Occupano appena 261 chilometri quadrati nelle Piccole Antille e sono separate da un sottile braccio di mare denominato The Narrows. Si parla inglese, si paga in dollari dei Caraibi orientali e si guida a sinistra, mentre la popolazione sfiora quella di una cittadina italiana di provincia. Eppure qui si è giocata una partita coloniale decisiva tra Francia e Gran Bretagna. Parliamo delle straordinarie Saint Kitts e Nevis, un micro-cosmo caraibico che rifiuta l’omologazione del turismo di massa.
Saint Kitts venne battezzata da Colombo con il nome di San Cristóbal nel 1493 e fu la prima colonia inglese stabile nei Caraibi nel Seicento. Per questo venne poi soprannominata “Mother Colony of the West Indies”. Nevis, la sorella minore con il suo profilo conico, prese il nome da Nuestra Señora de las Nieves, perché la cima del suo vulcano appariva velata di nubi bianche.
Oggi, in queste isole lambite sia dal Mar dei Caraibi che dall’Oceano Atlantico, il ritmo è lento, le costruzioni restano basse per legge e il verde riconquista i campi abbandonati. Le scimmie verdi introdotte dai coloni francesi saltano tra gli alberi con disinvoltura, mentre le grandi catene alberghiere convivono con locande ricavate in ex zuccherifici.
Indice
Cosa vedere e fare tra fortezze, vulcani e memorie coloniali
Prima di parlare di sabbia e mare (spoiler: le coste sono un sogno che si avvera), serve entrare nel carattere delle isole. Saint Kitts ha un’anima più movimentata e un passato militare evidente. Nevis, dal canto suo, conserva un’eleganza rurale impreziosita di edifici bassi in legno, piantagioni riconvertite e sentieri che salgono verso la vetta. Le distanze sono ridotte, il che permette di attraversare paesaggi molto diversi in poche ore.

Basseterre
Il viaggio non può che iniziare da Basseterre, la capitale di Saint Kitts. Si affaccia su una baia ampia, protetta dalle colline interne, e il suo cuore urbano ruota attorno a Independence Square, spazio verde che nel Settecento ospitava aste di schiavi. Oggi famiglie e studenti si ritrovano sulle panchine, inconsapevoli o forse consapevoli di quella stratificazione dolorosa.
A pochi passi si erge il Berkeley Memorial Clock, torre in ghisa costruita a Glasgow e dedicata a Thomas Berkeley Hardtman. La piazza chiamata The Circus riprende il modello londinese di Piccadilly Circus, adattato a scala tropicale. E poi ci sono le case dette “skirt and blouse”, le quali mostrano un piano inferiore in pietra e uno superiore in legno dipinto (soluzione pratica contro umidità e scosse sismiche).
Brimstone Hill Fortress National Park
A ovest di Saint Kitts si innalza una collina vulcanica doppia sulla cui sommità svetta nei cieli una delle fortificazioni meglio conservate delle Americhe. Soprannominata la “Gibilterra delle Indie Occidentali“, vanta mura edificate con blocchi di basalto nero, estratti faticosamente dagli schiavi africani per conto dei genieri britannici.
Dall’alto dei bastioni, la vista spazia verso le isole di Sint Eustatius e Saba, rivelando la posizione strategica cruciale che permise il controllo delle rotte commerciali.
Mount Liamuiga
Il punto più alto di Saint Kitts raggiunge 1.156 metri e il suo nome originale è Mount Liamuiga. A disposizione dei visitatori c’è un sentiero che attraversa villaggi agricoli, poi una fascia di foresta pluviale umida. Più in alto compare una vegetazione da cloud forest, con orchidee selvatiche aggrappate ai rami. Il cratere è ampio e ricoperto di vegetazione fitta, tanto da essere chiamato ironicamente “insalatiera del gigante”.
St. Kitts Scenic Railway
Nata originariamente per trasportare la canna da zucchero dalle piantagioni alla raffineria centrale di Basseterre, questa ferrovia rappresenta l’unica ferrovia turistica attiva nei Caraibi orientali. I vagoni a due piani permettono di osservare il paesaggio da una prospettiva privilegiata, mentre il percorso si allunga su ponti vertiginosi che scavalcano i ghauts, profondi burroni naturali.
Charlestown e il Nevis Heritage Trail
Charlestown, affacciata su Gallows Bay, conserva edifici in legno del XVIII e XIX secolo scampati a terremoti e incendi che altrove hanno cancellato interi quartieri. Ci troviamo sull’isola di Nevis, talmente tanto piccolina che si percorre lungo un’unica strada principale che forma un anello (il Nevis Heritage Trail), lungo cui sono posti 25 siti storici tra chiese anglicane in rovina, fortini costieri come Fort Charles e piantagioni di Gingerland.
Nevis Botanical Gardens
Sorti sul terreno dell’antica Montpelier Sugar Plantation e inaugurati nel 1998, questi giardini celebrano la fertilità del suolo vulcanico. Una serra bianca riprende le linee della Palm House di Kew Gardens a Londra, insieme a palme rare e collezioni di orchidee tra le più ricche dei Caraibi (non mancano colibrì e farfalle colorate ad animare i vialetti).
Le spiagge più belle di Saint Kitts e Nevis
Le coste di queste affascinanti isole sfidano la monotonia cromatica tipica delle altre mete balneari grazie alla loro origine geologica mista. Tra le spiagge più belle segnaliamo:
- Frigate Bay: lingua di terra tra Atlantico e Mar dei Caraibi. Sul lato caraibico l’acqua è più tranquilla e la sera i locali si riempiono di musica. Il tratto atlantico presenta onde più energiche e una lunga distesa dorata.
- South Friars Bay: baia raccolta con fondali adatti allo snorkeling. Ristoranti informali servono aragosta e rum punch davanti a un tramonto netto.
- Cockleshell Beach: sabbia chiara e vista sul profilo conico di Nevis. Qui l’atmosfera è tranquilla durante la settimana.
- Pinney’s Beach: lunghissimo litorale dorato a breve distanza da Charlestown, con resort discreti che si alternano a chioschi semplici. Il mare digrada dolcemente in tonalità turchesi.
Come arrivare e quando andare
Nella maggior parte dei casi, per arrivare da queste parti è necessario uno scalo intermedio. L’aeroporto internazionale Robert L. Bradshaw riceve voli diretti principalmente da Miami, Charlotte, Londra o New York, ma molti scelgono di arrivare tramite traghetti veloci partendo dalla vicina Sint Maarten.
Il collegamento tra le due isole avviene tramite i “water taxi” che partono da Basseterre o da altre spiagge, con un tragitto che va dai 45 agli appena 10 minuti, grazie al quale godere del vento marino mentre si osservano i pesci volanti che saltano tra le onde.
Il periodo ideale per pianificare il soggiorno coincide con i mesi invernali boreali, precisamente tra dicembre e aprile. In questo arco temporale le precipitazioni restano scarse e le temperature si stabilizzano attorno ai 27 gradi centigradi.