In spiaggia, tre quarti degli italiani sogna la tranquillità: lo studio

Tra vicini rumorosi, telefonate in vivavoce e stories improvvisate, sotto l’ombrellone cresce il desiderio di silenzio e di spazio personale

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Ilaria Santi

Giornalista & reporter di viaggio

Giornalista, viaggia fin da quando era bambina e parla correntemente inglese e francese. Curiosa, autonoma e intraprendente, odia la routine e fare la valigia.

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Chi l’ha detto che in spiaggia si cerca solo divertimento? Un sondaggio condotto da Spiagge.it dice esattamente il contrario, almeno in Italia. L’estate 2026 è quella della vacanza relax, in cui godersi il rumore delle onde senza dover ascoltare la playlist del vicino di ombrellone o finire involontariamente nella story di qualcuno. Insomma, il vero trend sembra essere la tranquillità.

Il 73% degli italiani cerca il silenzio in spiaggia

La ricerca fotografa un desiderio sempre più diffuso di benessere personale e rispetto reciproco degli spazi condivisi. Infatti, se la spiaggia resta un luogo da vivere soprattutto con la famiglia (46%) o con il proprio partner (37%), una volta raggiunta la propria postazione l’esigenza principale diventa rallentare: il 73% degli intervistati attribuisce grande importanza al silenzio e alla quiete, mentre la voglia di socializzare raccoglie meno consensi.

Cosa significa vacanza comoda per gli italiani

Anche nella scelta dei servizi in spiaggia, gli italiani sembrano privilegiare una giornata al mare comoda e senza stress. Tra i desiderata di una vacanza al mare perfetta al primo posto c’è la presenza di bar e ristoranti (66%), seguita dalla facilità di parcheggio (32%). A fare la differenza è anche la possibilità di organizzarsi in anticipo, individuando la struttura più adatta alle proprie necessità e prenotando il posto in spiaggia prima dell’arrivo. Wi-Fi, animazione e servizi wellness, invece, raccolgono un interesse più marginale.

La “fascia quiete”

Un segnale chiaro che emerge dai dati del sondaggio è che, per molti, la disconnessione non coincide con l’assenza di comfort, bensì con la possibilità di lasciare fuori dalla spiaggia gli stimoli continui della quotidianità. Non a caso, il 73% degli intervistati si dichiara favorevole all’introduzione di una vera e propria “fascia quiete”, preferibilmente nelle ore centrali della giornata, una pausa dal rumore, dalle chiamate e dalla frenesia, per concedersi un riposo autentico.

Cosa dà più fastidio in spiaggia: la classifica

Secondo il sondaggio, ci sono alcuni atteggiamenti che infastidiscono maggiormente gli italiani in spiaggia. Al primo posto, ci sono le telefonate in vivavoce, indicate dal 71% degli intervistati come il comportamento più fastidioso in spiaggia. Seguono il fumo – che per fortuna su molte spiagge italiane è già vietato – proveniente dagli ombrelloni vicini (54%), l’occupazione eccessiva dello spazio comune (51%) e la classica sabbia scrollata troppo vicino agli altri bagnanti (46%).

La difficile convivenza in spiaggia

Dietro questi piccoli, ma spesso esasperanti “crimini da ombrellone” si nasconde una questione molto concreta: il bisogno di spazio personale. Per il 71% degli intervistati, infatti, il disagio maggiore è rappresentato proprio dagli ombrelloni troppo vicini, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza come Ferragosto.

Tipi (odiati) da spiaggia

Il sondaggio di Spiagge.it ha individuato anche i vicini di ombrellone più fastidiosi in assoluto, stilando anche in questo caso una classifica. Quando si tratta di identificare il vicino di ombrellone meno desiderato, infatti, prende forma una vera e propria galleria di personaggi estivi, una sorta di “comédie humaine” nello stile di Honoré de Balzac.

Il più temuto è al primo posto il “colonizzatore” dello spazio comune (39%), quello che stende teli mare sopra i vostri, sparge giochi dappertutto, borse e sedie ben oltre i confini della propria postazione. Segue al secondo posto il “DJ da spiaggia” (32%), armato di casse Bluetooth e playlist musicali tremende sparate ad alto volume. Al terzo posto, in ordine di fastidio, si piazza e il “telecronista” (20%), quello che è pronto a commentare a voce alta ogni partita, tuffo o conversazione nei dintorni.

Addio privacy

A rendere più delicata la convivenza in spiaggia tra villeggianti non è solo la vicinanza fisica, ma anche la privacy è diventata un tema sempre più importante. Oltre la metà degli intervistati (51%) dichiara di essere infastidita dall’idea di comparire involontariamente in foto o video realizzati da altre persone. Per il 29%, invece, tutto dipende dal contesto e dalla riconoscibilità dei soggetti coinvolti, pertanto, finire sui social di qualcuno non è un problema più di tanto se non si è ben visibili.

Stories (32%), videochiamate (32%) e droni (32%) sono percepiti come le situazioni più invasive: un dato che racconta il desiderio, sempre più forte, di proteggere i propri momenti di spensieratezza dall’esposizione continua. Perché almeno d’estate gli italiani vogliono sentirsi davvero in vacanza.