Il turismo italiano continua a crescere. L’estate 2026 registra un incremento stimato dell’1,8%, confermando la capacità del Paese di attrarre viaggiatori italiani e internazionali. Ma dietro i numeri emerge una sfida sempre più evidente: come fare in modo che la crescita delle presenze si traduca in valore stabile per i territori.
Al TTG di Rimini abbiamo incontrato Loretta Credaro, Presidente Isnart – Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, dove ha presentato un interessante panel dal titolo “Scegliere di esserci: viaggiatori, eventi e territori alla prova dell’esperienza rigenerativa” durante il quale ha sottolineato che il successo del turismo non si misura soltanto con arrivi e presenze, ma che eventi e ospitalità possono trasformare la scelta di esserci in un fattore di benessere individuale, coesione sociale e sviluppo dei territori.
Snocciolando i dati emersi dall’Osservatorio di Isnart, il report ha dimostrato quanto sia importante conoscere i viaggiatori per costruire un’offerta sostenibile ha spiegato quali sono le motivazioni di viaggio e la ricaduta economica del turismo culturale ed enogastronomico. All’interno del panel, particolare attenzione è stata dedicata al recupero turistico delle aree colpite dal sisma, dove la ri-generazione assume un significato profondo: non solo ricostruire o rilanciare, ma contribuire a rinnovare le condizioni stesse dell’esistenza dei luoghi e delle comunità. In questi contesti, il turismo può diventare presidio, racconto, fiducia, ritorno, cura e possibilità di futuro.
Nel panel è stato anche affrontato il turismo termale come esperienza rigenerativa in senso pieno: rigenerazione del benessere personale e della qualità della vita, ma anche rigenerazione dei territori che attorno alle risorse termali possono ritrovare identità, attrattività e nuove traiettorie di sviluppo.
Poiché secondo i dati dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio Unioncamere-Isnart, il 33,8% dei turisti considera fattori di sostenibilità nella scelta della destinazione, una quota che sale al 36,3% tra i visitatori stranieri, il confronto ha proposto una lettura del turismo sostenibile come pratica di presenza e responsabilità che crea un’economia circolare che ricade negli interessi delle imprese, sui territori e sugli abitati stessi di quei territori. consapevoli che scegliere di esserci significa partecipare al rinnovo dell’esistenza dei luoghi, trasformando il viaggio, l’evento e l’ospitalità in occasioni di cura, relazione, coesione e rinascita.