È l’anomalia più affascinante delle Alpi: il Castello di Aymavilles e il suo inganno architettonico tra i vigneti

Sulla collina all'ingresso della Valle di Cogne, un castello dalle facciate candide custodisce logge barocche, sale dipinte e uno straordinario tetto medievale

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Quasi inaspettatamente, quattro torri cilindriche e facciate bianche impreziosite da stucchi si affacciano da una posizione che sembra scelta appositamente per ammirare le montagne. Quello è il Castello di Aymavilles, in Valle d’Aosta, una sorta di anomalia perché possiede un’architettura difficile da confondere con quella degli altri manieri della regione.

Con un primo sguardo, infatti, pare una residenza aristocratica dalle sue linee eleganti e i loggiati aperti sul paesaggio, ma questo aspetto raffinato è una sorta di scudo: nei fatti è una vera e propria fortezza medievale costruita per difendere un territorio strategico (per poi essere trasformata nei secoli in base alle ambizioni dei suoi proprietari).

A pochi chilometri da Aosta, domina un’altura circondata da vigneti, mentre sullo sfondo si riconoscono le montagne delle Alpi Graie. Dopo un lungo restauro, concluso con l’apertura al pubblico nel 2022, il Castello di Aymavilles è finalmente tornato a raccontare oltre 800 anni di vicende valdostane. E sì, vale assolutamente la pensa concedersi questo intrigante viaggio nel tempo.

Breve storia del Castello di Aymavilles

Le origini di questo gioiello risalgono al XII-XIII secolo, quando sull’altura sorgeva una struttura fortificata dalla pianta quadrangolare. L’edificio attuale, però, deve gran parte della propria identità alla famiglia Challant, una delle casate più influenti della Valle d’Aosta medievale.

Vigneti Castello di Aymavilles, Valle d'Aosta
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Il magnifico paesaggio che circonda il Castello di Aymavilles

In particolare, tra il 1713 e il 1728, Joseph-Félix de Challant promosse un rinnovamento radicale, trasformando la fortezza in una residenza signorile. Fra le torri, innalzate nei primi anni del ‘400 per iniziativa di Amedeo di Challant, comparvero eleganti loggiati decorati a stucco, mentre le antiche fortificazioni esterne cedettero il posto a un parco terrazzato.

Poi arrivò l’800, secolo nel quale Vittorio Cacherano della Rocca (figlio della contessa Teresa di Challant) fece rinnovare gli ambienti secondo il gusto dell’epoca e trasformò parte della dimora in un museo privato, ricco di dipinti, monete, medaglie e oggetti d’antiquariato.

Nel ‘900, invece, il maniero divenne una residenza di villeggiatura, frequentata anche dalla famiglia genovese Bombrini. Acquistato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta nel 1970, fu infine sottoposto a un articolato programma di studi e restauri, che come già anticipato sono terminati nel 2022.

Visita al Castello di Aymavilles e cosa vedere

Tutto inizia già lungo il viale d’accesso, che accompagna i visitatori con alberi e spazi verdi che rigenerano anche i più scettici. Poi si fanno vedere le facciate candide sopra i terrazzamenti del parco, mentre le torri, soprattutto se osservate da vicino, rivelano la propria imponenza. Subito dopo è la raffinatezza del portale settecentesco a catturare l’attenzione, anche perché impreziosito da stucchi attribuiti all’artigiano luganese Stefano De Giorgis.

Varcata la soglia, il contrasto fra l’aspetto esterno e gli ambienti interni diventa ancora più interessante: c’è un percorso museale distribuito su quattro livelli che permette di attraversare le diverse epoche del castello, grazie a sale restaurate, opere d’arte, ricostruzioni e installazioni multimediali.

Al piano terreno prende forma il racconto delle famiglie proprietarie, dagli Challant ai Bombrini. Documenti e materiali espositivi ricostruiscono la successione dei protagonisti, evidenziando il legame tra le loro vicende e i mutamenti architettonici dell’edificio.

Salendo al primo piano, si varcano le soglie delle stanze che conservano decorazioni pittoriche ottocentesche che testimoniano il gusto eclettico della nobiltà del periodo. Motivi neogotici, cineserie, richiami all’antico Egitto, elementi naturalistici e figure mitologiche compaiono sulle pareti, sulle porte e sui paracamini.

Il grande salone, dal canto suo, introduce  il collezionismo ottocentesco: Vittorio Cacherano aveva raccolto numerosi oggetti d’arte e curiosità storiche, successivamente dispersi. Per rievocare quell’interesse, il nuovo allestimento ospita parte delle raccolte dell’Académie Saint-Anselme, società culturale fondata nel 1855 per promuovere lo studio e la conservazione del patrimonio valdostano.

Fra le opere esposte merita particolare attenzione il rilievo in alabastro gessoso raffigurante Santa Caterina d’Alessandria, attribuito alla bottega di Stefano Mossettaz, uno dei principali scultori attivi nella Valle d’Aosta del ‘400. Non mancano reperti archeologici, oggetti liturgici e materiali legati alla storia del territorio.

Al livello superiore si incontrano le stanze associate a Madama Giovane, figura della vita ottocentesca del castello, mentre arredi e decorazioni regalano un’immagine più intima della quotidianità nella residenza. Il momento forse più inatteso, però, è quello nel sottotetto: sopra gli ambienti signorili si conserva una straordinaria struttura lignea quattrocentesca, composta da oltre 360 elementi.

A meritare del tempo è pure il parco puntellato di terrazze digradanti verso il paese, e in cui spuntano anche una fontana barocca, alberi ornamentali e scorci sui vigneti. Decisamente curiose, in questo spazio, sono e le grandze, antichi edifici agricoli, e le scuderie, oggi utilizzate per la biglietteria.

Il Castello di Aymavilles può essere esplorato autonomamente, con la possibilità di utilizzare un’audioguida, oppure attraverso visite accompagnate a orari prestabiliti. L’ingresso a pagamento consente di dedicare agli ambienti il tempo desiderato, seguendo il percorso museale.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di Aymavilles si trova nell’omonimo comune della Valle d’Aosta, in località Castello 1, a circa 8 km dal capoluogo regionale. Sorge lungo la strada che conduce alla Valle di Cogne, in una posizione particolarmente favorevole anche per esplorare i paesi e i monumenti della parte occidentale della regione.

In automobile, partendo da Aosta, si percorre la SS26 in direzione Courmayeur e Monte Bianco. Superata la zona di Sarre, occorre imboccare il bivio per Cogne e proseguire seguendo le indicazioni turistiche per Aymavilles e per il castello.

Chi utilizza l’autostrada A5 può raggiungere la zona attraverso l’uscita di Aosta Ovest, proseguendo poi verso la strada regionale della Valle di Cogne.

Chi vuole optare per i mezzi pubblici, può considerare che da Aosta è disponibile un autobus diretto a Cogne, con fermata Aymavilles – Bettex Castello. Un’alternativa è la linea 5 Aosta-Aymavilles, attiva nei giorni feriali previsti dal servizio, con fermata al capolinea Bettex.