Parma, la capitale del gusto che conquista Forbes

Parma conquista Forbes come capitale del gusto. Dal Parmigiano Reggiano al Prosciutto, ecco perché attira turisti da tutto il mondo

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Angelica Losi

Content writer & Travel Expert

Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

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Parma riceve un riconoscimento importante e viene celebrata come una delle destinazioni gastronomiche più interessanti d’Italia; l’elogio arriva dal Forbes che in un suo editoriale dove vengono esplorate le nuove frontiere del turismo attivo si esaltano i momenti a tavola.

Parma, la capitale del gusto secondo Forbes

Parma riceve l’elogio del Forbes accanto a mete come Egitto, Romania, Cipro e Isole Faroe. La città emiliana rappresenta uno dei tesori gastronomici del nostro Paese e merita di essere scoperta da molti più turisti internazionali. Il confronto è con Lione, e San Sebastián. Due città che, pur senza le dimensioni delle grandi metropoli, si sono ritagliate un posto di primo piano sulla scena gastronomica internazionale. Secondo Forbes, Parma ha tutte le carte in regola per giocare nello stesso campionato.

Cosa fare a Parma, itinerario gastronomico

A Parma la cultura passa anche dalla tavola. Il Duomo, il Battistero e le vie del centro storico restano tappe obbligate, ma per conoscere davvero la città bisogna entrare nelle gastronomie, curiosare tra i banchi del mercato e concedersi una sosta in trattoria. Del resto, qui il cibo è una cosa seria. E spesso racconta il territorio meglio di tanti monumenti. Da lì basta perdersi tra le strade del centro per imbattersi in botteghe che espongono forme di Parmigiano Reggiano, salumi e prodotti della tradizione. Merita una deviazione anche la Ghiaia, zona storicamente legata ai mercati e al commercio alimentare.

A pranzo, meglio non avere fretta. Nelle trattorie parmensi gli anolini in brodo sono ancora uno dei piatti più rappresentativi. Poi ci sono i tortelli d’erbetta, con ricotta, verdure e Parmigiano Reggiano, da accompagnare magari con un bicchiere di Lambrusco dei Colli di Parma o di Malvasia. Piatti semplici solo in apparenza, dietro i quali ci sono ricette e abitudini tramandate da generazioni.

Ma il viaggio gastronomico non finisce in città. Anzi, buona parte delle specialità che hanno reso famosa Parma nel mondo nasce nella campagna circostante. Nei caseifici si può seguire da vicino la produzione del Parmigiano Reggiano, dalla lavorazione del latte fino alle sale di stagionatura. Conviene organizzare la visita al mattino, quando i casari sono al lavoro e si può assistere alle fasi più importanti della produzione. Poco più a sud c’è Langhirano, il paese del Prosciutto di Parma. Qui sono i prosciuttifici a raccontare un’altra parte della storia gastronomica locale, fatta di lavorazioni precise, stagionature e tempi che non si possono accelerare.

Chi ha qualche giorno in più può spingersi verso la Bassa Parmense, nelle terre del Culatello di Zibello. Un paesaggio diverso, quello vicino al Po, dove il clima e le antiche tecniche di lavorazione contribuiscono a dare al salume le sue caratteristiche. E poi ci sono le colline, i vigneti, i piccoli borghi. Un’altra Parma, da scoprire anche a piedi o in bicicletta, fermandosi nelle aziende agricole e nelle cantine lungo il percorso.

Non sorprende, dunque, che anche Forbes abbia acceso i riflettori sulle potenzialità turistiche della città. Il richiamo della cucina parmense va ben oltre i suoi prodotti più celebri e incontra un modo di viaggiare sempre più legato alle esperienze, ai produttori e alle tradizioni locali.