Klagenfurt è un’elegante città austriaca della Carinzia che, di primo impatto, sembra custodire soprattutto la solennità della tradizione barocca. Eppure, dietro una porte della chiesa di Sant’Egidio, si apre un universo pittorico che ha ben poco a che fare con l’immagine classica di un edificio religioso.
Il visitatore si ritrova infatti al cospetto di pareti e soffitto che si accendono di turchese, rosso, viola, oro e verde, mentre figure angeliche, creature mostruose e riferimenti alla modernità si intrecciano in una narrazione travolgente. È la Fuchskapelle, conosciuta anche con il nome di Cappella dell’Apocalisse, uno dei tesori artistici più insoliti del Paese.
Non mancano paragoni con la ben più nota Cappella Sistina, ma la differenza più sostanziale è quei le tonalità sono pop e psichedeliche. Il motivo di questo confronto è da ritrovare nella ricchezza delle pitture che rivestono pareti e soffitto. Ma c’è un particolare ancora più interessante: Ernst Fuchs, colui che ha dato vita a questa meraviglia, richiamava la Cappella Sistina quando qualcuno manifestava impazienza per la durata dei lavori.
Indice
Breve storia della Fuchskapelle, il capolavoro di Ernst Fuchs
L’anno di riferimento è il 1989, momento in cui Ernst Fuchs iniziò a lavorare alla decorazione della cappella meridionale di Sant’Egidio. Nato a Vienna nel 1930, il pittore era già una figura di riferimento della Scuola Viennese del Realismo Fantastico, movimento artistico caratterizzato da immagini visionarie, dettagli minuziosi e richiami al mito, alla religione e all’inconscio.
La sua produzione aveva conquistato anche l’ammirazione di Salvador Dalí, uno dei maggiori esponenti del Surrealismo. Fuchs condivideva con il celebre artista spagnolo il gusto per le rappresentazioni enigmatiche, sebbene il suo universo figurativo fosse profondamente legato alla simbologia cristiana e alle tecniche dei grandi maestri del passato.
L’impresa intrapresa a Klagenfurt si rivelò particolarmente impegnativa. Durante i lunghi anni di realizzazione, infatti, il pittore trascorse mediamente 2 o 3 mesi all’anno nella città carinziana, dedicandosi a un progetto che richiedeva studio, precisione e continue riflessioni. Non vi sorprenderà sapere, dunque, che per approfondire il significato delle immagini ebbe addirittura numerosi confronti con teologi e studiosi delle religioni.
Il progetto fu concluso dopo oltre 20 anni e il 30 settembre 2010, con una solenne celebrazione presieduta dal vescovo diocesano Alois Schwarz. Quel giorno vi fu perciò il completamento dell’opera e la benedizione del rinnovato spazio di preghiera. Durante l’omelia, il vescovo interpretò il ciclo pittorico quale testimonianza di speranza, sottolineando che l’Apocalisse biblica parla anche del giudizio divino e del compimento della storia umana.
Cosa vedere nella Fuchskapelle e modalità di visita
La prima impressione che si ha entrando in questo tesoro d‘Austria è quello di abbondanza visiva. Le superfici sembrano perdere i propri confini per essere trasformate in un racconto unitario che coinvolge l’intero ambiente. Lo sguardo passa dalle figure monumentali alle creature fantastiche, fino a soffermarsi su particolari minuscoli.
Gran parte di questo effetto deriva dalla tecnica della pittura a velature, utilizzata dall’artista per sovrapporre strati sottili e trasparenti di colore: è un procedimento che conferisce profondità alle immagini e produce delicate variazioni luminose. Sulla parete orientale compare uno degli episodi principali dell’Apocalisse, tratto dal capitolo 12 del libro di Giovanni. Si tratta di una donna che sta per dare alla luce un bambino, minacciato da un drago con 7 teste. La scena prosegue poi attraverso l’intervento dell’arcangelo Michele.
Emergono pure i quattro cavalieri dell’Apocalisse, il libro chiuso con 7 sigilli, la caduta del drago infernale e la Gerusalemme celeste, immagine della città divina descritta nelle pagine conclusive della Bibbia. Sulle superfici dipinte fanno la loro comparsa persino astronauti, satelliti e aerei militari, elementi che trasformano il racconto biblico in una riflessione sulla civiltà contemporanea.
Tra le raffigurazioni c’è addirittura un qualcosa che conosciamo (quasi) tutti benissimo: l’affondamento del Titanic, inserito in una scena di catastrofe. Il celebre transatlantico, naufragato nel 1912, diventa parte di un universo figurativo popolato da simboli di distruzione e fragilità umana.
Altrettanto provocatoria è la rappresentazione della prostituta di Babilonia, figura apocalittica tradizionalmente associata alla corruzione. Fuchs la collega anche alla cultura consumistica e all’immaginario delle pin-up, proponendo una lettura che coinvolge le contraddizioni della società moderna.
Sulla parete occidentale trova spazio un episodio dell’Antico Testamento, il sacrificio di Isacco. Abramo, chiamato a sacrificare il figlio, viene fermato dall’intervento divino. Secondo la spiegazione fornita dall’artista, la scena allude al passaggio dal sacrificio umano a quello animale, ampliando ulteriormente i temi spirituali affrontati nella cappella.

Il soffitto presenta invece un confronto tra il cielo della tradizione biblica e quello terrestre, trasformato dalle attività dell’uomo. L’insieme crea un intreccio affascinante di epoche e significati, accentuato dalla ricchezza cromatica delle composizioni. La Fuchskapelle è visitabile esclusivamente attraverso una visita guidata, della durata di circa 1 ora. L’accompagnamento permette di riconoscere le scene bibliche, approfondire la tecnica dell’artista e individuare dettagli che richiedono uno sguardo particolarmente attento.
Dove si trova e come arrivare
La cappella si trova nel centro storico di Klagenfurt am Wörthersee, capoluogo della Carinzia, regione dell’Austria meridionale situata a ridosso del confine con Italia e Slovenia. Siamo quindi nei pressi del Wörthersee, uno dei laghi più celebri del Paese, circondato da rilievi alpini e rinomato per le sue acque dalle sfumature turchesi.
L’indirizzo della chiesa di Sant’Egidio è Pfarrhofgasse 4, 9020 Klagenfurt am Wörthersee, a pochi passi dalle principali piazze cittadine. Dall’Italia, Klagenfurt è raggiungibile in automobile attraverso il valico di Tarvisio e l’autostrada austriaca A2. In alternativa, sono disponibili collegamenti ferroviari, con itinerari e coincidenze variabili in base alla città di partenza.
Una volta raggiunto il centro, Sant’Egidio costituisce una tappa ideale da abbinare alla visita delle piazze storiche e degli edifici rinascimentali che caratterizzano il capoluogo. Ma la verità più nuda e cruda è che, fra le architetture cittadine, la piccola cappella dipinta da Ernst Fuchs conserva un’identità del tutto particolare.