Ridisegnata completamente a cavallo tra Ottocento e Novecento dagli architetti Modernisti (la versione catalana del nostro Liberty), Barcellona è oggi una delle città più amate e visitare al mondo. A partire da Antoni Gaudí, che ne è l’esempio più celebre e di cui nel 2026 si celebra il centenario della morte, anche Lluís Domènech i Montaner, Josep Puig i Cadafalch, Enric Sagnier, il suo collaboratore Josep Maria Jujol, il suo allievo Joan Rubió i Bellver e Pere Falqués, hanno contribuito, ognuno a modo suo e con uno stile personale, a progettare la città catalana – e non solo – nei minimi dettagli.
C’è chi ha rifatto le facciate di edifici già esistenti per conto delle famiglie benestanti dell’epoca, chi ha creato parchi cittadini, chi ha contribuito a progettare i lampioni che oggi illuminano le strade e chi ha ideato chiese decisamente originali (ebbene sì, non ce n’è una sola…).
Gli architetti Modernisti hanno ideato forme e figure morbide e originali ispirate alla natura e alla cultura catalana gotica e islamica, usando materiali semplici come il mattone, il ferro battuto, la ceramica. Ed è proprio la ceramica a consentire ai Modernisti soluzioni insperate e sperimentazioni di forme e colori mai pensate prima, trovando fortuna nelle commissioni delle famiglie più facoltose della città. E le opere di Gaudí, in particolare, sono state dichiarate sito seriale dell’Unesco nel 1984. Inizialmente erano solo Parc Güell, Palau Güell e Casa Milà, ma nel 2005 è stato ampliato per includere altre quattro opere, portando il totale a sette monumenti che testimoniano il suo stile unico, tra cui la Sagrada Família (la facciata della Natività e la cripta), Casa Batlló, Casa Vicens e la cripta della Colonia Güell, fuori Barcellona.

Indice
La Barcellona Modernista
Il tour della Barcellona Modernista è il modo migliore per scoprire questi luoghi bellissimi, anche da fotografare, e non tutti così famosi.
I “classici”
Se, infatti, alcuni edifici, quelli di Gaudí, sono tra le attrazioni più visitate della città, altri, opere dei colleghi Modernisti, spesso passano in secondo piano, quando invece meritano assolutamente di essere visti. Casa Batlló, La Pedrera, Park Güell e Palau Güell (sulla Rambla), Casa Vicens e, soprattutto, la Sagrada Família sono tra le mete top di Barcellona, tutte attribuite a un unico architetto.

Gli insoliti
Non tutti, però, conoscono altri edifici in stile modernista che lasciano di stucco. la maggior parte si trova nel quartiere dell’Eixample intorno al cosiddetto Quadrat d’Or, “quadrato d’oro”. Primo fra tutti, Casa Amatller, nel portone di fianco a Casa Batlló, opera di Josep Puig i Cadafalch. Si tratta di una palazzina progettata per la famiglia Amatller, importante nel settore del cioccolato, che si fece costruire un’abitazione come fosse una cattedrale. Così come Casa Lleó Morera, anch’essa a due passi dalle altre due, nel centralissimo Passeig de Gràcia (dove i lampioni-seduta sono opera di Pere Falqués), progettata dall’architetto Lluís Domènech i Montaner per la famiglia Morera, in quella che già allora era stata soprannominata la Manzana de la Discordia, l’isolato della discordia, perché si faceva a gara a chi aveva la casa più bella e originale.

Sembra un castello Casa de les Punxes (Casa delle punte) di Puig i Cadafalch lungo la Avinguda Diagonal, costruita nel 1905 su incarico delle sorelle Terrades che volevano fare di tre edifici uno, riconoscibile per le sei torri, sormontate da guglie di forma conica.

E, non lontana, nel quartiere Eixample, c’è anche Casa Garriga Nogués, dell’architetto Enric Sagnier, realizzata su incarico del finanziere Rupert Garriga-Nogués i Miranda. Oggi ospita una grande sala d’esposizioni dedicata alla pittura e alla fotografia.
Nel centro storico (la Ciutat Veilla) merita una visita il Palau de la Música Catalana, opera Modernista di Lluís Domènech, una sorta di giardino della musica aperto ai visitatori tutto l’anno, con colonne decorate, una super vetrata colorata al posto del tetto e splendidi dettagli Modernisti.

Non lontano, c’è poi Casa Martí, firmata Cadafalch, costruita nel 1896 su incarico dell’industriale tessile Francesc Vilumara, famosa per le sculture esterne ma anche perché, al pian terreno, è ubicato Els Quatre Gats (“I quattro gatti”), il più famoso luogo d’incontro degli esponenti del Modernismo catalano. Proprio qui, espose le sue opere un giovane Pablo Picasso. Oggi è un ristorante dove si possono ammirare le decorazioni e le foto dell’epoca. Altro locale Modernista dove mangiare è il Cafè de L’Òpera sulla Rambla, mentre per prendere qualcosa da bere la sera, il posto da visitare è il mitico bar Marsella, un locale Modernista che è riuscito a conservarsi così come era un tempo quando Dalí, Picasso, Gaudí e Hemingway lo frequentavano.

Assolutamente da non perdere è anche il grande complesso che ospita il Recinte Modernista de Sant Pau realizzato da Domènech. Si tratta di un intero quartiere ospedaliero nella zona di Guinardò, con padiglioni, sale operatorie e dormitori che sono delle vere e proprie opere d’arte.

Infine, domina la città dalla collina del Tibidabo il Templo Expiatorio del Sagrado Corazón, una chiesa progettata da Enric Sagnier, che combina stile neobizantino, neoromanico e neogotico. Per costruirla ci vollero sessant’anni, tanto che fu ultimata dal figlio Josep Maria. Una sorta di Sagrada, di cui pochi, però, conoscono l’esistenza.

La Ruta del Modernismo a Barcellona
Il consiglio è di visitare i luoghi del Modernismo con una guida, ma è possibile naturalmente farlo anche in autonomia seguendo la Ruta del Modernismo che fa il giro della città e che tocca i punti più rappresentativo di questo iconico movimento architettonico. Basta seguire le mattonelle rosse rotonde e con un simbolo quasi floreale detto “el panot de flor”. Ce ne sono 120 sparse per tutta Barcellona e indicano i punti di principale interesse nell’itinerario che porta alla scoperta della Barcellona di Gaudí, Domènech i Montaner e Puig i Cadafalch, gli architetti che, insieme ad altri, hanno reso la città capitale mondiale del Modernismo e ne hanno scolpito la fisionomia e la personalità.

Questo percorso permette di conoscere splendide residenze, case sorprendenti, il tempio che è diventato il simbolo della città e l’enorme ospedale, ma include anche edifici più umili della vita di tutti i giorni come farmacie, negozi oppure oggetti come lampioni e panche. L’ufficio del Turisme de Barcelona mette a disposizione una card per visitare gli edifici Modernisti a 40 euro. La Barcelona Card Modernista è molto conveniente per risparmiare sui biglietti d’ingresso. Non include la Sagrada, ma comprende la Colonia Güell, per chi desidera fare anche una gita fuori città.
