Giornalista, artista, guida naturalistica, insegnante, regista, fotografo e scrittore: Antonio Gregolin è molto impegnato nella divulgazione della tutela dell’ambiente con ogni mezzo a sua disposizione. Ha lanciato un progetto in provincia di Vicenza chiamato Bosco delle Fate – oggi chiuso per volontà politica – e il Sentiero delle Fate, un percorso mentale e un programma educativo itinerante rivolto ai ragazzi che può essere replicato sempre e ovunque.
Nell’anno dell’ottavo centenario di San Francesco d’Assisi – che definisce “forestiero” nel senso di “uomo delle foreste” – ha pubblicato il libro “Fra Albero. Francesco d’Assisi, gli alberi, gli uomini” (Edizioni Messaggero Padova), il Cantico delle Creature si fa bosco. Non è un testo di botanica, bensì un racconto che mette al centro gli alberi più che gli uomini.
“Per il mestiere che faccio, o per i mestieri che faccio”, racconta “ho contatti molto diversi e variegati, e ho scoperto, nel corso di ormai 40 anni, figure incredibili che hanno un rapporto simbiotico, alle volte anche misterioso, con il mondo degli alberi. Gente che è vissuta per dieci anni su un villaggio palafitticolo sospeso tra gli alberi, gente che produce il legno di risonanza, vecchi falegnami di un tempo che con il legno parlavano, scienziati… Insomma, questo variegato mondo di persone, di conoscenze e di sapienze che rischiamo di dimenticare e rischiano a loro volta di scomparire. Questi sono gli elementi che formano il libro Fra Albero, in una chiave identificativa che è l’educazione ambientale”.
Ne parlerà in occasione del Festival del viaggiatore in uno spettacolo dal titolo “𝐕𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐢” il 3 ottobre 2026, nel Parco della Poesia Andrea Zanzotto a Riese Pio X, in provincia di Treviso.

Ci ha anche anticipato l’uscita di un altro libro, “Antologia del saluto”, che è il risultato di un altro importante progetto in cui è impegnato, sempre legato al tema degli alberi. “Sembra che alberi e uomini siano assolutamente scollegati, due realtà distinte”, ha spiegato Gregolin “in realtà il piacere, il motivo dell’incontro, l’andare in un bosco, l’incontrare persone… hanno tutti un riflesso significativo sul piano comportamentale, e dunque il saluto è una carta d’identità, è il primo modo con cui noi entriamo in relazione.
È il primo gesto umano che riceviamo quando nasciamo ed è l’ultimo gesto umano che ci viene riservato prima di morire. Non a caso, Francesco usava un termine splendido – e qui torno a Fra Albero e all’appuntamento che avremo all’interno del festival – usava questo modo di salutare: diceva non tanto ‘Pace e bene’, quello arriverà successivamente, ma ‘Che il Signore ti dia la pace’. Ecco, questo modo potrebbe essere la chiave di lettura che lega Fra Albero al futuro libro dedicato al mondo dei saluti”.
Gregolin ci ha dato qualche consiglio comportamentale per una vita più legata all’ecologia, cercando di migliorare noi stessi. “Come si suol dire, siamo di fronte a una tempesta perfetta di più situazioni: economiche, ecologiche, sociali.
Possiamo pensare di cominciare a migliorare noi stessi (antico detto orientale), ma soprattutto appellarci a quella parola che io definisco magica per la sua potenza e per la sua forza, che viene estrapolata dal Cantico delle Creature di Francesco. Francesco cita il Sole, la Luna, le stelle… conosciamo tutti questo meraviglioso cantico del 1225, ma usa un termine: ‘cum tutte le creature‘. È quel ‘cum’ (con) tutte le creature, e non ‘per’ tutte le creature, che potrebbe cambiare il nostro paradigma, la nostra visione della realtà. Purtroppo, a otto secoli di distanza abbiamo capito poco di quel ‘cum’, cioè il paragonarsi a tutte le cose indistintamente e a tutte le creature. Beh, questa è una forza esplosiva anche in chiave di soluzione dei problemi.
Un po’ più di umiltà, certamente, un po’ più di conoscenza non guasterebbe; ma soprattutto un’idea chiara: noi siamo – e cito le parole di Papa Francesco – ‘siamo tutti sulla stessa barca’, e questa barca è la Terra. O ci salviamo tutti o non si salva nessuno. Concetto molto pragmatico, immediato, sul fatto che ogni nostra piccola azione, per quanto piccola possa sembrare (lo dico ai ragazzi sempre), in realtà questa ha un effetto vicino e lontano nel mondo in cui viviamo, anzi, nel mondo che noi costruiamo”.
Ascoltate l’intervista nel podcast.