Sulla costa meridionale della Toscana si staglia un monte singolare, un tempo isola e oggi legato alla terraferma da due sottili strisce di sabbia chiamate tomboli. Il suo nome è Argentario e lungo la sua sponda orientale sorge Porto Ercole, una gemma marinara riparata dalle correnti che conserva un’anima ruvida, fiera e profondamente legata alla propria storia militare.
Ci troviamo in provincia di Grosseto, su una baia naturale rivolta verso la laguna di Orbetello e la lunga striscia sabbiosa della Feniglia, e si viene accolti da pescherecci dai colori vivaci che condividono gli ormeggi con yacht provenienti da varie parti del Mediterraneo. L’antico nome romano, Portus Herculis, richiama un passato legato ai traffici marittimi. Nei secoli successivi la posizione strategica rese questo approdo uno dei punti più contesi della costa tirrenica.
Pirati, flotte militari e potenze europee lasciarono tracce ancora perfettamente leggibili tra mura, torri e fortificazioni. Il periodo più significativo coincise con lo Stato dei Presìdi, territorio controllato dalla Corona di Spagna dal XVI secolo, fase storica che trasformò Porto Ercole in una cittadella militare destinata alla difesa delle rotte verso Napoli. E oggi il fascino nasce proprio da questa convivenza tra monumenti imponenti e scorci intimi.
Indice
Cosa vedere a Porto Ercole
La struttura urbana di questo colorato borgo della Toscana si divide nettamente tra la parte moderna che costeggia il porto turistico, animata da bar e yacht di lusso, e il nucleo antico arrampicato sulla roccia. Quest’area storica, chiamata comunemente “il Paese Vecchio”, mostra un carattere tipicamente medievale arricchito da massicci interventi rinascimentali.
La Rocca Spagnola
La storia dell’Argentario è decisamente raccontata con forza dalla Rocca Spagnola. L’imponente complesso domina l’abitato dalla sommità del colle e rappresenta il cuore del sistema difensivo realizzato durante la dominazione iberica. La struttura attuale ingloba fortificazioni precedenti, risalenti all’epoca degli Aldobrandeschi e degli Orsini, poi ampliate nel ‘500.
Bastioni, cortine murarie e passaggi militari testimoniano un’architettura progettata per resistere agli assedi. Sulla facciata principale c’è ancora lo stemma della monarchia spagnola, simbolo di un’epoca che segnò profondamente il destino del borgo.
Forte Stella
Tra le opere militari dell’Argentario, Forte Stella rappresenta probabilmente quella più riconoscibile. La pianta stellata a sei punte riflette gli studi rinascimentali dedicati alle nuove tecniche difensive sviluppate dopo la diffusione delle artiglierie.
La costruzione risale alla seconda metà del XVI secolo e vide anche il sostegno di Cosimo I de’ Medici. Mura possenti, bastioni geometrici e terrazze panoramiche formano un insieme architettonico di straordinario impatto.
Forte Filippo
Sul versante settentrionale del promontorio si erge Forte Filippo, altra straordinaria testimonianza dello Stato dei Presìdi. L’impianto conserva ancora gran parte delle strutture originarie, caratterizzate da bastioni angolari, possenti cortine murarie e ambienti destinati alla guarnigione.
Il centro storico
Basta oltrepassare Porta Pisana, chiamata anche Porta Senese, per ritrovarsi in un intreccio di vicoli lastricati, archi in pietra e piccole piazze che mantengono l’atmosfera del borgo medievale. Balconi ricchi di fiori, facciate dai toni caldi e scorci aperti sul porto accompagnano il percorso fino ai punti panoramici più spettacolari.
Palazzo dei Governanti e Bastione di Santa Barbara
Il Palazzo dei Governanti è un’elegante costruzione cinquecentesca voluta inizialmente dal banchiere senese Agostino Chigi e successivamente destinata a residenza dei governatori spagnoli. La facciata rinascimentale dialoga con la vicina piazza Santa Barbara, uno degli angoli più suggestivi del centro storico. Dal bastione lo sguardo corre lungo il porto, la laguna e la spiaggia della Feniglia.
