A un certo punto, la Valle d’Aosta fa qualcosa di inaspettato: cambia volto. Dalla roccia emerge una fortezza imponente, quasi incombente sulla strada e sul fiume sottostanti. Se state percorrendo l’autostrada A5 e alzate gli occhi nel momento giusto, difficilmente riuscirete a ignorarlo perché il Forte di Bard si impone sul paesaggio. E se la prima reazione è di pura meraviglia visiva, la seconda – quella che arriva quando si scopre cosa c’è dentro – è qualcosa che assomiglia molto alla sorpresa.
Indice
Una storia lunga duemila anni
Molti luoghi si definiscono ricchi di storia. Il Forte di Bard lo è davvero, e in modo tutt’altro che scontato. La sua posizione – in un punto in cui la Valle d’Aosta si stringe fino quasi a chiudersi – era già nota ai Romani, che capirono subito il valore strategico di quel passaggio obbligato. Nei secoli successivi la fortezza ha visto transitare eserciti, mercanti e personaggi illustri. L’episodio più famoso? Nel maggio del 1800 Napoleone tentò di espugnarla: ci riuscì, ma non fu affatto una passeggiata. La resistenza dei difensori del Forte è ancora oggi considerata uno degli episodi più valorosi delle guerre napoleoniche in Italia.
Dopo un lungo periodo di abbandono – usato prima come prigione, poi come deposito di munizioni – il Forte è stato oggetto di un imponente progetto di recupero che lo ha trasformato in uno dei poli culturali più interessanti d’Italia. Dall’apertura ad oggi ha superato i tre milioni di visitatori, con una media di oltre 250000 l’anno nell’ultimo quinquennio.

Quattro musei da scoprire salendo
Una delle cose più belle del Forte è che visitarlo significa anche muoversi attraverso di esso: ascensori panoramici, passerelle, scale che portano da un livello all’altro. Non è solo una questione logistica ma è parte dell’esperienza. E il percorso museale segue questa logica ascendente, sia fisicamente che narrativamente.
Si parte dalle Prigioni del Forte, il livello più basso e forse il più evocativo: le antiche celle ospitano un itinerario storico che attraverso filmati, documenti e ricostruzioni in 3D racconta la vita del sito militare dall’anno Mille fino ad oggi. È uno di quei percorsi che riesce a rendere la storia tangibile, quasi fisica.
Si arriva poi al Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere, oltre duemila metri quadrati dedicati all’evoluzione delle tecniche difensive e del concetto di frontiera. In cima, il Museo delle Alpi è il pezzo forte: un’esperienza sensoriale e multimediale che racconta le Alpi come spazio vissuto, con installazioni scenografiche che lasciano il segno.

C’è poi un quarto museo, Le Alpi dei Ragazzi, pensato per le scuole ma godibilissimo anche per chi viene senza bambini al seguito: un percorso dedicato agli effetti della crisi climatica sulle Alpi, raccontato con un linguaggio diretto e accessibile. Uno di quei musei che ti fa uscire con qualcosa in più di una semplice visita.
Mostre da grande città in una fortezza medievale
Qui arriva la parte che sorprende davvero chi non conosce il Forte. Nel corso degli anni, nelle sue sale – le Cannoniere, le Cantine, la Cappella, l’Opera Mortai – sono passate mostre che farebbero bella figura in qualsiasi museo di Milano, Torino o Roma. Henri Matisse, Marc Chagall, Alberto Giacometti, Pablo Picasso, Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Robert Doisneau: sono solo alcuni dei nomi che hanno occupato questi spazi. Il calendario espositivo si rinnova ogni anno, tra arte e fotografia, mostre personali e collettive, autori classici e contemporanei.
Quello che colpisce è il contesto in cui vengono ospitate, perché camminare tra le opere all’interno di sale che conservano ancora i nomi di un tempo – le Cannoniere, le Cantine – aggiunge una dimensione che le gallerie tradizionali, per quanto prestigiose, non possono offrire. Vale la pena controllare cosa c’è in programma prima di partire: potrebbe essere il motivo in più che vi convince a mettere il Forte in cima alla lista.

