Il fascino eterno del Monastero di Santa Caterina del Sinai, un viaggio alla radici del tempo

Mosè davanti al fuoco divino segnò l'inizio ricevendo i Dieci Comandamenti: il Monastero di Santa Caterina del Sinai protegge l'alba del cristianesimo tra polvere e silenzio

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Il silenzio del deserto possiede una frequenza specifica, quella del vento che solleva granelli di sabbia dorata mentre il sole emerge dalle creste rocciose. E in particolare questo si avverte nella Penisola del Sinai, un triangolo di terra arida che congiunge Africa e Asia, circondata da un mare di roccia magmatica dalle sfumature ocra e violacee. Proprio qui, tra montagne severe, appare all’improvviso il Monastero di Santa Caterina, in quello che è uno spazio che risulta piuttosto distante dall’idea classica d’Egitto fatta di fiumi e templi monumentali.

Ci troviamo ai piedi del Monte Sinai, la montagna sacra che la tradizione indica quale luogo della consegna dei Dieci Comandamenti, un posto che rappresenta un crocevia di fedi, con radici che affondano in tradizioni ebraiche, cristiane e islamiche: vi sono custodite reliquie che legano il passato al presente.

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