Terme libere all’aperto: dove fare il bagno in autunno in Italia

Da Bormio alla Calabria, sette angoli termali a ingresso gratuito dove immergersi tra vapore, boschi e acqua calda in autunno e inverno

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Lorenzo Calamai

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Dopo quattro continenti, diciassette paesi, quindici capitali ha scoperto che il più delle volte quello che cerchi non è poi così lontano da casa.

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C’è chi il bagno, proprio, non riesce a smettere di farlo. E quando l’estate finisce e le spiagge si svuotano, la scelta resta quella di puntare su uno dei tesori nascosti del territorio italiano, sempre ricco di sorprese e bellezze: le terme libere all’aperto, ovvero sorgenti d’acqua calda che sgorgano dal profondo della terra e che, oltre a essere un piacere, sono anche un toccasana che la natura ci regala.

Autunno e inverno sono le stagioni migliori per scoprirle: a pochi verrebbe in mente di immergersi in una polla dalla temperatura superiore ai 35 gradi durante i giorni dove infierisce la canicola estiva; a nessuno dispiace, invece, l’idea di infilarsi in una vasca bollente mentre fuori le guance pizzicano per la frizzante temperatura atmosferica. Il loro essere libere e pertanto gratuite è un ulteriore elemento apprezzabile: una risorsa naturale democratica, aperta a tutti e tutte, per godere delle meraviglie del territorio anche durante i mesi autunnali.

Pozza di Leonardo, Bormio

Si comincia dalle Alpi, a oltre mille metri di quota, per vivere il brivido di starsene a mollo mentre fuori il freddo arrossa le guance.

Poco fuori Bormio, nel bosco nei pressi dei Bagni Vecchi, una breve camminata di circa mezzo chilometro conduce a una piccola insenatura lungo il corso del torrente Braulio, dove arriva l’acqua termale: è la Pozza di Leonardo.

Si parla proprio di quel Leonardo lì: si dice infatti che Leonardo da Vinci abbia vergato di proprio pugno, nel suo Codice Atlantico, alcuni riferimenti a questo piccolo e incantevole luogo naturale, anche se a dire il vero il legame dimostrabile con questa pozza è più tradizionale che documentato.

L’acqua è a circa 36 gradi e le pozze, a ben guardare, sono due: una più ampia e una più piccola immediatamente sotto. È l’ideale per ristorare corpo e anima dopo una giornata in montagna, magari quando fuori c’è già qualche spruzzata di neve.

Cascate del Mulino, Saturnia

Uno dei grandi classici della Toscana, che è una delle regioni d’Italia più ricche di terme libere all’aperto: si tratta delle fotografatissime Cascate del Mulino a Saturnia, un piccolo paesello nel comune di Manciano, in Maremma.

Il torrente termale detto Gorello scorre qui sinuoso, lungo una serie di vasche a gradoni, formando una gran quantità di polle opache di acqua termale. Le chiamano, appunto, le Cascate del Mulino, per via dell’antico mulino che vi sorge immediatamente nei pressi.

L’acqua sulfurea sgorga a una temperatura costante di 37,5°C, piacevole in ogni stagione, e l’accesso è aperto a tutte e a tutti.

La leggenda vuole che le sorgenti siano nate da un fulmine scagliato da Giove, furibondo con il padre Saturno. Sono probabilmente le terme libere più famose d’Italia, e quindi molto affollate in estate, ma spesso anche nei weekend autunnali.

Terme di Bagni San Filippo

Bagni San Filippo è una piccola, amena frazione del comune di Castiglione d’Orcia, immersa nella splendida e panoramica Val d’Orcia. Il paese si trova al limitare di fitti boschi, alle pendici del Monte Amiata, il rilievo più importante del sud della Toscana.

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Le vasche termali a Bagni San Filippo

Qui un sentiero che prende le mosse subito fuori dal paese si inoltra tra le fronde del bosco, scende lungo le rive di un torrente dalle acque color smeraldo, che risponde al nome di Fosso Bianco, fino a incontrare la Balena Bianca: una grande concrezione calcarea, dalle forme imponenti e per questo paragonata a un cetaceo, formata dal continuo depositarsi dei sedimenti minerali delle acque termali attorno a una cascata del corso d’acqua.

