Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.
3 min di lettura
iStock
La vista su Orvieto, in Umbria
Se Firenze è la cartolina che tutti conoscono, Orvieto è quella la sorpresa che si scopre andando un po’ più a fondo: arroccata su una scenografica rupe di tufo e capace di nascondere sotto le sue strade un mondo completamente diverso, la città umbra ha conquistato anche l’attenzione dell’Independent, che l’ha inserita tra le destinazioni da scegliere per andare oltre le mete più affollate.
Il quotidiano britannico la consiglia infatti come alternativa a Firenze, ma non una qualsiasi: è una città che, tra un Duomo spettacolare, capolavori rinascimentali e un incredibile labirinto sotterraneo, ha una personalità tutta sua. E proprio il giornalista che l’ha visitata arriva a una conclusione significativa: qui c’è “troppo sapore” per essere semplicemente considerata l’alternativa di qualche altra città più blasonata.
Vuoi continuare a leggere?
Iscriviti e avrai accesso completo a tutti i nostri contenuti.
Hai già un profilo su SiViaggia?
Orvieto, la sorprendente città sulla rupe
Arrivando a Orvieto, la città appare quasi sospesa su uno sperone di roccia. Il suo profilo è dominato dal Duomo, con la facciata ricoperta di mosaici dorati, sculture, marmi e un grande rosone. L’Independent ne sottolinea la somiglianza con il Duomo di Firenze, precisando però che non si tratta di un’imitazione: le due cattedrali furono infatti sviluppate e costruite parallelamente, mentre quella di Orvieto impiegò oltre due secoli per completare la sua spettacolare facciata.
La sorpresa continua poi all’interno, nella Cappella di San Brizio, dove Luca Signorelli realizzò uno dei cicli pittorici più potenti del Rinascimento. Il percorso dedicato alle Storie degli Ultimi Giorni fu avviato da Beato Angelico nel 1447 e completato da Signorelli tra il 1499 e il 1504. Le scene del Giudizio universale, con anime trascinate verso l’Inferno, corpi nudi e figure demoniache, colpiscono ancora oggi per la loro forza. Il giornalista britannico la descrive come qualcosa di molto vicino a “un film dell’orrore rinascimentale animato" contenente "una delle rappresentazioni più viscerali dell'apocalisse in Europa".
È però quando si scende sotto la rupe che Orvieto rivela il suo lato più misterioso: nel sottosuolo si apre un labirinto di oltre 1.200 tra grotte, pozzi e cunicoli, scavati nella roccia vulcanica nel corso di circa 2.500 anni. Le cavità più antiche risalgono agli Etruschi e, nei secoli, furono utilizzate anche per produrre e conservare olio e vino, diventando parte della vita quotidiana della città.
È una sorta di Orvieto segreta, invisibile a chi percorre le strade del centro storico. Tra le meraviglie da vedere c’è anche il Pozzo di San Patrizio, profondo 54 metri e caratterizzato da due scale elicoidali indipendenti (per un totale di 248 gradini) progettate per permettere di scendere e risalire senza incrociarsi.
iStockLo spettacolare Pozzo di San Patrizio a Orvieto
Poi si torna in superficie, tra vicoli medievali e panorami sull’Umbria, magari con un calice di Orvieto Classico, il bianco del territorio tradizionalmente prodotto con Grechetto e Procanico. È l’ultimo tassello di quel racconto fatto di arte, storia e prodotti locali descritto dall’Independent: non una semplice alternativa alle città toscane più celebri, ma una destinazione speciale dal carattere ben riconoscibile.