A Villa Adriana riemerge un segreto dell’antica Roma legato ai fulmini: la sorprendente scoperta

Un fulmine, un dio dimenticato e una lastra rimasta al suo posto per secoli: Villa Adriana restituisce un nuovo frammento della religiosità romana antica

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Angelica Losi

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Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

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Roma non smette di stupire, a Villa Adriana una nuova scoperta archeologica ha riportato Tivoli al centro dell’attenzione: proprio qui è emerso all’interno dell’Anfiteatro una lastra di marmo con la scritta FVLGVR SVBMANIVM, un ricordo speciale di un antico rito romano. L’iscrizione rimanda a Summano, divinità romana legata ai fulmini notturni.

La scoperta del Fulgur Submanium a Villa Adriana

Mentre gli studiosi si stavano occupando degli scavi nel settore dedicato all’Anfiteatro il banco di tufo è comparso stupendo tutti. Elementi uniti con malta, dimensioni contenute e, sul fronte, una lastra di marmo di circa 40 per 35 centimetri. È lì che si trova l’iscrizione. Le lettere capitali, distribuite su due righe, compongono la formula FVLGVR SVBMANIVM, riferita a un fulmine notturno attribuito a Summano. Nell’antica Roma, infatti, non tutti i fulmini appartenevano simbolicamente alla stessa divinità. Le folgori diurne venivano generalmente associate a Giove; quelle notturne erano invece legate a Summano.

La lastra non è stata trovata fuori posto, riutilizzata in un muro successivo o spostata nel corso dei secoli, è ancora inserita nella struttura alla quale apparteneva. L’ipotesi è che la piccola costruzione possa essere collegata a un bidental, ovvero un luogo delimitato e reso sacro dopo la caduta di un fulmine. Quando una folgore colpiva il terreno, un edificio o un oggetto, per i Romani non si trattava soltanto di un fenomeno naturale.  Le tracce interessate dal fulmine potevano essere raccolte e sepolte secondo rituali precisi. Da qui l’espressione fulgur conditum, letteralmente collegata al fulmine “deposto” o “sepolto”.

La scritta dell'antico rito romano a Villa Tivoli
Ufficio Stampa
La scoperta del Fulgur Submanium a Villa Adriana

L’importanza della scoperta

Villa Adriana viene spesso raccontata attraverso le sue architetture più spettacolari. Il Canopo, il Teatro Marittimo, le terme, i grandi complessi residenziali. Sono questi gli spazi che catturano immediatamente lo sguardo di chi visita il sito. La lastra rinvenuta nell’area dell’Anfiteatro racconta però qualcosa di diverso perché non parla direttamente del potere imperiale o della grandiosità delle costruzioni. Porta invece dentro un gesto religioso, in una dimensione molto più concreta. Un fulmine cade.

Il direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este Alberto Samonà ha commentato la notizia spiegando come il ritrovamento possa spostare lo sguardo dalle grandi architetture a un approfondimento su quella che era la cultura romana dell’epoca; l’iscrizione rimasta nella sua collocazione originaria offre un prezioso supporto per gli studiosi che possono comprendere meglio le procedure rituali; le indagini potrebbero avere conseguenze anche sulla lettura complessiva di questa parte della villa.

Il direttore dello scavo, Fabio Giorgio Cavallero, ha sottolineato come sarà importante studiare il rapporto stratigrafico tra il fulgur conditum, le strutture individuate nell’area e i resti del palazzo emerso durante le ricerche del 2024. La sequenza potrebbe aiutare a capire meglio come il settore sia cambiato nel tempo e in quale momento il rito legato al fulmine sia entrato nella storia di quest’area.

La scoperta potrebbe fornire nuovi elementi sulla riorganizzazione degli spazi di Villa Adriana a Tivoli, sulle diverse fasi di utilizzo dell’area e sul peso che la religione aveva anche nelle scelte legate ai luoghi e agli edifici.