Alla scoperta di Nardò, il gioiello barocco del Salento

Cosa vedere a Nardò, gioiello barocco del Salento: piazze monumentali, chiese storiche e splendide spiagge affacciate sul Mar Ionio

Foto di Flavia Cantini

Flavia Cantini

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Content Writer specializzata nel Travel. Per lei il successo è fare da grandi ciò che si sognava da bambini e se, scrivendo, riesce ad emozionare, ha raggiunto il suo obiettivo.

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Nel cuore del Salento, sorge una delle cittadine più affascinanti della Puglia: benvenuti a Nardò, laddove il paesaggio rurale incontra un litorale lungo quasi 22 chilometri lambito dalle limpide acque del Mar Ionio, e punteggiato da scogliere e piccole calette.

Custode di una storia antica e stratificata, conserva un patrimonio culturale di grande valore: il centro storico è un vero scrigno di bellezza, dove tra vicoli e piazzette scenografiche si stagliano chiese, palazzi nobiliari e raffinate architetture barocche che raccontano secoli di arte e tradizioni.

Cosa vedere a Nardò

Il viaggio alla scoperta di Nardò non può non partire dalla monumentale Piazza Salandra, che cattura subito lo sguardo per l’armonia delle architetture e la ricchezza dei dettagli decorativi: ecco il Sedile, antico edificio civico che un tempo ospitava le assemblee cittadine, il Palazzo della Pretura, con il suggestivo porticato e la Torretta dell’Orologio, e la Guglia dell’Immacolata, monumento barocco alto circa 19 metri.

La scenografica Piazza Salandra a Nardò, Puglia
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Tutto il fascino della scenografica Piazza Salandra

Proseguendo la passeggiata, incontriamo edifici religiosi di grande valore artistico, a partire dalla Chiesa del Carmine, riconoscibile per il sontuoso portale rinascimentale che introduce a un ambiente raccolto e suggestivo. Altrettanto splendida è la Chiesa di San Domenico, la cui facciata in pietra color miele appare decorata e integrata alla perfezione nell’estetica barocca della città: all’interno custodisce una preziosa opera dell’artista Donato d’Orlando, la Vergine del Rosario con i Misteri, che testimonia la vitalità artistica del territorio tra Seicento e Settecento.

Tra i luoghi simbolo, ovviamente, non può mancare la Cattedrale di Maria Santissima Assunta del XI secolo, quando venne fondata come abbazia. Nel corso dei secoli ha subito numerosi interventi e trasformazioni, che ne hanno modificato l’aspetto pur mantenendo intatto il fascino originario. L’interno presenta un impianto basilicale a tre navate, separate da due ordini di archi (alcuni a tutto sesto, altri a sesto acuto), un ciclo di affreschi datati tra il Trecento e il Quattrocento, e un antico Crocifisso ligneo del XIII secolo.

Non lontano dal centro, merita una sosta il Castello di Nardò, attribuito all’architetto Giulio Antonio Acquaviva e risalente alla seconda metà del XV secolo, quando il territorio passò dalla dominazione angioina a quella aragonese. La struttura, a pianta quadrangolare, è caratterizzata da quattro torri cilindriche poste agli angoli e da una facciata decorata con un raffinato motivo a bugnato che ne esalta la solidità e l’eleganza. Oggi ospita alcuni uffici amministrativi, ma soprattutto il Museo della Civiltà Contadina e delle Tradizioni Popolari.

Altro monumento singolare è poi l’Osanna, nell’omonimo piazzale, una struttura pubblica del 1603, che si distingue per la forma ottagonale piuttosto rara: i pilastri sostengono una colonna centrale sormontata da una cupola, per una composizione architettonica armoniosa e originale.

L’incanto delle spiagge

Veduta della spiaggia di Porto Selvaggio, Nardò, Puglia
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La favolosa spiaggia di Porto Selvaggio

Dopo aver ammirato il centro storico e i suoi monumenti, basta allontanarsi di pochi chilometri per raggiungere uno dei tratti di costa più suggestivi dello Ionio salentino.

Una delle località più caratteristiche è Santa Maria al Bagno, dove si incontrano palazzi nobiliari e villette affacciate su un lungomare panoramico, mentre una lunga scogliera abbraccia una minuscola spiaggia di sabbia dorata accarezzata da onde cristalline.

Poco distante troviamo Santa Caterina, dalla costa più frastagliata e selvaggia, le Quattro Colonne, ciò che resta di una struttura difensiva costruita per proteggere una sorgente di acqua dolce dalle incursioni dei predoni del mare, e Porto Selvaggio, parco naturale di oltre 500 ettari di pineta dove i sentieri conducono a calette rocciose bagnate da acque trasparenti e freschissime. Lungo il percorso è possibile visitare la Grotta del Cavallo, una cavità di grande interesse archeologico, e scorgere antiche torri costiere come Torre dell’Alto e Torre Uluzzo.

Tra le località balneari più tranquille spicca infine Sant’Isidoro, piccola marina caratterizzata da un mare particolarmente calmo grazie all’isolotto che attenua il moto ondoso.

Tutto il litorale offre sia spiagge libere sia stabilimenti balneari attrezzati.

Dove si trova e come arrivare

Se arrivate in aereo potete fare riferimento all’aeroporto di Brindisi, il più vicino a circa 54 chilometri. Dallo scalo è possibile raggiungere Lecce tramite collegamenti diretti e proseguire poi verso Nardò con autobus locali o con un trasferimento privato. Il viaggio complessivo dura meno di un’ora.

Se preferite muovervi in auto, il percorso più semplice è quello dell’autostrada A14 Bologna–Taranto. Uscendo a Bari si continua in direzione sud lungo la SS613 Brindisi–Lecce. Una volta arrivati nei pressi di Lecce basta seguire le indicazioni per Gallipoli e prendere lo svincolo per Nardò all’altezza della zona industriale.

In treno, la stazione di riferimento è quella di Lecce da cui proseguire utilizzando le Ferrovie del Sud Est oppure servendosi di autobus o taxi che portano direttamente nel centro storico di Nardò.