magmatica si solidificò creando profonde fratture. La successiva erosione esercitata dal fiume ampliò e approfondì queste spaccature, trasformandole lentamente in una gola. Oggi il basalto presenta prismi dalle geometrie differenti, prodotti dalla fratturazione della roccia durante il raffreddamento.

Le forme verticali ricordano una canna d’organo, con colonne alte fino a 30 metri. Altre strutture assumono una disposizione radiale, simile ai petali di una rosetta. Alcune rocce presentano invece un andamento arcuato, definito ad arpa, mentre le formazioni orizzontali prendono il nome di catasta di legna. In altri punti le fratture diventano irregolari e quasi caotiche.

La cosa sorprendente è percepire la differenza tra la perfezione geometrica di alcune pareti e l’aspetto selvaggio del canyon. Una regolarità che nasce da temperatura, raffreddamento, acqua, pressione ed erosione. Il valore dell’area ha (inevitabilmente) portato alla nascita di strumenti di tutela: nel 2001 è stato istituito il Parco Fluviale dell’Alcantara, destinato alla salvaguardia dell’ecosistema fluviale, dell’ambiente naturale e del paesaggio della valle. Nel 2010 le Gole hanno inoltre ottenuto il riconoscimento europeo EDEN, European Destination of Excellence.

Attorno alle pareti di basalto si sviluppa una vegetazione sorprendentemente ricca. Oleandri, salici bianchi, ontani, olmi, pioppi e altre specie accompagnano il corso d’acqua, mentre la macchia mediterranea porta orchidee, anemoni, cisti, viole e papaveri. La valle ospita anche numerose specie animali e 174 specie di uccelli rappresentano il gruppo meglio documentato della zona.

La visita alle Gole dell’Alcantara

La visita può assumere forme molto diverse, a seconda del rapporto che si vuole avere con il canyon. Il percorso più semplice parte dall’area del Parco Botanico e Geologico delle Gole dell’Alcantara, dove una struttura organizzata consente di raggiungere i livelli inferiori tramite ascensori.

Arrivati presso il fiume, si apre davanti ai propri occhi una piccola spiaggia di ciottoli che conduce verso l’acqua. L’Alcantara è freddo anche in estate, una caratteristica che si fa sentire ancora di più entrando nei tratti più ombreggiati. Il cuore della visita è però rappresentato dalla gola stretta tra le pareti basaltiche. L’acqua qui scorre ai piedi delle colonne, talvolta tranquilla, talvolta più impetuosa. Salendo lungo il corso si entra progressivamente nel canyon e la prospettiva muta a seconda delle curve della roccia.

Gole dell'Alcantara, canyon siciliciano
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Una spiaggia nelle Gole dell’Alcantara

Per chi vuole soltanto osservare il paesaggio, una seconda possibilità è rappresentata dall’accesso comunale situato a pochi minuti dall’ingresso principale. Il tragitto consente di vedere le gole dall’alto, senza entrare nell’acqua, e regala una prospettiva diversa sulla profondità della forra.

L’Alcantara diventa invece un vero terreno di gioco per chi sceglie le attività fluviali. Con il river trekking si possono affrontare tratti tra rapide, cascatelle e passaggi controcorrente. L’esperienza richiede una certa preparazione fisica e viene svolta con guide specializzate e attrezzatura adeguata.

Poi c’è il body rafting che porta ancora più vicino alla forza dell’acqua: muta in neoprene, calzari, casco e giubbotto protettivo accompagnano la discesa, mentre rapide, piccoli salti e scivoli naturali trasformano il fiume in un percorso d’avventura. Per queste attività servono requisiti fisici specifici e le condizioni di accesso possono variare in base alla stagione e alle condizioni.

Chi preferisce restare all’asciutto può scegliere itinerari in quad, mountain bike o a cavallo nella Valle dell’Alcantara. Le escursioni consentono di allontanarsi dal canyon principale e scoprire un territorio più ampio, fatto di campagna, vigneti, noccioleti, boschi e piccoli corsi d’acqua.

Un capitolo a parte riguarda le Gurne dell’Alcantara, una sequenza di piscine naturali scavate dal fiume in un tratto situato tra Castiglione di Sicilia e Motta Camastra, a circa 2 chilometri dalle gole principali. La vegetazione rende questo settore più appartato e il paesaggio assume un carattere differente rispetto alla grande forra di Larderia. Le Gurne sono circa 16 e si inseriscono in un ambiente ricco di acqua, roccia e vegetazione spontanea.

La loro visita richiede attenzione alle condizioni del percorso e al livello del fiume, ma per chi desidera conoscere un volto meno conosciuto della valle, rappresentano una delle deviazioni più interessanti.

Dove si trovano e come arrivare

Le Gole dell’Alcantara si trovano nella Sicilia orientale, lungo la valle del fiume Alcantara, tra il territorio di Motta Camastra, in provincia di Messina, e Castiglione di Sicilia, nel territorio catanese. La posizione rende il sito particolarmente comodo per una deviazione da Taormina e Giardini Naxos. Da Taormina il tragitto in automobile richiede indicativamente circa 25 minuti, mentre da Catania il viaggio dura approssimativamente 1 ora, con variazioni legate al traffico e alla stagione.

In automobile, arrivando dall’autostrada A18 Messina-Catania, l’uscita di riferimento è Giardini Naxos. Da lì si prosegue verso Francavilla di Sicilia lungo la viabilità della valle, seguendo le indicazioni per le Gole. Il collegamento con i mezzi pubblici è possibile tramite autobus, con servizi che collegano l’area di Taormina, Giardini Naxos e altre località della costa.