È in questa zona che scorrono le acque più calde, che arrivano fino a circa 48°C e si mescolano con quelle del torrente nelle pozze più in basso, dove ciascuno può trovare la temperatura preferita. Piccole cascate si alternano alle polle che si susseguono, in un ambiente piuttosto selvaggio, un’isola bianca tra i larici che la circondano.

Bagni di Petriolo

Ancora Toscana: al confine tra le province di Siena e Grosseto, nella Valle dell’Ombrone, il torrente Farma accoglie le acque di una sorgente termale nei pressi della località Petriolo. Alle terme si arriva facilmente, con un breve sentiero a ridosso della strada asfaltata, ma poi dalle polle si è isolati in un mondo di tepore e vapore.

Terme libere toscana inverno
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Le terme libere di Petriolo

L’acqua termale, ricca di idrogeno solforato, sgorga a 43°C e scende verso il fiume formando vasche di calcare, separate dalla corrente fredda da un muretto di ciottoli.

Il gioco è semplice: si passa dalle pozze più calde a quelle più tiepide fino alle fredde acque del Farma, in un percorso che ricorda il calidarium, il tepidarium e il frigidarium delle terme romane.

Piscine Carletti, Viterbo

A circa due chilometri e mezzo dal centro di Viterbo, nella zona termale alle porte della città, le Piscine Carletti fanno parte del vasto bacino idrotermale della Tuscia, lo stesso che alimenta altre sorgenti celebri come il Bullicame, citato da Dante Alighieri nell’Inferno della sua Commedia, e il Bagnaccio.

Le vasche sono ricche di sali minerali e oligoelementi, ed è un piacere passare dall’una all’altra, godendosi i diversi gradi di calore. La notevole temperatura massima raggiunta da una delle sorgenti è di 58°C.

Piscine Carletti
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Una delle vasche delle Piscine Carletti

Le Piscine Carletti si trovano in un’area pianeggiante, dove lo sguardo può spaziare verso l’orizzonte. Il tramonto autunnale, verso la metà del pomeriggio di una giornata serena, è un momento ideale per godersi un bello spettacolo immersi al calduccio delle salutari acque termali.

Polle di Caronte, Lamezia Terme

Contrada Caronte, una località del territorio di Lamezia Terme, alle pendici del massiccio del Reventino, nel cuore della Calabria: qui alcune polle di acqua sulfurea si offrono all’utilizzo pubblico da oltre duemila anni.

L’acqua sgorga a 39°C da sorgenti già note a Bruzi, Greci e Romani, le popolazioni che si sono succedute nell’antichità in questo territorio. Lo stabilimento termale principale presente in loco è a pagamento, ma a circa 300 metri si trova una piccola pozza all’aperto, circondata dal verde. Sfrutta le stesse acque ed è accessibile gratuitamente: sono le terme libere di Caronte. Accanto scorre un ruscello con una piccola cascata fredda, perfetta per alternare caldo e freddo.

Fumarole di Sant’Angelo, Ischia

Ultima selezione di questo breve elenco dedicata a un luogo particolare e unico, leggermente diverso dagli altri. Anche se non si parla propriamente di terme all’aperto, merita di essere aggregato alla lista per la sua eccezionalità.

Sull’isola vulcanica di Ischia, tra il borgo di Sant’Angelo e la spiaggia dei Maronti, si apre infatti la Spiaggia delle Fumarole. Non ci sono vere e proprie vasche, bensì un tratto di arenile da cui escono vapori e gas che scaldano la sabbia e rendono più calda l’acqua del mare. Un vero e proprio tesoro di cui godere d’autunno, quando il bagno in mare diventa solitamente meno invitante. Già gli antichi romani, inoltre, pare si ricoprissero di sabbia calda a scopo terapeutico.

La spiaggia si raggiunge in una decina di minuti a piedi dal borgo, lungo la stradina pedonale che porta ai Maronti.