Il fascino del Forte di Bard non si esaurisce nella sua maestosa architettura, ma si respira anche tra le sue mura storiche, oggi trasformate in gallerie d’arte permanente che dialogano con il visitatore. Uno degli spazi più suggestivi è l’antica Polveriera: un tempo deposito di munizioni e oggi accogliente sala di ristoro, questo luogo custodisce Le madri italiane, un’opera monumentale realizzata nel 2016 da Marco Del Re.
L’intervento dell’artista romano si esprime attraverso una serie di imponenti bassorilievi in gesso dipinto e inciso, creati appositamente per questa sala. Tra le quattro figure femminili ritratte in eleganti posture classiche, emerge la “madre dell’architettura” che, in un suggestivo gioco di specchi, tiene tra le mani un modello che richiama proprio le forme del Forte di Bard.
Proseguendo nel percorso, l’arte contemporanea firma anche gli spazi dedicati alla cultura, come il Bookshop della fortezza. Qui, il soffitto si trasforma in una tela grazie all’opera Disegni per il Bookshop firmata dall’artista britannico David Tremlett nel 2010. Utilizzando pigmenti naturali, Tremlett ha ridefinito i volumi della libreria, giocando con linee che dilatano e allungare le superfici per sfidare la percezione prospettica del visitatore.
Nelle forme centrali della sala e nelle nicchie laterali, l’occhio attento può scorgere i simboli della punteggiatura: un omaggio grafico e concettuale all’essenza stessa dei libri, che rende l’esperienza d’acquisto un vero e proprio momento di contemplazione estetica
Non solo mostre, il Forte è un posto vivo
Chi si aspetta un monumento silenzioso resterà piacevolmente deluso. D’estate, il Forte ospita concerti con nomi di primo piano della musica italiana; durante tutto l’anno si susseguono convegni, incontri culturali ed eventi di vario tipo. Non è raro trovarsi a visitare una mostra nel pomeriggio e ritrovarsi la sera in Piazza d’Armi ad ascoltare musica sotto le stelle, con le mura della fortezza come sfondo. Poche location in Italia possono offrire qualcosa di simile.
Il Forte di Bard si conferma oggi non solo come un’imponente sentinella della storia, ma come un centro d’avanguardia impegnato attivamente nella tutela del patrimonio alpino e nella sostenibilità ambientale. Attraverso una gestione oculata delle risorse, la fortezza ha intrapreso un ambizioso percorso di efficientamento energetico volto ad abbattere i costi e l’impatto della struttura, dimostrando come la conservazione storica possa dialogare con l’innovazione tecnologica.
L’impegno del Forte si estende anche alla promozione di un turismo consapevole. Grazie al potenziamento del ciclo-turismo in e-bike, i visitatori sono invitati a scoprire le Alpi attraverso forme di mobilità dolce, riducendo le emissioni e favorendo una connessione più intima con il paesaggio. Questa attenzione al territorio trova il suo naturale completamento nella riflessione scientifica: ne è un esempio MeteoLab, l’autorevole incontro dedicato alla Meteorologia e alla Climatologia delle Alpi organizzato in collaborazione con la Società Meteorologica Italiana sotto la direzione scientifica di Luca Mercalli.
Con l’iniziativa Save the glacier, sviluppata in sinergia con le istituzioni valdostane, la struttura si fa portavoce della conservazione dei ghiacciai, un impegno che trova la sua massima espressione narrativa nel progetto L’Adieu des Glaciers. Questa ricerca fotografica e scientifica, frutto di un lavoro quadriennale prodotto dal Forte di Bard, si snoda attraverso un viaggio iconografico tra i massicci del Monte Rosa, del Cervino, del Gran Paradiso e del Monte Bianco, offrendo un documento prezioso per comprendere ed emozionarsi di fronte alle trasformazioni storiche dei nostri ghiacciai più importanti.
Prima di partire, quello che c’è da sapere
Il Forte si raggiunge facilmente in auto dall’autostrada A5 Torino-Milano, uscita Pont-Saint-Martin. È una tappa comoda per chi viene dal Piemonte o dalla Lombardia, e si inserisce bene in un itinerario più ampio nella Valle d’Aosta. Se avete qualche giorno a disposizione, il territorio circostante – borghi medievali, castelli, paesaggi alpini – merita di essere visitato con calma.
Sul fronte dei biglietti, una notizia che fa sempre piacere: l’ingresso è gratuito per tutti i ragazzi fino ai 18 anni e per le persone disabili con accompagnatore. Tariffe ridotte per famiglie, studenti universitari, over 65, gruppi e scuole. Una politica che rende il Forte accessibile davvero a tutti, e che vale la pena segnalare a chi viaggia in famiglia o con un budget prefissato. Per orientarsi durante la visita c’è la guida multimediale MuseOn, disponibile su smartphone: contenuti audio, video e approfondimenti per ogni spazio del complesso. Comoda, ben fatta, da scaricare prima di entrare.