Dopo decenni riaprono due antichi tesori di Ercolano: si potranno finalmente visitare

Dopo decenni di chiusura, queste due straordinarie dimore dell'antica Ercolano tornano finalmente visitabili grazie a un importante progetto di restauro

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

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Ancora oggi, alcuni luoghi sembrano rimasti congelati a secoli scorsi, custodendo storie che aspettano soltanto di essere raccontate. È il caso di Ercolano, dove due straordinarie testimonianze della vita nell’antica Roma si preparano ad accogliere nuovamente i visitatori. Dopo decenni di chiusura, la Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio tornano finalmente accessibili, offrendo l’opportunità di scoprire ambienti domestici, decorazioni e soluzioni architettoniche sopravvissuti all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

La riapertura sarà presentata ufficialmente il 5 novembre 2026 dal Parco Archeologico di Ercolano, diretto da Federica Colaiacomo, e rappresenta una nuova tappa del Progetto Domus, dedicato alla conservazione e alla valorizzazione di alcune delle abitazioni più importanti dell’antica città.

Cosa vedere nelle due domus di Ercolano

Le due residenze raccontano aspetti differenti della società romana, dalle dimore più prestigiose alle abitazioni legate alla quotidianità cittadina. La Casa dell’Atrio a Mosaico, estesa per circa 1.200 metri quadrati, è una delle residenze più affascinanti di Ercolano. Situata lungo il Cardo IV, conserva preziose decorazioni pittoriche in quarto stile e pavimenti impreziositi da motivi geometrici e floreali.

Il suo elemento più caratteristico è l’atrio, dove il mosaico pavimentale presenta ancora le deformazioni provocate dalla violenza dell’eruzione vesuviana. Al centro si trova un impluvium rivestito in marmo, utilizzato per raccogliere l’acqua piovana. Particolarmente suggestivo è anche il peristilio, un giardino circondato su tre lati da colonne, con una fontana marmorea e ambienti decorati da affreschi mitologici. Tra questi compaiono episodi come il Supplizio di Dirce e il mito di Diana e Atteone.

Completamente diversa è la Casa a Graticcio, una costruzione di circa 180 metri quadrati che deve il nome alla particolare tecnica edilizia impiegata: un’intelaiatura lignea riempita con materiali da costruzione e successivamente intonacata. La dimora conserva un caratteristico balcone, parzialmente originale, sostenuto da tre colonne in laterizio. La presenza di una bottega al piano inferiore e di ambienti abitativi al livello superiore racconta come, nell’antica Ercolano, vita privata e attività commerciali potessero convivere nello stesso edificio.

Quando riaprono le domus di Ercolano

L’appuntamento che segna il ritorno delle due residenze è fissato per giovedì 5 novembre 2026, quando la riapertura sarà presentata ufficialmente nell’Antiquarium del Parco Archeologico. L’intervento rientra nel Progetto Domus, un programma di restauro conservativo che coinvolge sei importanti abitazioni del sito, sviluppato in collaborazione con il Packard Humanities Institute, attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali.

Il percorso ha già consentito di restituire al pubblico la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di Legno, riaperte nel marzo 2025, seguite dalla Casa del Mobilio Carbonizzato nel luglio 2026. Con un finanziamento complessivo di 5 milioni di euro, provenienti dai fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo “Vesuvio – Pompei – Napoli”, il progetto punta a rendere nuovamente fruibili spazi di eccezionale valore archeologico.

Per chi desidera visitare Ercolano, dunque, queste riaperture rappresentano un’occasione per scoprire da vicino non soltanto la storia della città distrutta dal Vesuvio, ma anche le abitudini, l’architettura e gli ambienti in cui si svolgeva la vita dei suoi abitanti.