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Giacomo Bugliani, Toscana: “Dobbiamo integrare il turista con i territori e con le comunità”

di Ilaria Santi

Rinomata in tutto il mondo per le sue storiche città d’arte come Firenze e Pisa, la Toscana sta intraprendendo una decisa evoluzione nella gestione e promozione del proprio patrimonio turistico. La priorità, oggi, non è solo accogliere i grandi flussi, ma valorizzare la cosiddetta “Toscana diffusa”: una rete viva di borghi, cammini, ciclovie ed eccellenze artigianali capaci di offrire esperienze autentiche e stanziali, capaci di integrare il viaggiatore con le comunità locali.

In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Giacomo Bugliani, il nuovo Commissario di Toscana Promozione Turistica. Nell’intervista podcast ci ha illustrato la visione pionieristica della regione, che unisce la tutela della cultura e dell’enogastronomia — con progetti come “Toscana Artigiana”, “Vetrina Toscana” e le nuove app dedicate ai siti UNESCO — all’uso strategico dell’intelligenza artificiale, fondamentale per garantire visibilità ai territori meno noti nei nuovi canali di ricerca digitali.

Innanzitutto, congratulazioni per ricoprire un ruolo importantissimo in una delle regioni più rinomate d’Italia nel mondo. Cosa significa rappresentare la Toscana?

È un grande onore e un grande piacere essere il rappresentante di Toscana Promozione Turistica qui alla TTG di Rimini, perché mi rendo conto che la Toscana è un brand molto potente, soprattutto a livello internazionale. Concorrente anche al nostro Paese, perché ormai Tuscany, come viene identificata a livello internazionale, è proprio un’offerta turistica che concorre proprio con quella del nostro Paese.

La Toscana è nota a tutti, sicuramente, per le grandi città d’arte, penso soprattutto a Firenze, ma anche a Pisa, e la sfida che ci stiamo dando, sia come Toscana Promozione, sia proprio come Regione Toscana, è quella di andare a far conoscere tutti i volti di questa bella Toscana. Abbiamo bisogno di far risaltare una serie di territori, di aree della nostra regione che non hanno la stessa notorietà di Firenze o di Pisa, ma che meritano altrettanta visibilità. È la cosiddetta “Toscana diffusa“, quella che deve essere apprezzata per i propri borghi, per i cammini. Faremo, infatti, un lavoro importante proprio anche per sottolineare l’importanza dei cammini: ce ne sono dieci ufficiali in Toscana, molti altri sono minori, ma ci sono, li stiamo ricostruendo e dando anche una certa pubblicità a tutti questi percorsi che ci permettono di riscoprire i nostri paesaggi, ma ancora le ciclovie, e poi le identità locali, perché quello che dobbiamo fare, soprattutto nell’epoca della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, è quello di andare a far riscoprire esperienze autentiche di turismo, contrapponendo quindi agli strumenti digitali un’accoglienza molto forte, molto sentita, che permetta al turista di sentirsi parte integrante di un territorio, di una comunità, vivendo appunto esperienze a contatto con le aziende, con i cittadini, con i residenti, perché non dobbiamo portare il turismo per allontanare chi abita i territori, ma dobbiamo integrare il turista con i territori, con le comunità. Questa è la sfida del futuro.

Avete già degli obiettivi concreti, degli esempi da fare?

Sì, stiamo sviluppando, ad esempio, una rete che si chiama “Toscana Artigiana“, che individua dei percorsi turistici che portano, appunto, i nostri ospiti a vivere esperienze a contatto con le botteghe artigiane della nostra regione, perché è necessario che poi il turismo diventi anche un po’ stanziale, non sia un turismo “mordi e fuggi”, e che porti ricchezza alle nostre aziende, da quelle agricole a quelle dell’artigianato, oltre che a quelle proprie del turismo tradizionale, quindi le strutture ricettive.

E questo è sicuramente un primo obiettivo importante, ma dall’altra parte c’è la sfida del digitale: stiamo facendo un vero e proprio corso di formazione sull’intelligenza artificiale per le quattro comunità d’ambito turistico, con l’obiettivo poi di allargarlo a tutte e 28 le comunità d’ambito turistico della nostra regione, per far emergere alcuni territori nei meccanismi dell’intelligenza artificiale, perché oggi, se non si è presenti in questi meccanismi, si rischia si rischia l’oblio da un punto di vista proprio della promozione turistica.

Quindi, andiamo a vedere quanto, ad esempio, la Maremma oppure la montagna pistoiese o la Garfagnana siano presenti dentro i meccanismi dell’intelligenza artificiale o come si possano colmare le lacune, perché oggi il 94% delle persone che utilizza l’intelligenza artificiale la interroga anche per questioni collegate alle scelte turistiche, delle destinazioni, e quindi è importante che tutti i nostri territori siano rappresentati all’interno di questa nuova dimensione.

Ed è quello che avete raccontato anche qui al TTG o ci sono anche altre novità che avete annunciato?

Abbiamo raccontato questo principalmente come uno degli obiettivi più forti che abbiamo, assieme a quelli della Toscana diffusa, che dobbiamo andare a sostenere, però abbiamo anche parlato molto di turismo sostenibile, dove la sostenibilità non è soltanto tutela dell’ambiente e del paesaggio — un turismo che promuove il paesaggio e i territori è sicuramente un turismo sostenibile —, ma è una sostenibilità che deve essere declinata anche in chiave sociale ed economica. E, quindi, nel momento in cui il turista entra in contatto con una comunità, se ne sente parte, la rispetta, si dà vita a una forma di sviluppo turistico sostenibile, così come un turismo sostenibile che va nell’ottica anche delle valorizzazione dell’economia locale, delle piccole imprese che devono trarre beneficio dal turismo.

E mi piace sottolineare un altro aspetto importante che stiamo portando avanti, che è quello del progetto di “Vetrina Toscana“, che è la valorizzazione dell’enogastronomia della nostra regione, che è un punto assolutamente di forza della Regione Toscana. Ma il 2027 sarà anche l’anno del turismo culturale, perché una parte della nostra attività come Toscana Promozione Turistica sarà proprio finalizzata a incrementare il legame tra il turismo e la cultura. Abbiamo presentato in questi giorni alla TTG, ad esempio, un’app che mette insieme il percorso delle ville e dei giardini dei Medici della Toscana, uno un sito UNESCO di grande valore, che però, messo in rete e percepito anche conosciuto attraverso l’app, sicuramente sarà destinato a crescere, a svilupparsi e a dare ancora di più il senso dell’importanza che ha la cultura nella valorizzazione del turismo.