Domenica al Museo, le tappe gratis da non perdere il 1° marzo 2026

Da Nord a Sud, ecco una selezione dei musei statali aperti gratuitamente il 1 marzo 2026 per l'iniziativa Domenica al Museo

Foto di Flavia Cantini

Flavia Cantini

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Content Writer specializzata nel Travel. Per lei il successo è fare da grandi ciò che si sognava da bambini e se, scrivendo, riesce ad emozionare, ha raggiunto il suo obiettivo.

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Dopo il successo del 1 febbraio che ha registrato 230.171 ingressi, si rinnova anche per domenica 1 marzo l’atteso e consueto appuntamento con la Domenica al Museo, l’iniziativa a cura del Ministero della Cultura che permette di ammirare gratuitamente, da Nord a Sud, i luoghi simbolo dell’immenso patrimonio storico-culturale italiano.

Per l’occasione, sono coinvolti musei, parchi archeologici, ville storiche, complessi monumentali e non mancano, a corredo, laboratori, appuntamenti inediti e visite guidate. Ovviamente, c’è soltanto l’imbarazzo della scelta: ecco, allora, una selezione di tappe da segnare in agenda.

Da Nord a Sud, dove andare per la Domenica al Museo

Iniziamo il nostro viaggio dal Nord Italia, in particolare da Milano dove, oltre all’indiscusso Cenacolo Vinciano e alla Pinacoteca di Brera, per la prima volta Palazzo Marino (solitamente visitabile dal lunedì al venerdì e in occasione della Festa della Repubblica) apre le sue porte al pubblico la domenica: pregiato edificio cinquecentesco in Piazza della Scala, sede dal 1861 dell’Amministrazione Comunale, dal 1 marzo sarà visitabile gratuitamente ogni prima domenica del mese con visite guidate in collaborazione con la Fondazione Bracco.

Sala Alessi del cinquecentesco Palazzo Marino a Milano
Foto Ufficio Stampa Press Civita Mostre & Musei
La sontuosa Sala Alessi del cinquecentesco Palazzo Marino a Milano

Spostandoci a Genova, invece, l’appuntamento è con la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola e il Palazzo Reale, mentre Verona propone il Museo Archeologico Nazionale e Trieste la Basilica Paleocristiana di Via Madonna del Mare e l’incomparabile Museo storico e Parco del Castello di Miramare.

Arriviamo al Centro Italia dove, oltre alla ricchissima offerta di Roma (solo per fare qualche esempio, si possono scoprire gratuitamente i Musei Capitolini, Castel Sant’Angelo, Galleria Borghese, Palazzo Barberini, Galleria Corsini e Casa Pasolini) e di Firenze (quale occasione migliore per accedere, tra gli altri, agli Uffizi, al Giardino di Boboli e al Museo del Bargello?), non sono da meno la Rocca di Gradara (Pesaro Urbino) nelle Marche, l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone (Sulmona) in Abruzzo e il Santuario italico di Pietrabbondante (Isernia) in Molise.

Infine, eccoci al Sud dove la prima domenica di marzo a Palermo aprono gratis il più antico museo archeologico della Sicilia, la “casa” dell’arte contemporanea di Palermo e l’antico chiostro benedettino patrimonio UNESCO di Monreale: sia alle 10 che alle 11.30, saranno disponibili le visite didattiche “Alla scoperta del Museo Salinas”, un percorso guidato tra opere e reperti provenienti da alcuni tra i più importanti siti archeologici della regione.
Presso il Museo d’Arte Contemporanea Riso, alle 11, vi sarà una visita didattica che ripercorre oltre sessant’anni di arte contemporanea con opere di artisti siciliani, italiani e internazionali, parte della collezione del museo, mentre sia alle 11 che alle 12 è previsto un ciclo di visite didattiche al Chiostro dei Benedettini di Monreale per scoprire ciò che resta dell’antico complesso monastico, annesso alla cattedrale voluta da Guglielmo II.

Capitello della Natività del Chiostro di Monreale, Palermo
Ufficio stampa CoopCulture
Raffinato Capitello della Natività del Chiostro di Monreale

In Puglia, sicuramente da non perdere Castel del Monte ad Andria e il Castello Svevo di Bari e in Sardegna la Pinacoteca nazionale e la Basilica di San Saturnio a Cagliari.

Informazioni utili per le visite

Ricordiamo che tutti i siti aperti domenica 1 marzo osservano i consueti orari d’apertura e che, in alcuni casi, può essere richiesta (o consigliata) la prenotazione obbligatoria tramite i canali ufficiali delle singole istituzioni o del Ministero della Cultura.

Prima della visita, è utile verificare per tempo eventuali variazioni, limitazioni o comunicazioni “dell’ultimo minuto”.