Oltre i selfie, questa città svedese punta sul turismo intelligente per offrire un viaggio immersivo

Uppsala, una delle città più antiche della Svezia, vuole attirare viaggiatori curiosi che desiderano scoprirla andando oltre il classico turismo dei selfie

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Elena Usai

Travel blogger & content creator

La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

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È capitato a tutti di arrivare davanti a un monumento famoso e di trovarsi di fronte a una distesa di schermi alzati o lunghe file. È il cosiddetto “turismo da selfie”, un modo di viaggiare che privilegia l’estetica all’esperienza, dove lo scatto perfetto conta più della connessione con il luogo.

In Svezia, però, c’è chi ha deciso di invertire la rotta. Consapevole di questa deriva superficiale, Uppsala ha lanciato una sfida ai viaggiatori: sostituire i selfie fini a se stessi con il sapere. Si chiama “Turismo IQ”, un programma nato per guidare i visitatori verso storie profonde e prospettive inaspettate.

Dimenticate le liste su cosa vedere e cosa fare, perché qui l’itinerario lo scrive la curiosità: dalla storia millenaria ai dettagli nascosti, il viaggio diventa un invito a guardare più da vicino la destinazione che si sta visitando.

Turismo IQ, come scoprire Uppsala con curiosità

Grazie alla sua vasta popolazione studentesca, Uppsala vanta un’energia vibrante e contagiosa. E, se consideriamo che questo centro svedese è un polo accademico d’eccellenza sin dal 1471 e che oltre un quinto dei suoi abitanti vive qui per studiare, non stupisce che sia proprio questo il luogo dove è nato il concetto di “Turismo IQ”.

Passeggiando per le sue strade, noterete il simbolo IQ segnalare luoghi ed esperienze selezionate che custodiscono storie brillanti, stratificazioni storiche e fatti inaspettati. Ovunque appaia questo marchio, c’è sempre qualcosa in più da scoprire: un dettaglio che sfugge allo sguardo distratto, un racconto da approfondire o un’esperienza irripetibile.

Dopotutto, parliamo di una delle città più antiche della Svezia, abitata sin dal III secolo d.C.: qui, le tracce del passato sono ovunque e lasciarsi guidare dalla curiosità trasforma la visita in un’immersione profonda e mai banale nella storia.

Dove sperimentare il Turismo IQ a Uppsala

Per immergersi pienamente nel cuore del Turismo IQ, è necessario abbandonare la fretta e lasciarsi guidare dal simbolo che, tra le vie della città, segnala i luoghi capaci di sfidare l’intelletto e la curiosità.

Il viaggio comincia inevitabilmente presso l’università più antica del Paese e il museo Gustavianum, dove è possibile ammirare l’originale termometro di Anders Celsius. Qui, vi colpirà scoprire che, nella sua prima versione, la scala Celsius era invertita rispetto a come la conosciamo oggi, con lo zero a indicare l’ebollizione. Tuttavia, l’itinerario non si limita ai grandi monumenti, ma abbraccia la quotidianità cittadina. Si può vivere l’atmosfera accademica fermandosi all’Ofvandahls Hovkonditori, un caffè che dal 1878 accoglie generazioni di studenti.

Spostandosi appena fuori dal centro, il panorama cambia drasticamente a Gamla Uppsala: qui, tra maestosi tumuli reali, si respira l’eredità dei vichinghi e i segreti di un passato remoto fatto di riti pagani e sacrifici alle divinità norrene come Thor e Odino. Questo affascinante sito archeologico era un tempo un fiorente centro religioso del VI secolo dove si compivano sacrifici umani (fungeva inoltre da luogo di sepoltura). La sua imponenza testimonia il potere religioso, economico e politico che Uppsala deteneva un tempo.

Il vero cuore del progetto risiede però nell’attenzione ai dettagli apparentemente insignificanti, messi in risalto da speciali visori rossi itineranti. Questi strumenti spingono l’occhio del visitatore a soffermarsi su particolari invisibili ai più: un vetro della cattedrale lasciato intenzionalmente sporco per mostrare il volto dell’edificio prima dei restauri ottocenteschi, una pietra d’inciampo che celebra ironicamente il “nulla” accaduto nel 1965 o le minuscole, poetiche case per topi create da artisti locali e nascoste tra i marciapiedi.

In questo modo, il viaggio si trasforma da semplice raccolta di scatti fotografici in un’esperienza profonda, fatta di narrazioni stratificate e scoperte inaspettate.