Wildlife Experience Index, la classifica che ogni amante degli animali deve conoscere

Gorilla, grandi felini, specie rarissime e paesaggi estremi: la nuova top 10 delle esperienze wildlife raccoglie incontri che valgono un viaggio

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Angelica Losi

Content writer & Travel Expert

Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

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I viaggi nella natura fanno sognare e battono persino chi sceglie mare e città: poter vedere da vicino, senza disturbare, animali che conosciamo solo da film e documentari come leopardi, gorilla e pinguini è un’emozione a cui molti viaggiatori non vogliono rinunciare. Proprio da questa idea nasce la classifica Wildlife Experience Index, una graduatoria elaborata dalla società di viaggi Bailey Robinson per mettere in fila alcune delle esperienze naturalistiche più straordinarie al mondo. Dopo aver analizzato 30 attività è stata stilata la top 10… ecco quali sono i luoghi più apprezzati.

Come funziona il Wildlife Experience Index

Per costruire la classifica sono stati assegnati dei punteggi per ogni esperienza basandosi sulla rarità della specie, l’isolamento geografico, l’importanza per la conservazione, l’esclusività dell’accesso, la facilità di raggiungimento e la possibilità di osservare l’animale. Il risultato premia inevitabilmente i luoghi dove l’incontro con la fauna selvatica conserva ancora qualcosa di imprevedibile. Otto delle dieci esperienze ai vertici della graduatoria riguardano, inoltre, specie minacciate. Asia e Africa occupano gran parte delle prime posizioni.

Le 10 migliori mete per vedere la fauna selvatica

Il Ruanda e l’Uganda aprono la graduatoria con uno degli incontri naturalistici più celebri dell’Africa. Nel primo caso il punto di riferimento è il Volcanoes National Park, sulle montagne dei Virunga. In Uganda, invece, il nome da ricordare è Bwindi Impenetrable National Park: foresta fittissima, pendii ripidi e sentieri che non sempre concedono una camminata semplice. Quando alla fine una famiglia di gorilla compare nella vegetazione, però, la distanza percorsa passa rapidamente in secondo piano.

Il secondo posto porta molto più a sud: Antartide, 88,5 punti. Le spedizioni dedicate ai pinguini imperatore hanno ottenuto il massimo dei voti per isolamento ed esclusività. Ed è facile capire perché. Raggiungere le colonie di questa specie non significa semplicemente sbarcare lungo la Penisola Antartica, sulle rotte ormai relativamente frequentate dalle crociere. Alcuni insediamenti dei pinguini imperatore si trovano in aree remote, condizionate dal ghiaccio e da finestre meteorologiche ristrette.

Pinguino solitario sul ghiaccio in Antartide
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Tutti in Antartide per vedere i pinguini

La terza posizione è del Kazakhstan, dove il protagonista è la saiga, l’antilope dal caratteristico muso ricurvo che percorre le immense steppe dell’Asia centrale. La specie è al centro da anni di programmi internazionali di conservazione e gestione coordinati anche nell’ambito della Convenzione sulle specie migratrici.

Al quarto posto si sale sulle montagne. Il Ladakh e l’Himalaya sono indicati come territori privilegiati per il tracking del leopardo delle nevi, uno dei grandi felini più difficili da osservare in natura. Vive in ambienti rocciosi, spesso ad alta quota, e il suo mantello lo rende quasi invisibile nel paesaggio. Vedere l’animale non è mai scontato.

Escursionista nel distretto di Leh Ladakh
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Ladakh tra le mete nella top 10

La quinta posizione appartiene invece all’Indonesia, con il rinoceronte di Giava. Un incontro ancora più delicato, vista l’estrema rarità della specie e la concentrazione della popolazione residua nel territorio di Ujung Kulon, nell’estremità occidentale dell’isola di Giava.

Con 84,5 punti seguono i rinoceronti neri di Namibia e Kenya, mentre al settimo posto compaiono le Svalbard, l’arcipelago norvegese nell’Artico. Qui, però, serve una precisazione: non esistono safari organizzati con l’obiettivo di inseguire o cercare deliberatamente gli orsi polari. Dal 2025 sono previste anche distanze minime obbligatorie dagli orsi per garantire sicurezza ai viaggiatori, evitando disturbi agli animali e avvicinamenti pericolosi.

Ottavo posto per il Borneo e gli oranghi, in un ambiente completamente diverso: foresta tropicale, caldo, fiumi e alberi giganteschi. L’isola, divisa politicamente tra Indonesia, Malaysia e Brunei, resta uno dei luoghi simbolo per l’osservazione e la tutela di questi primati.

La classifica torna poi in Africa. In Repubblica Democratica del Congo si cercano i gorilla di pianura orientali, mentre l’ultima posizione della top ten è occupata dai safari dedicati al licaone in Botswana o Tanzania. Un predatore sociale, velocissimo, meno famoso di leoni e leopardi ma non per questo meno affascinante. E decisamente meno semplice da trovare.

La top 10 del Wildlife Experience Index

  1. Trekking per osservare i gorilla di montagna, Ruanda o Uganda (90/100);
  2. Spedizione per osservare i pinguini imperatore, Antartide (88,5/100);
  3. Spedizione per osservare le antilopi saiga, Kazakhstan (87/100);
  4. Avvistamento del leopardo delle nevi, Ladakh o Himalaya, India/area himalayana (85,5/100);
  5. Avvistamento del rinoceronte di Giava, Indonesia (85/100);
  6. Avvistamento del rinoceronte nero, Namibia o Kenya (84,5/100);
  7. Spedizione per osservare gli orsi polari, Svalbard, Norvegia (84/100);
  8. Avvistamento degli oranghi del Borneo, Borneo (84/100);
  9. Spedizione per osservare i gorilla di pianura orientali, Repubblica Democratica del Congo (81,5/100);
  10. Safari per osservare i licaoni africani, Botswana o Tanzania (81/100).