Zungri, la città di pietra a due passi da Tropea

In Calabria c'è un villaggio rupestre, di 3000 metri quadri, composto da 500 case-grotta

A una manciata di chilometri da Tropea e dalle innumerevoli meraviglie della Costa degli Dei, c’è un paese che sarebbe un vero peccato non visitare qualora si decidesse di programmare una vacanza in Calabria: Zungri. Una località che non offre né spiagge da sogno e né boschi da favola, come fa invece la vicina zona della Sila, ma che è immersa in uno scenario che definirlo fuori dal tempo potrebbe non rendere bene l’idea.

Il villaggio rupestre di Zungri – Fonte: iStock

Sì, perché Zungri è proprio così: un luogo in cui gli orologi praticamente non esistono e tutto è fermo a com’era una volta. A com’era in un passato lontanissimo. Ma qual è la sua particolarità? Ve lo sveliamo subito.

Zungri è una città di pietra. Una sorta di Matera che sta ancor più a Sud della Basilicata, in quella regione che fa idealmente da punta allo Stivale d’Italia. È uno dei comuni più vivaci della provincia di Vibo Valentia, spesso al centro degli onori della cronaca per via della gettonatissima Tropea e di tutte le altre località della costa, che sembrano caraibiche ma che, invece, sono nostrane al 100%.

Questo paese deve la sua fama ad un villaggio rupestre che fa di questa località del versante tirrenico calabrese un luogo tutto da scoprire. Ormai ufficialmente ribattezzato villaggio rupestre degli Sbariati, risalirebbe orientativamente all’età bizantina. La datazione sarebbe stata resa possibile dai silos che lo compongono e che testimonierebbero, in maniera piuttosto chiara, che questi ambienti antropizzati fossero in qualche modo funzionali alla vita della comunità che si stabilì in questa area.

La scalinata che si arrampica su per il villaggio rupestre – Fonte: 123rf

Il villaggio rupestre di Zungri occupa un’area di quasi 3.000 metri quadri e si sviluppa su più livelli, arrampicandosi su un costone roccioso. Sono 500, orientativamente, le case-grotta che ne fanno parte e che si affacciano sulla valle attraversata dal torrente Malopera. Un’altra zona nevralgica che, secondo quanto scoperto dagli storici che hanno studiato l’insediamento, veniva sfruttata dagli abitanti del villaggio per coltivazioni e attività molitorie.

A livello strutturale, questa città di pietra in Calabria ha una conformazione semplice e lineare: una scalinata scavata nella roccia attraversa tutti i livelli che compongono il villaggio, permettendo così di accedere alle varie grotte dislocate lungo il costone. Le case-grotta, invece, sono tutte diverse l’una dall’altra: alcune sono composte da un ambiente unico, altre da più vani, sia disposte su un piano unico che su due livelli.

È quello che è possibile ammirare all’interno delle grotte di Zungri, tuttavia, a fornire al visitatore maggiori informazioni circa lo stile di vita e le abitudini delle popolazioni rupestri che hanno dato vita a questo straordinario insediamento nel cuore della Calabria. Le nicchie scavate nella roccia, dentro le cavità delle grotte, fanno pensare che quegli spazi venissero sfruttati come dispense e ripostigli, oppure come giacigli.

La porta d’accesso di una delle case-grotta di Zungri – Fonte: iStock

Gli archi e le aperture quadrangolari che adornano l’ingresso di alcune di esse, invece, sono prova evidente del fatto che gli uomini che vivevano tra quelle mura avvertissero l’esigenza di decorare in modo unico ed originale la propria dimora. Stupisce, ancora, il modo in cui si siano ingegnati per sfruttare al meglio le risorse idriche concesse loro in dono da Madre Natura: sia all’interno che all’esterno delle abitazioni, furono abili a creare degli utilissimi canali di collegamento tra vasche e canalette, facendo in modo che l’acqua piovana convogliasse direttamente in un vano preciso della grotta.

Un sito che dà la possibilità di viaggiare a ritroso nel tempo, dunque, ma anche di scoprire in che modo l’uomo si sia evoluto grazie alle sue scoperte e innovazioni. E per chi volesse entrare ancor più nel merito della storia delle popolazioni rupestre, il Museo della civiltà rupestre e contadina di Zungri custodisce reperti e segreti che garantiscono al visitatore un’esperienza interattiva irripetibile.

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