Quante volte scopriamo solo dopo che qualcuno ce lo dice o che li vediamo sui media tutti quei luoghi che siamo abituati ad avere vicino e che, proprio per questo, rischiamo quasi di dare per scontati? Sembra che a volta serva lo sguardo di chi arriva dall’estero per ricordarci quanto possano essere straordinari. È quello che è successo ai castelli dell’Emilia-Romagna, finiti sotto i riflettori di Forbes in un articolo dedicato allo slow travel.
La giornalista di Forbes ha invitato i lettori internazionali ad allontanarsi per qualche giorno dalle grandi città italiane più affollate e a scoprire un paesaggio fatto di colline, piccoli borghi e antiche fortezze. Secondo la testata, è proprio viaggiando lentamente attraverso la campagna emiliana che si incontra uno dei patrimoni più affascinanti della regione: castelli medievali e rinascimentali che raccontano secoli di battaglie, dinastie, amori e intrighi.
Un elogio che conferma ancora una volta come alcuni dei tesori più suggestivi d’Italia si trovino lontano dalle rotte turistiche più battute.
Indice
I castelli dell’Emilia-Romagna che hanno conquistato Forbes
Il viaggio raccontato da Forbes parte dalla rete dei Castelli del Ducato, che riunisce 38 tra castelli, fortezze e dimore storiche aperte al pubblico, oltre a una cinquantina di altri luoghi culturali tra ville, musei, abbazie, palazzi e residenze. Alcune strutture permettono persino di trascorrere la notte all’interno delle antiche mura.
Tra i luoghi scelti dalla testata americana c’è il Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino, nei pressi di Salsomaggiore Terme. Ha circa mille anni di storia e fu costruito in posizione strategica per controllare i preziosi pozzi di sale della zona. Ancora oggi è abitato dai discendenti della famiglia Pallavicino e conserva arredi seicenteschi, soffitti a cassettoni, affreschi e perfino una piccola porta segreta che conduce a una scala a chiocciola.

Forbes si sofferma poi sulla Rocca Sanvitale di Fontanellato, circondata da un ampio fossato colmo d’acqua. Al suo interno si trova una delle opere più importanti del Manierismo italiano: la sala affrescata nel 1524 dal Parmigianino con il mito di Diana e Atteone. Curiosa anche la Camera Ottica ottocentesca, un sistema di specchi e prismi capace di proiettare su un tavolo ciò che accade nella piazza esterna.

Un viaggio lento nella Food Valley
Il fascino dell’itinerario, però, non è legato soltanto alle fortezze. Forbes descrive l’Emilia-Romagna come una destinazione da attraversare senza fretta, percorrendo strade secondarie tra campi, vigneti e piccoli centri abitati anziché spostandosi rapidamente da una grande città all’altra.
Emblematica è la presenza, sempre a Fontanellato, del Labirinto della Masone, realizzato dal designer ed editore Franco Maria Ricci. Aperto nel 2015, è composto da circa 300.000 piante di bambù ed è indicato anche da ENIT come il più grande labirinto di bambù al mondo. All’interno della tenuta si trovano inoltre un museo con centinaia di opere d’arte e spazi dedicati alla gastronomia.
Ed è proprio il cibo l’altro grande protagonista del viaggio. Forbes suggerisce di fermarsi nelle trattorie e nelle osterie, visitare un caseificio dove nasce il Parmigiano Reggiano o scoprire la produzione del Prosciutto di Parma. Non a caso questa parte d’Italia è conosciuta come la Food Valley, dove castelli, paesaggi e prodotti gastronomici finiscono per diventare parte della stessa esperienza.