A non troppa distanza dal grande Balaton, ovvero nell’Ungheria occidentale, c’è un’oasi calda che affiora dalla terra, avvolta da foreste fitte e rovine millenarie. Il suo nome è Lago di Hévíz ed è un posto in cui l’acqua ribolle di misteri vulcanici e promette sollievo profondo a chi vi si abbandona.
È un lago termale naturale. Anzi, a essere del tutto precisi è il più grande lago termale naturale balneabile del mondo, grazie ai suoi 4,4 ettari con sorgente profonda 38 metri. Ma questa, di certo, non è la sua unica caratteristica speciale: è eccezionale anche per temperatura e continuità vitale. Da queste parti, infatti, l’acqua sgorga dal sottosuolo con una forza costante, mantenendo il bacino caldo per tutto l’arco dell’anno e dando vita a un microcosmo biologico raro nel continente europeo.
In sostanza, anche quando la neve imbianca le campagne vicine lui riesce a regalare un abbraccio tiepido, mentre il paesaggio intorno alterna acqua fumante, foreste di latifoglie, colline dolci e architetture nate per accogliere corpi stanchi e menti affaticate. E poi ci sono strutture galleggianti, come il maestoso Festetics Bathhouse (attenzione, risulta attualmente chiuso per lavori di ristrutturazione) con i suoi tetti a pagoda rossi, grazie ai quali accedere a comode entrate per terapie con fanghi ricchi di minerali o sessioni di fisioterapia.
Indice
Storia e formazione del Lago di Hévíz
Quella del Lago di Hévíz è una storia molto antica: occorre fare riferimento alle ere geologiche, quando vulcani eruttarono nel paesaggio transdanubiano alla fine del periodo pannonico. Tutto ciò portò a un modellamento del terreno intorno al Balaton, anche perché diverse fuoriuscite potenti spezzarono la crosta terrestre permettendo a sorgenti calde di affiorare.
Le sue acque calde, infatti, risultavano già note in epoca romana. Ritrovamenti archeologici, monete e resti edilizi testimoniano una frequentazione antica legata alla cura del corpo e alla vita rurale. Tuttavia, la vera trasformazione in una destinazione d’élite avvenne grazie alla lungimiranza della famiglia aristocratica dei Festetics. Furono proprio questi nobili ungheresi a comprendere il potenziale immenso del giacimento termale, al punto da investire risorse nella costruzione delle prime strutture ricettive durante il XVIII secolo.
La storia narra di guarigioni miracolose che attirarono col tempo l’alta società asburgica, storie che mutarono un remoto villaggio rurale in un centro mondano frequentato da poeti e scienziati. Il Lago di Hévíz sopravvisse a due guerre mondiali e a un incendio devastante nel 1986 che distrusse un bagno di legno, risorgendo più forte nel nuovo millennio come meta di turismo medico ancora oggi.
Caratteristiche del lago e attività legate all’acqua
Il lago si presenta a forma di imbuto, con una caverna sotterranea di 18 metri di diametro che funge da camera di miscelazione per due sorgenti termali a 42 gradi e una minerale a 17. Ciò che sorprende particolarmente è che l’acqua presenta temperature elevate durante nei mesi caldi, mentre in quelli invernali rimane mite. Questo permette l’utilizzo continuo del bacino, in cui si può galleggiare con l’ausilio di ciambelle colorate che invitano a restare in posizione verticale senza alcuno sforzo fisico (favorisce la trazione naturale della colonna vertebrale).
Il fondale, tra le altre cose, è la casa di uno strato di fango torboso ricco di materia organica, calcio, magnesio e zolfo e le correnti naturali mantengono l’acqua in lento movimento, andando a favorire trattamenti dedicati alle articolazioni, alla colonna vertebrale e alla muscolatura profonda.
Osservando le placide acque è possibile notare delle ninfee che sono lì certamente per bellezza, ma pure per svolgere un ruolo fondamentale: le specie autoctone e quelle introdotte creano una copertura vegetale che protegge il fondale e contribuisce alla stabilità termica. La fioritura si estende dalla tarda primavera all’autunno inoltrato, e ciò fa sì che la superficie sia un mosaico di petali chiari e rosati.
Oltre alla permanenza nelle acque esterne, le strutture centrali mettono a disposizione trattamenti specialistici basati sull’impiego dei fanghi neri estratti direttamente dal letto del lago, in quanto ricchissimi di sostanze organiche naturali e sali minerali in grado di levigare la pelle regalando una luminosità sorprendente. Trovano spazio anche aree per terapie, massaggi, bagni di vapore e saune.
Oltre il lago: cosa vedere nel borgo di Hévíz
Uscendo dal perimetro del parco acquatico, la cittadina di Hévíz rivela chicche nascoste che riescono ad affascinare gli appassionati di storia dell’arte e spiritualità. Il suo centro si mostra particolarmente elegante, con una zona pedonale curata fiancheggiata da caffè, botteghe e ville risalenti ai primi decenni del Novecento.
Il lungolago dedicato al dottor Vilmos Schulhof costeggia il parco termale e pullula di facciate che raccontano l’evoluzione della medicina termale tra Ottocento e Novecento. Vale la pena fare un salto pure al quartiere di Egregy con le sue testimonianze medievali e romane. Ne è un esempio la minuta pieve romanica dell’epoca degli Árpád, tutta circondata da vigneti rigogliosi che producono vini bianchi minerali eccellenti.
Merita una sosta anche la Chiesa dello Spirito Santo che colpisce immediatamente l’occhio per le sue sette torrette slanciate che simboleggiano i doni divini. Infine, valutate anche una visita al Museo di Hévíz su Via Rakoczi che espone gratuitamente storie cittadine, residenti celebri e tradizioni. Non mancano mostre temporanee di artisti e fotografi locali.
Come arrivare
Hévíz si colloca a meno di 200 chilometri da Budapest e a breve distanza dai confini austriaco, sloveno e croato. La sua posizione strategica fa sì che possa essere raggiunta agevolmente da varie località (e con più mezzi di trasporto). Chi predilige l’aereo può fare scalo presso l’aeroporto internazionale della capitale dell’Ungheria, percorrendo successivamente circa 190 chilometri attraverso autostrade moderne immerse in paesaggi agricoli suggestivi.
Esiste inoltre la possibilità di usufruire dell‘aeroporto di Hévíz-Balaton, situato a pochissimi minuti di distanza dal centro abitato, che risulta servito spesso da voli charter stagionali. Anche i collegamenti ferroviari garantiscono partenze regolari dalla stazione di Budapest Déli, arrivando fino alla vicina città di Keszthely dalla quale partono autobus frequenti che coprono l’ultimo breve tratto di strada.
Il viaggio in auto privata resta l’opzione più flessibile, perché con essa si possono esplorare le colline e le fortezze medievali disseminate un po’ ovunque in questo prezioso territorio.