I condomini rurali cinesi che sembrano delle fortezze

Ospitano fino a 800 persone e sono rinforzati con rami, strisce di legno e trucioli di bambù: benvenuti nei Tulou del Fujian, delle vere e proprie fortezze

Alti muri color fango, finestre minuscole e una grande porta in legno e ferro, che aprendosi svela un fitto intrecciarsi di vite e attività. No, non stiamo descrivendo un antico borgo medievale, anche se, a dirla tutta, la suggestione è simile: stiamo invece parlando dei tolou del Fujian in Cina, condomini rurali che dal 2008 fanno parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

I tolou sembrano delle vere e proprie fortezze e, almeno in passato, lo erano davvero: incastonati nelle aree montuose del Fujian sudorientale, sono le abitazioni (passate e presenti) degli Hakka, popolo cinese di origini anticamente nomadi, che trovò stabilità in una regione già naturalmente difesa da eventuali attacchi interni grazie alle scoscese aree verdi e alle ripide pareti rocciosi che la circondano.

Per citare proprio la ragione del loro inserimento nel Patrimonio Unesco, i tolou in Cina sono «esempi eccezionali di una tradizione e funzione edilizia che esemplificano un particolare tipo di vita comune e organizzazione difensiva in rapporto armonioso con il loro ambiente». D’altronde basta osservarli da fuori per comprendere quanto somiglino a delle città fortificate.

Tulou a Fujian

Generalmente circolari o rettangolari, si presentano come edifici chiusi su sé stessi. Le strutture interne sono racchiuse nell’abbraccio difensivo delle enormi mura periferiche, costruite con terra, pietra, bambù e legno. Nessun materiale extra, nessuna intromissione artificiale: quando è necessario, gli hakka usano rami, listelli di legno e trucioli per rinforzare le mura.

Ciò che ne viene fuori, per via della forma e dell’uso dei succitati materiali, è una struttura antisismica, perfettamente ventilata e illuminata, che si adatta alle stagioni: è fresca d’estate e calda d’inverno. Un capolavoro che li rende tra le più gettonate mete green degli ultimi tempi.

Sì, perché i tolou del Fujian hanno riscosso, negli ultimi anni, un enorme successo in termini di attrattiva turistica. Presi in esame e consigliati dalle guide e dagli esploratori del National Geographic, stupiscono per la loro ecosostenibilità e per la dualità che li caratterizza. Esatto, dualità, poiché l’aspetto esteriore non prepara affatto a ciò che si trova all’interno, alla vita più fervente, all’organizzazione attiva.

Tulou di Fujian, interno

Da fuori, i tolou ricordano quasi una casa circondariale. All’interno, invece, sembra invece di trovarsi in un villaggio fuori dal tempo e dallo spazio, costruito come un teatro, con travi in legno che si elevano in modo maestoso, incorniciando un cortile centrale pieno di luce.

Tutti i piani sono costruiti in legno scuro, con stanze di modeste dimensioni disposte una accanto all’altra e non ci sono disparità: ogni abitazione è di dimensioni identiche all’altra. Tutte si affacciano sul succitato cortile, al cui centro si trovano dei pozzi per l’approvvigionamento d’acqua e un piccolo tempio per adorare gli antenati.

Intorno al cortile centrale, si intersecano viottoli e vicoli pavimentati in pietra, dove le circa 800 persone che i tolou possono ospitare svolgono le loro attività di compravendita. Tutto il necessario è a portata di mano e il contatto con il mondo esterno si riduce al minimo indispensabile.

I tolou del Fujian sono un vero spettacolo, da non perdere. Luoghi magici, dove è possibile riprendere fiato quando la vita sembra troppo frenetica: camminando al loro interno, infatti, è possibile realizzare quanto, in fondo, basti poco per essere felici.Tulou in Cina

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