Chiesa di Sant’Erasmo
Dedicata al patrono dei marinai, rappresenta da secoli un punto di riferimento per chi vive di mare. L’edificio attuale deriva da ricostruzioni successive ai danni subiti durante il secondo conflitto mondiale, pur conservando testimonianze molto più antiche. L’interno colpisce per la sobrietà, valorizzata dalle travi lignee a vista e dalle lapidi dedicate ai governatori spagnoli e agli ufficiali caduti al servizio dello Stato dei Presìdi.
Le tracce di Caravaggio
Porto Ercole vanta un legame estremamente intenso con uno dei più grandi artisti della storia dell’arte: Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. L’artista raggiunse il borgo nel luglio del 1610 durante il suo ultimo viaggio e le circostanze della morte alimentano ancora studi e ipotesi. Una targa commemorativa accoglie chi varca l’ingresso del paese, mentre una stele nella Feniglia ricorda gli ultimi momenti del pittore.
Le spiagge e la Feniglia
Il mare rappresenta una delle grandi ricchezze di Porto Ercole. Lungo la costa si alternano baie raccolte, fondali trasparenti e tratti sabbiosi dal fascino mediterraneo. Spiaggia delle Viste conquista grazie alla vicinanza al paese e alle acque limpide; Cala Galera offre un fondale basso particolarmente apprezzato dalle famiglie; Acqua Dolce unisce sabbia chiara e piccoli ciottoli, mentre Spiaggia Lunga ripaga il percorso con uno scenario dal carattere selvaggio.
Poco oltre il centro abitato si distende la Feniglia, sottile cordone sabbioso che collega il promontorio dell’Argentario alla terraferma. Alle spalle della spiaggia cresce una vasta pineta protetta, abitata anche da daini.
Cosa fare a Porto Ercole
Basta trascorrervi qualche ora tra porto, vicoli e sentieri costieri per comprendere il carattere autentico del borgo, fatto di piccoli gesti quotidiani, panorami sorprendenti e tradizioni ancora profondamente radicate.
- Passeggiare lungo il porto turistico: regalando tempo allo spettacolo delle barche da pesca accanto a eleganti imbarcazioni provenienti da tutto il Mediterraneo.
- Raggiungere i punti panoramici delle fortificazioni: per osservare il profilo del Monte Argentario, la laguna di Orbetello e il blu intenso del Tirreno da prospettive davvero spettacolari.
- Salire lungo la Strada Panoramica: attraversando uno degli itinerari più affascinanti della costa toscana.
- Partecipare alla Notte dei Pirati: manifestazione che tra la fine di aprile e l’inizio di maggio trasforma il borgo in un vivace scenario ispirato alle antiche incursioni corsare.
- Raggiungere la Riserva Naturale della Duna Feniglia: per una passeggiata tra pineta, macchia mediterranea e spiaggia.
- Noleggiare un gommone: alla scoperta delle calette meno accessibili dalla terraferma, tra acqua cristallina e scogli modellati dal mare.
Dove si trova e come arrivare
Porto Ercole occupa il versante orientale del Monte Argentario, promontorio collegato alla costa toscana attraverso i tomboli della Giannella e della Feniglia insieme alla diga artificiale che attraversa la laguna di Orbetello. L’appartenenza amministrativa fa capo al comune di Monte Argentario, nel territorio provinciale di Grosseto.
Chi arriva in automobile percorre la SS1 Aurelia fino a Orbetello, attraversa la diga che separa la laguna di Levante da quella di Ponente e prosegue seguendo le indicazioni dedicate al borgo. L’ultimo tratto regala scorci spettacolari sul promontorio e anticipa l’inconfondibile profilo delle fortezze.

La stazione ferroviaria di riferimento si trova a Orbetello-Monte Argentario, collegata con varie città italiane lungo la linea tirrenica. Dalla stazione partono autobus diretti verso Porto Ercole durante l’intero arco dell’anno, con corse più frequenti nella stagione estiva.