Nella quinta stagione di Emily in Paris, la breve scena di un episodio trasforma una semplice notte a Roma in un’occasione curiosa e originale: dormire “dalle suore” diventa improvvisamente un’idea di viaggio intrigante per gli spettatori internazionali. La serie Netflix, creata da Darren Star, grazie alla combinazione di lifestyle, destinazioni iconiche e storytelling leggero, trasforma ogni location in un ruolo da protagonista.
Musica corale e boom: anche un convento può diventare una location alla moda se inserita nel contesto di Emily in Paris, dove persino le “uova sono benedette” (una battuta spiritosa fatta in questa scena sulle famose uova alla Benedict). È proprio in questo episodio, il terzo, che Luc commenta con entusiasmo la convenienza e la posizione centrale della struttura religiosa in cui alloggia.
Quella scena, breve e caricaturale come il resto della serie, ha innescato un vero e proprio interesse internazionale per un tipo di ospitalità italiana poco conosciuta: le Case per Ferie e le foresterie di ispirazione religiosa.
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Le case religiose conquistano i turisti stranieri
A raccontare il fenomeno è stato il Times, che ha dedicato un approfondimento al soggiorno romano ispirato dalla serie. L’articolo parte proprio da Emily in Paris per spiegare come una soluzione apparentemente “d’altri tempi” risponda in realtà a esigenze molto contemporanee: prezzi accessibili, posizione centrale, ambienti ordinati e un forte senso di sicurezza.
La struttura mostrata nella serie è fittizia e volutamente sopra le righe, ma rimanda a un’abitudine reale. In Italia esiste una rete capillare di Case per Ferie e foresterie di ispirazione religiosa. Quasi 3.000 immobili attivi, con una concentrazione significativa nel Lazio, e oltre sei milioni di ospiti ogni anno. Numeri che raccontano una componente strutturale dell’accoglienza italiana, non un’anomalia folkloristica.
Per molti viaggiatori anglosassoni, soprattutto coppie mature, viaggiatori solitari o attenti al budget, queste strutture rappresentano una risposta concreta all’overtourism e ai costi crescenti degli hotel tradizionali. Non si tratta solo di risparmiare, ma conta anche la percezione di un’esperienza autentica, lontana dalla standardizzazione delle grandi catene.
Il potere della serie tv sul turismo
Emily in Paris, come tante altre serie tv, ha dimostrato una capacità enorme di orientare desideri e flussi turistici. In questo caso, l’idea di dormire dalle suore intercetta una sensibilità nuova, che unisce sostenibilità economica, curiosità culturale e attenzione al valore sociale delle scelte di consumo.
Molte congregazioni, infatti, aprono parte dei propri spazi per sostenere i costi di gestione e finanziare attività caritative o assistenziali. Come sottolinea Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, scegliere queste strutture significa spesso pagare meno contribuendo indirettamente a progetti solidali. Un aspetto che, per una parte crescente di viaggiatori, diventa un valore aggiunto.
Naturalmente non mancano regolamenti interni, eventuale coprifuoco, modalità di accesso e servizi ben precisi. In generale, comunque, le Case per Ferie, oggi, sono realtà professionali, aperte a ospiti di ogni provenienza e credo, spesso situate in palazzi storici o in zone centrali difficili da eguagliare per rapporto qualità-prezzo.