Il prezzo lo decidi tu: in Abruzzo un ostello rivoluzionario

Non c'è un tariffario, è il cliente che sceglie quanto pagare secondo coscienza: alla scoperta di un'incredibile struttura adagiata sul Gran Sasso

Un ostello “new age” e per certi versi anarchico. Sorge in un contesto da fiaba (un piccolo borgo medievale del Gran Sasso sudorientale, arroccato sul Pizzo della Croce e affacciato sulla Majella) e ha una politica tutta da raccontare: i suoi clienti pagano quello che vogliono, secondo coscienza.

Si chiama Ostello Petra e il concetto alla base di questa struttura è che non esiste un listino dei prezzi, ma è il cliente che decide quanto pagare. E può farlo in base a diversi parametri: il grado di soddisfazione, la qualità delle materie prime utilizzate, la lavorazione dei piatti, i servizi, l’ospitalità, l’ambiente. Non è tutto: qualsiasi viaggiatore voglia alloggiare al Petra è il benvenuto, anche senza disponibilità economiche. Chi non può permettersi un posto letto può in cambio dare una mano all’interno della struttura, attraverso l’antico sistema del baratto.

Questa è la volontà di Giampiero Torello, da quasi dieci anni gestore di questa struttura unica nel suo genere. Torello, figlio di emigrati italiani in Argentina, alla professione di albergatore affianca quella di teatrante (porta in scena uno spettacolo su testi di Giorgio Gaber) e di esperto di discipline olistiche, di cui fornisce lezioni gratuitamente.

Giunto una ventina di anni fa a Pescosansonescopiccolo centro di 500 anime nel cuore dell’Abruzzo, decise di rilevare un ostello ricavato all’interno di un convento francescano del XVI secolo e rimasto chiuso per nove anni, nonostante un ingente investimento della Cassa del Mezzogiorno per restaurarlo. Dopo averne ottenuto la gestione, decise di renderlo un luogo aperto alle vacanze di tutti.

L’ostello, che deve il suo nome al fatto di essere interamente realizzato in pietra, può accogliere massimo 30 persone e comprende anche la chiesa di Santa Maria in Coll’Angeli, nella quale si può ammirare un altare cinquecentesco con sculture dell’epoca: molte coppie di stranieri l’hanno scelta per le proprie nozze.

Dotato di quattro appartamenti con bagno (quelli della Civetta e della Torre godono di panorami mozzafiato sulle montagne abruzzesi), l’Ostello Petra offre una miriade di eventi e corsi che comprendono sceneggiatura, karma detox, raccolta di erbe spontanee, orti sinergici e anche panificazione. Sono le varie passioni di Giampiero Torello che, a dieci anni dal bando di concessione vinto nel 2009, rischia di non essere confermato alla guida del suo ostello.

Un nuovo bando è infatti alle porte e l’attuale proprietario parteciperà di nuovo. L’obiettivo è quello di non veder smantellato questo gioiellino alberghiero dimenticato dal tempo, nell’eterna battaglia tra poesia e burocrazia.

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