Cripta di San Zaccaria, viaggio nel ventre allagato della Venezia ducale

L'acqua della laguna entra tra le pietre di San Zaccaria e si ferma lì, sopra le tombe dei primi Dogi: una Venezia segreta e allagata dal ritmo delle maree

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Venezia somiglia spesso a un miracolo d’ingegneria che galleggia sulle acque della laguna, una città che tende a mostrarsi attraverso superfici luminose, riflessi sui canali e marmi levigati dal sale e dalla storia. A pochi passi da San Marco esiste però un ambiente che ribalta questa percezione e conduce verso una dimensione più profonda e intima, quasi totalmente inaspettata. Parliamo della Cripta di San Zaccaria, sito che si trova all’interno dell’omonima chiesa e dove, tra il X e XI secolo, si concentravano reliquie, sepolture dogali e pratiche legate al culto e al potere civile.

Una visione che coglie di sorpresa, poiché l’edificio che la ospita si presenta monumentale, maestoso, rivestito di marmi bianchi e rosati pronti a riverberare la luce solare. Eppure, proprio tra le viscere della struttura, risiede questa cavità ipogea che custodisce le testimonianze più remote della Venezia altomedievale: uno spazio sotterraneo che vive in simbiosi con il battito delle maree, al punto da apparire sommerso perché si riempie di acqua lagunare limpida che il fondo scuro trasforma in uno specchio liquido.

Breve storia della Cripta di San Zaccaria

La fondazione della Cripta di San Zaccaria risale al periodo in cui il Doge Giustiniano Partecipazio decise di erigere un tempio degno di ospitare le spoglie del padre di Giovanni Battista (donate dall’imperatore Leone V l’Armeno).

Quella era un’epoca in cui Venezia stava ancora definendo la propria identità politica e religiosa, cercando di affrancarsi dall’influenza bizantina pur mantenendone i fasti estetici.

La chiesa divenne rapidamente il monastero benedettino femminile più prestigioso del territorio, destinato ad accogliere le figlie della nobiltà veneziana. Le badesse di San Zaccaria godevano di un potere immenso, trattando alla pari con i massimi magistrati della Repubblica.

Il legame con il potere ducale risultava così stretto che il Doge stesso si recava qui in processione ufficiale nel giorno di Pasqua, un rito simbolico che sanciva l’unione indissolubile tra la sovranità della Serenissima e il monastero. La storia del luogo è segnata anche da eventi tragici, incendi devastanti e ricostruzioni ambiziose che hanno sovrapposto stili diversi, dal bizantino al gotico, fino al trionfo rinascimentale visibile oggi.

La cripta (che come già detto venne realizzata tra X e XI secolo) venne pensata come spazio sepolcrale e custodiale per reliquie di particolare importanza. Le fonti raccontano infatti della presenza di otto corpi di santi e di diverse tombe dogali, segno di una funzione che superava la semplice devozione.

Come visitare la cripta sommersa di Venezia

L’accesso avviene attraverso un museo e conduce sotto la Cappella di San Tarasio, area che conserva l’impianto della chiesa più antica. Il visitatore entra così in una stratificazione fisica di secoli, con il corpo che percepisce umidità, penombra e silenzio, mentre lo sguardo incontra una Venezia primigenia.

Per raggiungere il livello inferiore, infatti, occorre scendere una piccola scala accessibile attraverso il percorso museale. Immediatamente la temperatura cala e la luce naturale scompare, sostituita da un bagliore artificiale che danza sulle pareti. La cripta si presenta divisa in tre piccole navate da agili colonnine sormontate da capitelli essenziali, quasi grezzi nella loro antichità.

San Zaccaria, cripta sommersa
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All’interno della Cripta di San Zaccaria

Il pavimento risulta coperto da uno strato d’acqua lagunare variabile a seconda delle fasi lunari e delle correnti marine. Questo fenomeno è il segno tangibile di una caratteristica strutturale che lega l’edificio al destino del suolo circostante. Guardando verso il basso si osservano le basi delle colonne che scompaiono nel liquido trasparente, creando un effetto di sdoppiamento visivo che raddoppia l’altezza percepita delle arcate.

Le tombe dei primi Dogi, tra cui (secondo alcune fonti) Pietro Tradonico e Orso I Partecipazio, riposano in questo ambiente umido, protette dal silenzio dei secoli. Le ombre proiettate dal soffitto a crociera si fondono con le increspature superficiali, regalando una visione di una città che affonda le radici direttamente nel limo originale.

C’è però da tenere presente che durante le fasi di acqua alta lo spazio resta osservabile soltanto dagli ultimi gradini delle scalinate, mentre nei periodi di marea più contenuta c’è un passaggio rialzato a consentire l’accesso interno.

Le meraviglie della Chiesa di San Zaccaria

Risalendo verso la luce, la Chiesa di San Zaccaria rivela una ricchezza decorativa che lascia esterrefatti per varietà e qualità. Risalente alla seconda metà del Quattrocento, presenta una facciata che è un capolavoro di Antonio Gambello e Mauro Codussi e che mescola con sapienza elementi classici e innovazioni rinascimentali.

Tra le sue preziose mura sono conservate opere di vero pregio, come la “Sacra Conversazione” di Giovanni Bellini, pala d’altare del 1505 considerata una delle vette assolute della pittura tonale veneziana. I colori brillanti e la profondità prospettica della tela dialogano con le cappelle laterali, come quella di San Tarasio che è la culla dei resti della vecchia struttura gotica e di preziosi polittici di ispirazione nordica.

Le pareti, inoltre, sono interamente ricoperte da tele monumentali di artisti del calibro di Tintoretto, Tiepolo e Palma il Giovane, rendendo l’aula una pinacoteca di valore inestimabile. Particolare attenzione merita il pavimento marmoreo, un intreccio di geometrie policrome che guida lo sguardo verso l’abside in cui le ampie finestre lasciano filtrare una luminosità dorata che esalta i dettagli delle cornici intagliate.

Come arrivare e info utili

Trovare questo angolo di pace è semplice, anche perché basta partire dalla celebre (e straordinaria) Piazza San Marco. Bisogna procedere verso est, superare il Ponte della Paglia e infilarsi nelle calli interne seguendo le indicazioni per il Campo San Zaccaria. Il sito rimane aperto tutti i giorni, solitamente dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00, con variazioni durante le celebrazioni liturgiche domenicali.

L’ingresso alla chiesa principale è gratuito, mentre l’accesso al complesso della cripta e della Cappella di San Tarasio richiede il pagamento di un biglietto di circa 3 euro, cifra modesta che contribuisce alla manutenzione di un patrimonio fragilissimo. Si consiglia di indossare scarpe comode e prestare attenzione ai gradini che possono risultare scivolosi a causa della costante evaporazione.

Occorre ricordare, infine, che l’accesso alla cripta dipende dalle condizioni della marea, fattore che rende ogni visita diversa e irripetibile.