L’emozionante abbraccio di pietra tra Apollo e il tramonto: Portara di Naxos, affacciata sul blu dell’Egeo

Sull'isolotto di Palatia, davanti alla Chora, una porta antica racconta ambizioni, miti e tramonti tra le pietre di uno dei simboli più celebri delle Cicladi

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

6 min di lettura

Ancor prima di mettere piede a Naxos, può capitare di vederla: la sagoma della Portara compare davanti alle navi dirette verso la Chora, la principale città dell’isola, piantata su un piccolo lembo di terra che si protende nell’Egeo. Sembra quasi un enorme ingresso pronto ad accogliere chi arriva dal mare, solo che dietro quella soglia non c’è più alcun tempio.

Resta una porta monumentale, solitaria e sorprendentemente integra, costruita con enormi blocchi di marmo locale. Attorno si apre il mare, mentre alle spalle si riconosce il profilo della città di Naxos, con le case bianche e le costruzioni del quartiere storico che salgono verso il castello veneziano.

La scena ha qualcosa di insolito: una costruzione pensata per far parte di un grande edificio religioso è diventata, attraverso i secoli, un monumento autonomo. Il tempio è scomparso, la porta è rimasta. Ed è proprio questa incompletezza ad aver trasformato la Portara nel simbolo più riconoscibile di questa splendida isola ellenica.

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